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	<title>FuturoProssimo.it</title>
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	<description>il domani quotidiano.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 28 Jan 2012 09:19:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Vita Extraterrestre: l&#8217;ipotesi delle bolle radio</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 09:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ugo Spezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[alieni]]></category>
		<category><![CDATA[enrico fermi]]></category>
		<category><![CDATA[esplorazione spaziale]]></category>
		<category><![CDATA[radio]]></category>
		<category><![CDATA[vita extraterrestre]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1950, in un congresso al Los Alamos National Laboratory, il nostro eminente fisico Enrico Fermi pronunciò una frase che poi sarebbe rimasta nella storia: &#8220;Dove sono Loro?&#8221;. La domanda si riferiva al fatto che gli sembrava strano che non ricevessimo alcuna trasmissione extraterrestre dallo spazio. Se è vero che li fuori ci sono milioni di pianeti simili al nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #003300;">Nel 1950, in un congresso al Los Alamos National Laboratory, il nostro eminente fisico Enrico Fermi pronunciò una frase che poi sarebbe rimasta nella storia: &#8220;Dove sono Loro?&#8221;. La domanda si riferiva al fatto che gli sembrava strano che non ricevessimo alcuna trasmissione extraterrestre dallo spazio. Se è vero che li fuori ci sono milioni di pianeti simili al nostro e se almeno una piccola percentuale di essi ha sviluppato vita intelligente perché non riceviamo nessuna trasmissione radio?</span></h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1089" title="dovesonoloro" src="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/dovesonoloro.jpg" alt="" width="550" height="365" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tale incongruenza venne poi denominata &#8220;Paradosso di Fermi&#8221;. È chiaro che se su un remoto pianeta si sviluppa vita intelligente essa, raggiunto lo sviluppo tecnologico dovrà per forza di cose emettere onde radio nello spazio sotto forma di trasmissioni TV, radio, segnali di dati da e verso i satelliti in orbita ecc. Questo perché le onde radio rappresentano il modo più semplice per comunicare. Altre forme come la luce o il laser sono di fatto utilizzabili solo come comunicazione punto-punto mentre le onde radio possono trasmettere in broadcast. Oltretutto se il pianeta è dotato di atmosfera le onde radio rimbalzano sulla ionosfera e sono ricevute anche dall&#8217;altro capo del pianeta, contrariamente a quanto accade con la luce che invece &#8220;evade&#8221; nello spazio. Isaac Asimov nella sua veste di scienziato-divulgatore nel lontano 1979 scrisse il libro &#8220;Civiltà Extraterrestri&#8221; nel quale stimò che solo nella nostra galassia (che conta circa 75 miliardi di stelle simili al Sole)  vi dovrebbero essere almeno 650 milioni di pianeti compatibili con la vita. In seguito il fisico Frank Drake redasse la famosa Equazione di Drake con la quale stimò che almeno 600 pianeti nella nostra galassia dovrebbero ospitare civiltà tecnologicamente avanzate.</p>
<p><strong>Ora quindi la domanda: &#8220;Se l&#8217;universo brulica di alieni, dove sono tutti quanti?&#8221;.</strong> Questo è anche il titolo di un recente libro a opera del fisico Stephen Webb il quale, a dispetto della spiritosaggine in cover, espone con rigore scientifico cinquanta soluzioni al problema del paradosso di Fermi e tenta di spiegare perché nonostante il progetto S.E.T.I. scandagli il cielo dal 1974, usando miriadi di radiotelescopi, fino ad ora non sono state rilevate comunicazioni radio significative da civiltà intelligenti.</p>
<p>Nel seguito vorrei quindi esporre la mia teoria che ho chiamato &#8220;Ipotesi delle Bolle Radio&#8221; proprio come soluzione al paradosso di Fermi. Ammettiamo che una civiltà aliena raggiunga lo sviluppo tecnologico, come è già accaduto con la razza umana oggi, e quindi inizi a diffondere onde radio nello spazio. Nel nostro caso la prima stazione radio risale al 1920, quindi trasmettiamo nello spazio da circa 90 anni. Questo significa che irradiamo onde radio nello spazio per un raggio di 90 anni luce a partire dal 1920. Quindi abbiamo creato attorno al nostro pianeta una bolla radio del diametro di 180 anni luce (90+90). Un ipotetico ascoltatore con una antenna radar che si trovasse a 80 anni luce da noi ausculterebbe le nostre trasmissioni radio del 1930.</p>
<p><strong>Ammettiamo allora che una civiltà tecnologica duri in media mille anni.</strong> Essa potrebbe estinguersi per catastrofi naturali come l&#8217;impatto di un asteroide, per autodistruzione dovuta al cattivo uso della tecnologia, ad esempio nanotecnologia fuori controllo, intelligenze artificiali malevole, per un incidente in un acceleratore di particelle o per altre sciagure create da tecnologie del futuro a noi non immaginabili. In questo caso la bolla radio prodotta avrebbe estensione di mille anni luce (nel nostro caso dal 1920 al 2920).</p>
<p>Ma bisogna considerare che mille anni in rapporto alla età di una galassia che conta più di 10 miliardi di anni sono ben poca cosa (un decimilionesimo del tempo totale). Ciò comporta che quando la bolla si espande nello spazio solo il sottile fronte d&#8217;onda di 1000 anni luce contiene veramente informazioni, tutto il resto della bolla non ne contiene. In altre parole l&#8217;informazione è contenuta solo sulla superficie della sfera in espansione mentre l&#8217;interno è vuoto. <em>L&#8217;immagine in basso può aiutare a capire su cosa si basi questa ipotesi.</em></p>
<p><a href="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/dovesonoloro2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1091" title="dovesonoloro2" src="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/dovesonoloro2.jpg" alt="" width="550" height="365" /></a></p>
<p>Essa prende in considerazione lo sviluppo di quattro civiltà intelligenti nella nostra galassia. La [A] siamo noi nel 2920, mentre la [B], [C] e [D] sono civiltà aliene. La [C] e la [D] sono civiltà apparse rispettivamente 10.000 e 6.000 anni fa e quindi le loro bolle si sono espanse prima. Solo i primi 1000 anni luce di queste bolle però contengono informazioni, l&#8217;interno è di fatto vuoto. Quindi quando il fronte d&#8217;onda della bolla [C] raggiungerà il pianeta natale della civiltà [B] (accadrà tra circa 10.000 anni) la civiltà [B] sarà andata ormai estinta e quindi non ci potrà essere nessuno che possa ascoltare le trasmissioni radio degli alieni [C]. Dopo 15.000 anni il fronte radio della bolla [C] avrà raggiunto anche la nostra Terra al centro della bolla [A] ma anche qui, essendoci noi estinti 14.000 anni prima, non ci sarà nessuno ad ascoltare.</p>
