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Tensione in Turchia: la Russia schiera il suo S-400, arma temibile.

Prove tecniche di Terza Guerra Mondiale: in un’intervista con Sputnik News (un sito Russo piuttosto filogovernativo), il capo del dipartimento di Intelligence turca Hakki Pekin ha stigmatizzato il recente abbattimento del bombardiere Sukhoi24 russo da parte dell’aviazione turca, definendolo un “grande errore”.

Pekin prevede grossi problemi da oggi in poi, ed una risposta molto dura e ben organizzata.

“Aldilà dell’annullamento di visite ufficiali e delle probabili sanzioni economiche, la Russia sta sistemando i suoi sistemi missilistici Iskander a Kaliningrado. Ed ha un fortissimo potenziale in questo campo”.

Putin sarebbe in possesso di informazioni sulla vendita di petrolio da parte dell’ISIS attraverso il territorio Turco, e questi sarebbero i motivi di recenti attività di perlustramento ‘ravvicinato’ rispetto ai confini del paese di Erdogan. Per questo il Ministro della Difesa Russo Sergey Shoygu ha twittato la decisione di impiegare il sistema missilistico S-400, decisamente uno dei più temibili al mondo, nella base aerea vicina a Latakia, a ridosso della costa Siriana.

S400

Per rendere l’idea, si tratta del sistema missilistico più avanzato in possesso dei Russi, un sistema in grado di colpire obiettivi fino a 250km all’interno dei confini Turchi, sistemato a soli 50km dal confine.

L’abbattimento del velivolo Russo è considerato dal Ministro degli Esteri Lavrov una “provocazione premeditata”.

Tutto lascia supporre che la tensione non si alzerà rapidamente, ma che si alzerà massivamente e costantemente.