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Dal Petrolio all’elettrico, le stazioni di servizio del futuro.

In un prossimo futuro (non troppo vicino) assisteremo ad una consistente accelerazione del passaggio da un sistema di trasporti basato sul petrolio ad un altro basato sull’auto elettrica. La trasformazione riguardarà molti aspetti della mobilità e non trascurerà un elemento onnipresente nella nostra routine di viaggiatori: come saranno le stazioni di servizio del futuro?

Più ristorazione, niente benzina

I profitti dei vecchi “benzinai” potrebbero calare verticalmente, e assisteremo ad una trasformazione che renderà questi punti di rifornimento una via di mezzo tra moderni mini-iper (sulla falsariga dei vari 7Eleven che ci sono all’estero) e piccoli bistrot dove trascorrere la breve (si spera sempre più breve) sosta necessaria a ricaricare la batteria del proprio veicolo.

Diverse compagnie petrolifere hanno iniziato timidamente a muoversi in questa direzione, installando punti di ricarica elettrica direttamente nelle loro stazioni di rifornimento. La prima azienda a muoversi è stata Shell, con un programma di “trasformazione” iniziato a Gennaio in Inghilterra e Olanda.

“In diversi paesi pianifichiamo una rete di rifornimento per veicoli elettrici,” ha dichiarato al Finacial Times John Abbott, Business Director Shell. “Se ci sarà da attendere per ricaricare un veicolo sarà logico voler passare del tempo mangiando qualcosa o ottimizzando i tempi della spesa”. La tipologia di caricabatterie installati dovrebbe consentire una ricarica dell’80% di una media batteria in circa 30 minuti.

25.000 Stazioni di servizio Shell nel mondo richiederanno probabilmente decenni per un completo “restyling”. Il ritmo non sembra oggi essere troppo lento rispetto ad una transizione meno rapida del previsto. Ciò che conta è prepararsi, perchè il passaggio da un sistema all’altro potrebbe accelerare drasticamente in presenza di particolari condizioni del mercato, o di progressi nel campo delle componenti.

Total fa eco a questa scelta con un investimento, pianificato lo scorso anno, di circa 300 milioni di euro per l’installazione di 200 Megawatt di energia da fotovoltaico su 5000 stazioni di servizio nel mondo. Scelte simili provengono da Tesla e da alcune compagnie Russe (per iniziativa dello stesso governo).

In altre parole i colossi degli idrocarburi stanno “scaldando i motori” per il passaggio all’elettrico.