<p><strong>Questa ipotesi spiega dunque il perché non si ode nulla dai radiotelescopi e i motivi, riassumendo, sono sostanzialmente due:</strong></p>
<p><strong>1.    Le civiltà intelligenti che arrivano a sviluppare tecnologia si estinguono in tempi relativamente brevi dopo aver raggiunto il &#8220;picco di intelligenza&#8221;.</strong><br />
<strong>2.    Una volta che il fronte d&#8217;onda radio di una civiltà tecnologica raggiunge il pianeta natale di una civiltà vicina quest&#8217;ultima non potrà ascoltare in quanto sarà andata estinta millenni prima.</strong></p>
<p>Ci sono invero tre controdeduzioni a questa ipotesi. La prima è che le civiltà tecnologicamente avanzate, a un certo punto del loro sviluppo, potrebbero iniziare a trasmettere con sistemi più avanzati delle onde radio (ad esempio onde di entanglement quantistico o simili). La seconda è che noi siamo gli unici abitanti intelligenti della nostra galassia e per questo non riceviamo trasmissioni. La terza è che le civiltà tecnologiche a un certo punto evolvono in forme di vita ultra-intelligenti che avranno già scoperto tutti i segreti dell&#8217;universo e che quindi non avranno più bisogno di trasmettere alcunché fuori dal loro pianeta natale.</p>
<p>Delle tre la più interessante mi sembra la seconda ed è proprio su questa che Nick Bostrom ha scritto un articolo intitolato per l&#8217;appunto &#8220;<a href="http://www.futurology.it/Articolo%20Bostrom%20Dove%20sono%20loro/Dove%20sono%20loro.htm"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #003300; text-decoration: underline;">Dove sono Loro?</span></span></strong></a>&#8221; che trovate tradotto in italiano su Futurology.it</p>
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		<title>Non c&#8217;è da star comodi: la crisi impazza anche sul Divano. La denuncia di Natuzzi.</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 00:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[natuzzi]]></category>

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		<description><![CDATA[La globalizzazione spinta non &#232; stata interpretata nel migliore dei modi: molti analisti si aspettavano che il mondo diventasse pi&#249; piccolo, e invece lo abbiamo scoperto solo pi&#249; cattivo. Mancano regole che permettano una vera libert&#224; di scambio, perch&#232; l&#39;assenza totale di vincoli economici ha livellato verso il basso prezzi di beni che richiedono lavoro umano: al loro calare &#232; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="display:none"><img src="http://stat.ebuzzing.com/stats/37652_4451_563109_12377_8925_1.jpg" border="0" style="width:0px;height:0px"  /></div>
<p>
	<strong>La globalizzazione spinta non &egrave; stata interpretata nel migliore dei modi: molti analisti si aspettavano che il mondo diventasse pi&ugrave; piccolo, e invece lo abbiamo scoperto solo pi&ugrave; cattivo. Mancano regole che permettano una vera libert&agrave; di scambio, perch&egrave; l&#39;assenza totale di vincoli economici ha livellato verso il basso prezzi di beni che richiedono lavoro umano: al loro calare &egrave; corrisposto l&#39;abbassamento del reddito e del potere d&#39;acquisto dei lavoratori.</strong></p>
<p>	<img alt="inchiesta" border="0" height="500" src="http://www.ebuzzingvideo5.com/img/img_it/brief/stillife2.jpg" width="375" /></p>
<p>
	E la qualit&agrave; dei prodotti? Peggiorata, con il ricorso a terribili condizioni di lavoro e a turni inaccettabili per gli operai.</p>
<p>	<strong>Il Made in Italy &egrave; stato tra i global brands pi&ugrave; mortificati:</strong> tra le produzioni maggiormente aggredite dalla concorrenza sleale spicca quella del mobile imbottito. Sofa, divani, poltrone: dal 2007 un esercito di irregolari cinesi ha letteralmente preso d&#39;assalto il nostro paese avviando la produzione di enormi quantit&agrave; di prodotti scadenti in strutture pericolose e prive di ogni regola. Messi in vendita ad un prezzo assolutamente fuori mercato, tali prodotti stanno letteralmente uccidendo l&#39;artigianato locale: a chi giova? Operai stipati in dormitori attigui ai capannoni, senza orari e con paghe da fame.</p>
<p>	E certa grande distribuzione, trattandosi di prodotti sviluppati sul nostro territorio, cavalca un &#39;made in italy&#39; fasullo e nato sul sangue dei poveri: nessuna qualit&agrave;, nessun rispetto dell&#39;etica, un boomerang che a fronte di prezzi bassi manda per strada migliaia di lavoratori.</p>
<p>	<strong>Pasquale Natuzzi, fondatore dell&#39;omonimo gruppo quotato alla borsa di New York e leader nel settore </strong>ha denunciato la concorrenza sleale: 3200 dipendenti in Italia, diverse fabbriche nel mondo con artigiani qualificati e pagati il giusto, che potrebbe perdere quote di mercato di fronte a questo attacco. Il futuro dell&#39;economia mondiale dipender&agrave; dalle regole che i mercati riusciranno a darsi: un mondo senza barriere &egrave; ci&ograve; che desideriamo tutti, ma non un mondo senza limiti.</p>
<p>	Report, la popolare trasmissione giornalistica condotta dalla brava Milena Gabanelli ha realizzato una interessante <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/37652_4451_563109_12377_8925_69186/www.youtube.com/natuzzigroup%7B%7Bhash%7D%7Dp/u/0/gBXGqQwFyf8" target="_blank">inchiesta</a> su questo fenomeno: dai <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/37652_4451_563109_12377_8925_69186/www.youtube.com/natuzzigroup%7B%7Bhash%7D%7Dp/u/0/gBXGqQwFyf8" target="_blank">video</a> tratti dalla puntata emerge un quadro preoccupante per l&#39;economia e per la cultura del lavoro nel nostro Paese.</p>
<p>
	<strong>Eccovi i links per darle un&#39;occhiata.</strong></p>
<p>
	<a rel="nofollow" href="http://www.youtube.com/natuzzigroup#p/u/0/gBXGqQwFyf8">Youtube Natuzzi</a></p>
<p>
	<a rel="nofollow" href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-97138388-6b0c-4f9c-8c5b-9a2508e76de5.html">Sito RAI Report</a> da cui &egrave; possibile scaricare il PDF dell&#39;intervista.</p>
<p>
	<object style="height: 390px; width: 640px;"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gBXGqQwFyf8?version=3&amp;feature=player_profilepage" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="360" src="http://www.youtube.com/v/gBXGqQwFyf8?version=3&amp;feature=player_profilepage" type="application/x-shockwave-flash" width="640"></embed></object></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it" target="_blank"><i>Articolo sponsorizzato</i></a></p>
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		<item>
		<title>2012, l&#8217;anno della riscossa per i blog: Enel ha pronto il suo premio.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 16:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[enel. enel blogger awards]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;onda lunga dei social networks è passata: questo prezioso strumento di comunicazione è stato adottato in massa dai navigatori di tutto il mondo, ma l&#8217;utilizzo massivo di piattaforme social come twitter e facebook non ha spazzato via una &#8216;vecchia&#8217; forma di espressione sul web, che invero è sempre data per morta ma resta sempre a galla: signori, il blog non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #003300;"><strong>L&#8217;onda lunga dei social networks è passata: questo prezioso strumento di comunicazione è stato adottato in massa dai navigatori di tutto il mondo, ma l&#8217;utilizzo massivo di piattaforme social come twitter e facebook non ha spazzato via una &#8216;vecchia&#8217; forma di espressione sul web, che invero è sempre data per morta ma resta sempre a galla: signori, il blog non è morto ma vive e lotta insieme a noi.</strong></span></h2>
<h2><span style="color: #003300;"><strong><a href="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/enel-blogger-awards-2012.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1082" title="enel-blogger-awards-2012" src="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/enel-blogger-awards-2012.jpg" alt="" width="450" height="318" /></a></strong></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2></h2>
<p>Il flusso di aggiornamenti continui cui possiamo far riferimento nel &#8216;tempo reale&#8217; dei media sociali ha forse dato una nuova spinta alla necessità di fermarsi, riflettere e sviluppare ragionamenti più complessi, approfondimenti importanti per &#8216;leggere&#8217; la realtà che viviamo, e per evitare che questa ci passi accanto senza lasciare su di noi alcuna traccia: lunga vita ai portali, insomma, che nel prossimo anno saranno più vivi che mai.</p>
<p>Un&#8217;azienda seria e importante come <a href="http://www.ebuzzing.it/rd/36728_4361_558420_12377_8925_68000/www.enelbloggeraward.com/" rel="nofollow" target="_blank">Enel</a> ha da tempo questo importante canale espressivo al centro della sua attenzione, al punto da dedicargli un <a href="http://www.ebuzzing.it/rd/36728_4361_558420_12377_8925_68000/www.enelbloggeraward.com/" rel="nofollow" target="_blank">concorso</a>: gli Enel Blogger Awards, che nell&#8217;edizione 2012 premierà i suoi vincitori con un device simbolo della nuova generazione di lettori mondiali, un ipad 3G! La 1° fase terminerà il 17 Gennaio: nella 2°, che aprirà alle votazioni fin quasi a primavera (13 marzo), i bloggers saranno &#8216;scremati&#8217; sino ad ottenere un vincitore per ciascuna delle categorie (ambiente, finanza, attualità, lifestyle): quattro primi classificati dunque, che vinceranno un <a href="http://www.ebuzzing.it/rd/36728_4361_558420_12377_8925_68000/www.enelbloggeraward.com/" rel="nofollow" target="_blank">iPad 3G</a> nella premiazione ufficiale presso l&#8217;auditorium Enel.</p>
<p>Futuroprossimo si è sottratto alle nominations (anche perchè ha promosso volentieri questa manifestazione), ma non può esimersi dal segnalare a voi affezionati lettori quali sono i blog che a nostro avviso meritano di essere letti quotidianamente: piccoli rotocalchi, sambe di una nota sola, testate sviluppate con l&#8217;amore e la dedizione di professionisti che spesso svolgono il loro compito volontariamente e senza corrispettivo. Ecco a voi le nostre personali &#8216;nominations&#8217; agli <a href="http://www.ebuzzing.it/rd/36728_4361_558420_12377_8925_68000/www.enelbloggeraward.com/" rel="nofollow" target="_blank">Enel Blogger Award 2012 </a>per categoria <img src='http://www.futuroprossimo.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Ambiente</strong></p>
<p>www.rinopruiti.it &#8211; Un piccolo gioiellino che dimostra come il rapporto con le istituzioni può cambiare all&#8217;insegna della trasparenza: un assessore all&#8217;ambiente che illustra, motiva, dialoga.<br />
www.ecozoom.tv/blog/ &#8211; Il blog di riferimento di una community che fa del riutilizzo e dell&#8217;impatto zero la sua principale filosofia<br />
aspoitalia.blogspot.com/ &#8211; Lou de Bello analizza in un blog tutto italiano il fenomeno del &#8216;picco&#8217; che il petrolio avrebbe toccato come forma di energia disponibile: quali evoluzioni per noi, quali forme alternative di approvvigionamento?</p>
<p><strong>Finanza</strong></p>
<p>http://malthusday.blogspot.com/ &#8211; Luca Pardi ogni giorno alle prese con i limiti di questo pianeta.<br />
http://petsalvatore.blogspot.com/ &#8211; Un piccolo blog che parla ai piccoli risparmiatori, veri naufraghi di questo grande arrembaggio che è la finanza mondiale di questi tempi.<br />
http://www.lamiaeconomia.com/ &#8211; Un trader professionista indipendente che aggiorna con cognizione in causa e senza interessi di lobby.</p>
<p><strong>Attualità</strong></p>
<p>http://questionedidiottrie.blogspot.com &#8211; Uno sguardo disincantato e personale su politica, attualità, tecnologia<br />
http://illavorosmobilitaluomo.blogspot.com/ &#8211; Non c&#8217;è tematica più attuale di quella legata al mondo del lavoro<br />
http://www.lucalodi.it &#8211; Blog di un osservatore sagace ed interessante: un occhio disincantato sul mondo.</p>
<p><strong>Lifestyle</strong></p>
<p>http://trailfilosoficoeilcosmetico.blogspot.com/ &#8211; la bellezza è solo un fatto interiore? Sovvertiamo i termini con questo blog davvero simpatico.<br />
http://www.lovvy.it &#8211; il blog di Floriana Tanzillo sull&#8217;Amore e tutti i suoi derivati<br />
http://www.styleshouts.com &#8211; Un sito personale curato da una vicentina molto fashion e poco &#8216;victim&#8217;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ebuzzing.it/" rel="nofollow" target="_blank"><em>Articolo sponsorizzato</em></a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Oxfam cambia il Natale: finalmente.</title>
		<link>http://www.futuroprossimo.it/2011/12/oxfam-cambia-il-natale-finalmente/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 18:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Arrivano le Feste Natalizie e come sempre il Mondo &#232; diviso: non parlo di guerre e conflitti fisici o ideologici, mi riferisco alla divisione tra coloro che passano questo periodo alla ricerca di pi&#249; tempo da trascorrere con i propri cari, e coloro che approfittano per fare shopping e accaparrarsi qualsiasi oggetto, ancora una volta, senza soluzione di continuit&#224;. Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="display:none"><img src="http://stat.ebuzzing.com/stats/36250_4220_550511_12377_8925_1.jpg" border="0" style="width:0px;height:0px"  /></div>
<h1>
	<strong><span data-mce-style="color: #003300;" style="color: rgb(0, 51, 0);">Arrivano le Feste Natalizie e come sempre il Mondo &egrave; diviso: non parlo di guerre e conflitti fisici o ideologici, mi riferisco alla divisione tra coloro che passano questo periodo alla ricerca di pi&ugrave; tempo da trascorrere con i propri cari, e coloro che approfittano per fare shopping e accaparrarsi qualsiasi oggetto, ancora una volta, senza soluzione di continuit&agrave;.</span></strong></h1>
<p>
	<a rel="nofollow" href="http://www.glispacchettati.it" target="_blank"><img alt="spacchettati" border="0" height="315" src="http://promodigital.ebuzzingvideo.com/immagini/Oxfam/capra.jpg" width="448" /></a></p>
<p>
	<strong><span data-mce-style="color: #003300;" style="color: rgb(0, 51, 0);"></span></strong></p>
<h2>
	Di cosa abbiamo davvero bisogno?</h2>
<p>
	Il tempo passa in fretta: un secolo fa il <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/36250_4220_550511_12377_8925_66276/www.glispacchettati.it">Natale</a> era completamente diverso (perfino Babbo Natale, prima dell&#39;avvento della Coca-Cola, era vestito di verde), e tutto lascia pensare che in futuro questa festa sar&agrave; di nuovo &#39;reinterpretata&#39;. Sarebbe anche ora: quante volte abbiamo caricato in macchina un pacco di <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/36250_4220_550511_12377_8925_66276/www.glispacchettati.it" target="_blank">regali</a><a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/36250_4220_550511_12377_8925_66276/www.glispacchettati.it"> </a>inutili da portare a parenti e amici annoiati, sprecando il nostro denaro?</p>
<p>
	<strong>Oxfam Italia</strong> ci d&agrave; l&#39;occasione di &#39;redimerci&#39;, facendo <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/36250_4220_550511_12377_8925_66276/www.glispacchettati.it" target="_blank">dono</a> alle persone che amiamo della partecipazione ad un piccolo gesto importante che pu&ograve; salvare la vita di qualcuno.</p>
<p>
	Si tratta di un&#39;associazione umanitaria che fa parte di un grande gruppo sociale (15 organizzazioni che sviluppano i loro progetti in quasi 100 paesi del Mondo per combattere la povert&agrave; e migliorare le condizioni di vita di milioni di persone): attraverso l&#39;attivazione di utilities e la fornitura di materiali utili, si pu&ograve; dare alla gente la possibilit&agrave; di tirarsi su da sola e di costruire un futuro (&egrave; il caso di dirlo) pi&ugrave; bello e giusto.</p>
<p>
	<strong><a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/36250_4220_550511_12377_8925_66276/www.glispacchettati.it">Oxfam</a> porta cibo, acqua e igiene. Assicura un reddito agli agricoltori e agli artigiani di molte aree depresse, aiutandoli nella produzione e nella vendita dei loro prodotti. Preme come massa critica sui governi e sulle istituzioni di mezzo mondo perch&egrave; migliorino le condizioni di vita e di lavoro delle fasce pi&ugrave; deboli, quelle che stando fuori dai processi industriali aiutano lo sviluppo mondiale senza gravare sull&#39;ambiente.</strong></p>
<p>
	<em>E voi cosa fate? Ancora l&igrave; con l&#39;ennesimo profumo per la zia?</em></p>
<p>
	Sul sito <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/36250_4220_550511_12377_8925_66276/www.glispacchettati.it">www.glispacchettati.it</a> troverete un catalogo di doni assolutamente sui generis: <span style="color: rgb(0, 51, 0);"><strong>avete mai regalato una capra ad un amico? Oggi potete farlo.</strong></span></p>
<p>
	<strong>Scegliete pure un regalo tra quelli proposti</strong>: il vostro amico o parente ricever&agrave; una vostra e-card che lo informer&agrave; del dono di uno tra gli <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/36250_4220_550511_12377_8925_66276/www.glispacchettati.it" target="_blank">spacchettati</a>, mentre il regalo andr&agrave; a destinazione presso una persona che ne ha reale bisogno. Una capretta, un asino da soma, una mucca da latte. Una gallinella per le uova, quaderni per scrivere, un pozzo per ricavarne acqua, un kit medico: i paesi in via di sviluppo hanno fortissima necessit&agrave; di oggetti ed azioni del genere, partecipare con i vostri cari ad un piccolo cambiamento restituir&agrave; il senso ad un Natale diventato ormai un prodotto di consumo come gli altri.</p>
<p>
	<strong>Altro &#39;difetto&#39; del Natale &#39;usa e getta&#39;: tutto il bello finisce con le Feste. Regali, affetto, bont&agrave;. Il 27 &egrave; tutto finito.</strong> <em>Sciocco, vero?</em> Eppure d&#39;amore si ha sempre bisogno: se non regaleremo un maglione qualunque o un accessorio, e ci permetteremo di aiutare qualcuno, <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/36250_4220_550511_12377_8925_66276/www.glispacchettati.it" target="_blank">oxfam</a> ci aggiorner&agrave; attraverso il web (e <a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/pages/Gli-Spacchettati/102132979859709?sk=wall">Facebook</a>) sullo stato dei progetti che abbiamo finanziato.</p>
<p>
	<span style="color: rgb(0, 51, 0);"><strong>Questi sono regali che valgono la pena, che fanno la differenza: regali che vorrei trovare anche nel </strong></span><a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/36250_4220_550511_12377_8925_66276/www.glispacchettati.it" target="_blank">natale</a><span style="color: rgb(0, 51, 0);"><strong> Futuro, quale che esso sia.</strong></span></p>
<p>
	<object height="315" width="420"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Uj0lrKxIyac?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="315" src="http://www.youtube.com/v/Uj0lrKxIyac?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="420"></embed></object></p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it" target="_blank"><i>Articolo sponsorizzato</i></a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Nanorobot nel sangue per curare infezioni e tumori</title>
		<link>http://www.futuroprossimo.it/2011/11/nanorobot-nel-sangue-per-curare-infezioni-e-tumori/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 16:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ugo Spezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Transumanismo]]></category>
		<category><![CDATA[nanotecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[nanotecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle cose più entusiasmanti della ricerca scientifica è quanto la stessa si approssima a fare delle scoperte o inventare dispositivi prima concepiti solo ed esclusivamente nel campo della fantascienza. E&#8217; il caso dei &#8220;nanobot&#8221; ovvero di microscopiche macchine (dimensione di circa 50 nanometri) che la science fiction avevaimmaginato nella serie Star Trek e che, iniettati in circolo ad un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #003300;"><strong>Una delle cose più entusiasmanti della ricerca scientifica è quanto la stessa si approssima a fare delle scoperte o inventare dispositivi prima concepiti solo ed esclusivamente nel campo della fantascienza. E&#8217; il caso dei &#8220;nanobot&#8221; ovvero di microscopiche macchine (dimensione di circa 50 nanometri) che la science fiction avevaimmaginato nella serie Star Trek e che, iniettati in circolo ad un paziente, andavano in loco a ricostruire tessuti danneggiati, eliminare patogeni come virus e batteri resistenti o addirittura estirpare un cancro.</strong></span></h1>
<p><a href="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/nanorobot.jpg"><img title="nanorobot" src="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/nanorobot.jpg" alt="" width="550" height="365" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Purtroppo spesso a fermare le idee e la spinta alla innovazione di motivati ricercatori subentra il fattore economico: nessuno ci mette i soldi e la ricerca rimane sulla carta. Questo accade in particolare in paesi come l&#8217;Italia ove i tagli alla ricerca scientifica demotivano i nostri scienziati.</p>
<p>Per fortuna non è accaduto questo con una ricerca del Georgia Institute of Tecnology. Nel corso dei prossimi quattro anni, grazie a un <strong>finanziamento di ben 3 miloni di dollari</strong>, un team guidato da IanAkyildiz, professore di ingegneria elettronica, effettuerà una ricerca multidisciplinare che coinvolgerà anche dei microbiologi per studiare il modo in cui le colonie di batteri comunicano tra loro. Akyildiz afferma:</p>
<p><em>«La maggior parte dei dispositivi su scala nanometrica attualmente esistenti sono primitivi. Ma dotando gli stessi di capacità di comunicazione, tali dispositivi potrebbero collaborare e formare una intelligenza collettiva. Ci siamo resi conto che la natura ha già tutte queste nanomacchine. Le cellule umane sono perfetti esempi di nanomacchine e lo stesso vale per i batteri. E così, la migliore scommessa per noi è quella di esaminare il comportamento dei batteri e imparare come i batteri comunicano tra loro e riutilizzare tali soluzioni per sviluppare una reale comunicazione tra le future nanomacchine.»</em></p>
<p>I Batteri usano segnali chimici per comunicare tra loro attraverso un processo chiamato <strong>quorum sensing</strong>, che permette a una popolazione di microbi unicellulari di lavorare come fossero un organismo pluricellulare. I microbiologi stanno cominciando a imparare la &#8220;lingua&#8221; dei batteri e quali attività sono controllate da questa comunicazione cellulare. Molti batteri che causano malattie usano il quorum sensing per attivare le loro tossine nell&#8217;organismo ospite. Terapie sono allo studio da parte di alcuni ricercatori al fine di interrompere il quorum sensing dei batteri infettivi. E Brian Hammer, assistente di biologia dello stesso  gruppo di ricerca afferma:</p>
<p><em>«Un singolo batterio patogeno nel vostro corpo è improbabile possa uccidervi; ma dal momento che essi comunicano tra loro, tutto il gruppo orchestra questo comportamento coordinato con una comunicazione chimica, e il risultato finale è che funzioneranno come un esercito ben coordinato per uccidere il loro ospite. Quindi possiamo riutilizzare le stesse informazioni in modo positivo per usarle a nostro vantaggio e insieme comprenderne i limiti.»</em></p>
<p>Che cosa può far sì che batteri comunichino e altri ascoltino? Algoritmi di teoria dell&#8217;informazione applicati alle reti cercheranno di emulare tali sistemi di comunicazione. Al termine dei quattro anni del progetto, il team spera di <span style="color: #003300;"><strong>dimostrare le teorie di base fondamentali che spiegano come dellenanomacchine possano comunicare e replicare infine tale tecnologia per uso medico. Per una introduzione alla nanotecnologia è disponibile la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.estropico.org/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=118:-motori-di-creazione-lera-prossima-della-nanotecnologia-di-k-eric-drexler&amp;catid=36:nanotecnologie&amp;Itemid=73"><span style="color: #003300; text-decoration: underline;">traduzione italiana</span></a></span> del libro <em>Engine of Creation</em> di Eric K. Drexler su Estropico.org.</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un giorno intero senza tecnologia, per scongiurare un futuro apocalittico</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 15:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admindue</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[esperimenti]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Viviamo in un presente fatto di evoluzione tecnologica, e tutto lascia supporre che il futuro sarà sempre più avanzato da questo punto di vista: cosa succederebbe se dovessimo confrontarci con un brusco cambiamento di segno opposto? Se, in altre parole, dovessimo fare a meno di tutta questa tecnologia spinta? In altre parole: Siamo in grado di vivere almeno 24 ore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #003300;"><strong>Viviamo in un presente fatto di evoluzione tecnologica, e tutto lascia supporre che il futuro sarà sempre più avanzato da questo punto di vista: cosa succederebbe se dovessimo confrontarci con un brusco cambiamento di segno opposto? Se, in altre parole, dovessimo fare a meno di tutta questa tecnologia spinta?</strong></span></h1>
<p><strong><a href="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/NoTech.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1053" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="NoTech" src="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/NoTech.jpg" alt="" width="323" height="289" /></a>In altre parole: Siamo in grado di vivere almeno 24 ore senza tecnologia?</strong> Come insegna il buon Gigi Marzullo, ci siamo fatti la domanda e ora ci dobbiamo dare una risposta, così abbiamo effettuato un esperimento che ci impediva di utilizzare mezzi tecnologici sia per comunicare che per qualsiasi altra attività quotidiana, lavoro compreso. La nostra curiosità è partita dalla lettura di uno studio su 1000 studenti dell’Università del Maryland che hanno sviluppato una sindrome da vuoto digitale dopo 24 ore offline. Per appuntare le varie fasi del test e per registrare i miei stati d’animo ci siamo avvalsi dell’uso di un taccuino e di una penna biro. Saremo riusciti a non farci tentare? <span style="color: #003300;"><em>Scopritelo!</em></span></p>
<p>Abbiamo tracciato tutti i percorsi di una giornata-tipo: trovate tutto qui, <a href="http://it.emcelettronica.com/%C3%A8-possibile-vivere-24-ore-senza-tecnologia-ecco-mio-esperimento"><span style="text-decoration: underline;"><strong>cliccate e stupite.</strong></span></a></p>
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		<title>A Natale fai un piccolo gesto: salva il Mondo</title>
		<link>http://www.futuroprossimo.it/2011/11/a-natale-fai-un-piccolo-gesto-salva-il-mondo/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 19:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[adozioni]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[wwf]]></category>

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		<description><![CDATA[Il futuro dell&#39;uomo &#232; minacciato dalle sue stesse attivit&#224;: se le abitudini di consumo, la compulsivit&#224; e le attivit&#224; illecite non saranno frenate, il prossimo futuro sar&#224; pieno di incognite e minacce per l&#39;intera specie umana. A pagarne le spese, nel mentre, sono soprattutto le specie animali. E&#39; recentissimo il report della International Union for Conservation of Nature, un&#39;organizzazione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="display:none"><img src="http://stat.ebuzzing.com/stats/34588_3933_529209_12377_8925_1.jpg" border="0" style="width:0px;height:0px"  /></div>
<h1>
	<span style="color: #003300;"><strong>Il futuro dell&#39;uomo &egrave; minacciato dalle sue stesse attivit&agrave;: se le abitudini di consumo, la compulsivit&agrave; e le attivit&agrave; illecite non saranno frenate, il prossimo futuro sar&agrave; pieno di incognite e minacce per l&#39;intera specie umana. A pagarne le spese, nel mentre, sono soprattutto le specie animali.</strong></span></h1>
<p>
	<img alt="http://ebuzzingvideo.com/it/immagini/wwf/adozioni-buzz-300px.jpg" class="alignleft" height="250" src="http://ebuzzingvideo.com/it/immagini/wwf/adozioni-buzz-300px.jpg" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" width="300" /> E&#39; recentissimo il report della <strong>International Union for Conservation of Nature,</strong> un&#39;organizzazione che si occupa di monitorare l&#39;ambiente e di suggerire soluzioni proattive per garantirne la difesa: il 25% di tutti i mammiferi del pianeta &egrave; a serio rischio di estinzione. Tigri, orsi, elefanti, delfini, tartarughe marine ed altri animali importanti per il nostro pianeta potrebbero seguire la sorte degli ecosistemi nei quali per ora vivono e si riproducono: come se non bastasse, l&#39;attivit&agrave; illecita del commercio clandestino e del bracconaggio contribuiscono a peggiorare la situazione e ad accelerare il processo. Il WWF &egrave; da sempre impegnato in missioni ed attivit&agrave; di salvaguardia delle specie in pericolo: quest&#39;anno si sono estese a nuove specie purtroppo in pericolo, ed &egrave; sempre maggiore la necessit&agrave; di sostenere la complessa attivit&agrave; di ricercatori ed esperti, delle pattuglie antibracconaggio, dei riabilitatori che rimettono in libert&agrave; un animale curato da maltrattamenti e ferite o sottratto al commercio illegale. Per raccogliere fondi e potenziare le sue iniziative, anche quest&#39;anno &egrave; partita la campagna adozioni del <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/34588_3933_529209_12377_8925_63256/wwf.it/adozioni/?utm_source=ebz&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=nataleBuzz%20" target="_blank">wwf</a>.</p>
<h2>
	<strong>A NATALE REGALATI UN AMICO</strong></h2>
<p>
	<a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/34588_3933_529209_12377_8925_63256/wwf.it/adozioni/?utm_source=ebz&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=nataleBuzz " target="_blank"><img alt="adozioni" border="0" class="alignleft" height="99" src="http://ebuzzingvideo.com/it/immagini/wwf/box_adottaspecie_natale.jpg" style="border: 0pt none; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" width="210" /></a>Ho sempre creduto in cose del genere: aldil&agrave; delle iniziative benefiche, &egrave; importante in certi casi diffondere gesti di generosit&agrave;, e l&#39;umile silenzio non aiuta gli animali. Questa &egrave; la ragione per cui a Natale affider&ograve; la custodia di nuovi amici animali ai miei cari, invitandoli ad adottare una specie e regalando io stesso adozioni: &egrave; un modo concreto per salvare dall&#39;estinzione orsi, elefanti, tigri, panda, tartarughe marine ed altre specie. L&#39; importanza di questa nuova campagna <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/34588_3933_529209_12377_8925_63256/wwf.it/adozioni/?utm_source=ebz&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=nataleBuzz%20" target="_blank">adozioni</a> del WWF &egrave; nella difesa non solo dell&#39;animale, ma del suo intero habitat: sarebbe impossibile dare benessere a qualcuno senza farlo vivere in un ambiente sano, <em>entiendes?</em> &nbsp; <span style="color: #003300;"><strong>Si, proteggeremo una delle 12 specie simbolo, e con lei tutto ci&ograve; che la circonda:</strong></span> adottando un orso polare, ad esempio, potreggeremo anche volpi artiche, otarie, pinguini, e ci regaleremo un bel gesto.</p>
<h2>
	<strong>LE ADOZIONI</strong></h2>
<p>
	<strong>Tutte le adozioni WWF premiano il neopap&agrave; (o la neomamma) con piccole attenzioni: ecco quali.</strong> <strong>Adozione Semplice</strong> (parte da 30&euro;): riceviamo una lettera di Fulco Pratesi, una scheda su caratteristiche e rischi corsi dalla specie che abbiamo adottato, il certificato di adozione, una grande mappa con le aree di azione del WWF e un adesivo da sistemare sull&#39;area che abbiamo protetto col nostro gesto. <strong>Adozione con Peluche</strong> (parte da 50&euro;): Oltre ai materiali dell&rsquo;adozione semplice riceveremo un peluche WWF (realizzato secondo requisiti molto pi&ugrave; rigorosi delle normative esistenti, senza PVC e senza sostanze tossiche) che rappresenta la specie scelta. Un tenero amico che ci ricorder&agrave; di quello, in carne ed ossa, che vive grazie al nostro aiuto. <strong>Adozione Trio</strong> (parte da 125&euro;) &egrave; dedicata ai 4 grandi habitat condivisi dalle specie: <span style="color: #003300;"><strong>trio polare</strong></span> (orso polare, foca, pinguino), <span style="color: #003300;"><strong>trio asiatico</strong></span> (tigre, orango e panda), <span style="color: #003300;"><strong>trio africano</strong></span> (ghepardo, elefante e scimpanz&egrave;), <span style="color: #003300;"><strong>trio italiano</strong></span> (orso bruno, lupo e delfino). Per ciascun trio riceveremo i tre peluche, i rispettivi kit e le mappe: i certificati di adozione, inoltre, possono essere personalizzati con nomi diversi (possiamo regalare un animaletto ciascuno a tre amici o parenti: un Natale di risparmio e impegno, cosa c&#39;&egrave; di meglio?)&nbsp; Per un&#39;adozione &#39;a impatto zero&#39;, <strong>si pu&ograve; scegliere </strong>&ldquo;<strong>I WWF you</strong>&rdquo; (parte da 30&euro;): riceveremo il panda WWF circondato da un cuoricino, che permette di ricevere uno screensaver, uno sfondo per il desktop e una firma digitale direttamente via mail.</p>
<p>
	<a rel="nofollow" href="../" target="_blank"><em>Articolo sponsorizzato</em></a></p>
<h2>
	<strong>FATELO SAPERE </strong></h2>
<h1>
	<span style="color: #003300;">Non vi resta che adottare tanti amici, adesso: ditelo in giro, internet &egrave; il mare magnum dove tutti nuotano. A suo modo &egrave; un intero ecosistema da salvare e&#8230;da perlustrare: diffondete la notizia su facebook, twitter, ovunque possiate farlo. Saremo felici, nel prossimo futuro, di parlarvi della salvezza dei nostri amici: dipender&agrave; da voi! PS. Non vi aspettate che vi si parli di tutti gli animali che avete adottato chiamandoli per nome e cognome, eh? Saranno notizie generali <img src='http://www.futuroprossimo.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </span></h1>
<p>
<script type="text/javascript" src="http://player.ebuzzing.com/player_blog/js/mini_share.php?buzz_id=529209" charset="utf-8"></script></p>
<p><a href="http://www.ebuzzing.com" rel="nofollow" class="wikio-widget-ebmini" >Viral video by ebuzzing</a><script type="text/javascript" src="http://player.ebuzzing.com/player_blog/js/mini_share.php?buzz_id=529209" charset="utf-8"></script>                                </p>
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		<title>Arduino in wireless? Si può. Ecco come.</title>
		<link>http://www.futuroprossimo.it/2011/11/arduino-in-wireless-si-puo-ecco-come/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 14:52:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[arduino]]></category>
		<category><![CDATA[elettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[Arduino è un framework opensource che permette la prototipazione rapida e l&#8217;apprendimento veloce dei principi fondamentali dell&#8217;elettronica e della programmazione. È composto da una piattaforma hardware per il physical computing sviluppata presso l&#8217;Interaction Design Institute, un istituto con sede ad Ivrea, fondato da Olivetti e Telecom Italia. Il nome della scheda deriva da quello di un bar di Ivrea frequentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #003300;"><strong>Arduino è un framework opensource che permette la prototipazione rapida e l&#8217;apprendimento veloce dei principi fondamentali dell&#8217;elettronica e della programmazione. È composto da una piattaforma hardware per il physical computing sviluppata presso l&#8217;Interaction Design Institute, un istituto con sede ad Ivrea, fondato da Olivetti e Telecom Italia. Il nome della scheda deriva da quello di un bar di Ivrea frequentato da alcuni dei fondatori del progetto. (fonte: wikipedia).</strong></span></p>
<p><a href="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/arduino.jpg"><img class="size-full wp-image-1043 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="arduino" src="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/arduino.jpg" alt="" width="320" height="228" /></a>Il sistema Arduino offre un metodo open source per la programmazione dei microcontrollori: normalmente questo significa utilizzare un cavo seriale o USB collegato direttamente al microcontrollore.</p>
<p>Ma se il progetto galleggia in una sonda atmosferica? Sarebbe bene poter caricare le modifiche del codice in modalità wireless. L&#8217;articolo EOS di oggi vi presenta come costruire una soluzione wireless per fare upload del codice ad un microcontrollore Arduino remoto utilizzando una coppia di XBee, e, una funzione utile per la realizzazione dei reset wireless<a href="http://it.emcelettronica.com/howto-programmare-arduino-modalit%C3%A0-wireless"><span style="text-decoration: underline;"><strong>. Enjoy!</strong></span></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Connettomica &#8211; Costruire una mappa della mente</title>
		<link>http://www.futuroprossimo.it/2011/11/connettomica-costruire-una-mappa-della-mente/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 16:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuliomatteucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Transumanismo]]></category>
		<category><![CDATA[blue brain project]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[connettomica]]></category>
		<category><![CDATA[mind uploading]]></category>
		<category><![CDATA[neuroni]]></category>
		<category><![CDATA[sinapsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono circa 100 miliardi di neuroni nel cervello di un essere umano adulto e ognuno di questi neuroni è collegato a centinaia di altri per un totale di circa 150 000 miliardi di connessioni in totale. Le neuroscienze stanno scoprendo che è lo schema di questi collegamenti, la struttura di questa immensa rete neurale, ad essere largamente responsabile della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #003300;"><strong>Ci sono circa 100 miliardi di neuroni nel cervello di un essere umano adulto e ognuno di questi neuroni è collegato a centinaia di altri per un totale di circa 150 000 miliardi di connessioni in totale. Le neuroscienze stanno scoprendo che è lo schema di questi collegamenti, la struttura di questa immensa rete neurale, ad essere largamente responsabile della funzionalità del cervello, in altre parole della nostra vita mentale: ogni cosa che sentiamo, pensiamo, proviamo o facciamo.</strong></span></h1>
<p><a href="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/connettomica.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1036" title="connettomica" src="http://www.futuroprossimo.it/wp-content/uploads/connettomica.jpg" alt="" width="550" height="365" /></a></p>
<p>I nostri ricordi, il nostro io e la nostra stessa identità personale sarebbero codificati nel nostro cervello proprio come particolari schemi di connessioni. Solo di recente la tecnologia ha raggiunto un livello tale da permettere ai neuroscienziati di cercare di mappare questo vero e proprio “universo” che sta all’interno della nostra scatola cranica. <strong>Questa affascinante impresa scientifica ancora ai suoi albori prende il nome di “connettomica”.</strong></p>
<p>La connettomica sta alle neuroscienze come la genomica sta alla genetica. La genetica studia singoli geni o gruppi di questi mentre la genomica abbraccia lo studio dell’intero patrimonio genetico di un organismo.</p>
<p>Allo stesso modo la connettomica ambisce a fare un analogo salto in ampiezza, anziché studiare singole cellule neurali o gruppi di neuroni il suo obbiettivo è studiare parti di cervello contenenti miliardi di cellule. La sfida tecnologica è notevole: basti pensare che un set completo di immagini di tutto un cervello con una risoluzione necessaria a distinguere le sinapsi che collegano tra loro i vari neuroni conterrebbe centinaia di petabytes di informazione (per farsi un idea di cosa questo voglia dire basti pensare che questa è la quantità di memoria occupata in tutti i “data center” di Google sparsi per il mondo).</p>
<p><span style="color: #003300;"><strong>Tra gli scienziati che per primi si sono imbarcati nell’impresa di cercare di creare un simile diagramma dei circuiti celebrali c’è <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.hms.harvard.edu/dms/neurosciencefaclichtman.php"><span style="color: #003300; text-decoration: underline;">Jeff Lichtman</span></a></span>, neuroscienziato all’università di Harvard, inventore di una macchina senza la quale non sarebbe possibile pensare di realizzare tutto questo. L’invenzione di Lichtman è una macchina in grado di generare automaticamente mappe ad alta risoluzione del tessuto neurale, l’equivalente neuroscientifico delle macchine per il sequenziamento del DNA che hanno permesso di accelerare enormemente il tempo di completamento del progetto genoma umano.</strong></span></p>
<p>L’apparecchiatura di cui stiamo parlando, chiamata ALTUM, usa una particolare sottilissima lama per “affettare” il cervello da mappare in sottilissime strisce che vengono poi automaticamente scansionate e “fotografate” da un microscopio elettronico. Le immagini così ottenute sono acquisite da un computer che, grazie ad un particolare software di ricostruzione tridimensionale, le monta per creare una ricostruzione 3D del tessuto cerebrale con risoluzione manometrica (cioè dell’ordine dei 10^-9 m).</p>
<p>Per approfondire l&#8217;argomento consiglio a tutti l’<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://scienzadifrontiera.blogspot.com/2011/09/i-am-my-connectome-io-sono-il-mio.html">interessante conferenza</a></span> del fisico e neuroscienziato <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://bcs.mit.edu/people/seung.html">Sebastian Seung</a></span>, professore all’MIT e pioniere della ricerca nel campo della connettomica oltre che brillante conferenziere.</p>
<p><strong>Le implicazioni di un’avventura scientifica come la connettomica sono di portata vastissima.</strong> Aprendo la strada alla comprensione delle basi neurali di personalità, intelligenza, identità e memoria, non solo potremmo trovare la cura per moltissime e gravi malattie psichiatriche come autismo o schizofrenia ma saremo in grado di creare macchine realmente intelligenti, computers che pensino seguendo gli stessi principi di funzionamento del cervello umano.</p>
<p>Gli sforzi che si stanno facendo con progetti come il Blue Brain project <em>(potete trovare <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://scienzadifrontiera.blogspot.com/2011/10/blue-brain-human-brain-project.html">qui</a></span> un articolo di approfondimento in proposito su sf)</em> di ricostruire un cervello virtuale simulandolo grazie a dei supercomputers va già in questo senso. Tuttavia le implicazioni potrebbero essere ancora più estreme perché, come accenna il professor Seung nelle conferenza che vi ho appena segnalato sopra , queste nuove mappe del connettoma potrebbero permettere perfino di “uploadare” il contenuto dei nostri cervelli su un computer permettendoci di raggiungere una vera e propria “immortalità cibernetica”.</p>
<p><span style="color: #003300;"><strong>Questo tipo di procedura (che si ricollega a ciò di cui parlava Ugo Spezza nel suo <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.futuroprossimo.it/2011/11/conservare-il-cervello-per-rivivere-in-forma-digitale-la-plastinazione/"><span style="color: #003300; text-decoration: underline;">recente articolo</span></a></span> sulla preservazione dei cervelli) prende il nome di &#8220;mind uploading&#8221; ed è uno dei &#8220;temi caldi&#8221; del transumanismo. Se ora vi state chiedendo: &#8220;ma cos&#8217;è esattamente il transumanismo?&#8221; vi invito a leggere il post (<a href="http://scienzadifrontiera.blogspot.com/2011/11/transumanesimo-un-introduzione.html"><span style="color: #003300;">qui</span></a> il link) sul mio blog in cui cerco di dare una risposta introduttiva a questa domanda.</strong></span></p>
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		<title>Oggi è il World Toilet Day: il futuro è anche avere più igiene.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 16:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[domestos]]></category>
		<category><![CDATA[scarico]]></category>
		<category><![CDATA[wc]]></category>
		<category><![CDATA[world toilet day]]></category>
		<category><![CDATA[world toilet foundation]]></category>

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		<description><![CDATA[Sporche, maleodoranti e non raccomandabili per igiene, ma fanno il loro lavoro: si tratta delle nostre fogne. Per quanto possa presentare gravi problemi strutturali (spesso dalla loro congestione nascono problemi di ogni sorta, in concomitanza con piogge e straripamenti) la nostra Rete &#232; una conquista di civilt&#224; di cui non tutti nel mondo possono beneficiare. Prendete i Paesi in via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="display:none"><img src="http://stat.ebuzzing.com/stats/34540_3930_526200_12377_8925_1.jpg" border="0" style="width:0px;height:0px"  /></div>
<h1>
	<span style="color: rgb(0, 51, 0);"><strong>Sporche, maleodoranti e non raccomandabili per igiene, ma fanno il loro lavoro: si tratta delle nostre fogne. Per quanto possa presentare gravi problemi strutturali (spesso dalla loro congestione nascono problemi di ogni sorta, in concomitanza con piogge e straripamenti) la nostra Rete &egrave; una conquista di civilt&agrave; di cui non tutti nel mondo possono beneficiare.</strong></span></h1>
<p>
	<img src="http://www.ebuzzingvideo.com/it/immagini/Domestos/vatican.png" /></p>
<p>
	<strong>Prendete i Paesi in via di sviluppo:</strong> l&#39;assenza di ogni sistema di smaltimento dei nostri rifiuti biologici provoca ogni anno la morte di centinaia di migliaia di persone. Non pensate si tratti di una piccola sacca di povert&agrave; in aree a scarsa urbanizzazione: <span style="color: rgb(0, 51, 0);"><strong>su 10 abitanti del Pianeta Terra nell&#39;anno 2011, 4 vivono ancora a contatto diretto con i loro scarti, senza alcuna rete fognaria, ammalandosi di tifo, colera, diarrea, epatite.</strong></span> Centinaia di migliaia di morti all&#39;anno, al punto che l&#39;ONU ha inserito l&#39;accesso ai servizi igienici tra i diritti umani fondamentali.</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	<img alt="" src="http://www.ebuzzingvideo.com/it/immagini/Domestos/wtd.png" style="width: 357px; height: 93px; margin-left: 5px; margin-right: 5px; float: left;" /></p>
<p>
	Per sensibilizzare l&#39;opinione pubblica occidentale, seduta (&egrave; il caso di dirlo) sugli &#39;allori&#39; e poco interessata all&#39;argomento, &egrave; scesa in campo una ONG, la <strong><a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/34540_3930_526200_12377_8925_63252/www.flushtracker.com/" target="_blank">World Toilet Organization</a></strong>, che promuove il diritto di ognuno a disporre di adeguati servizi igienici: aiutare le popolazioni svantaggiate a costruire abitazioni non serve a nulla, se queste sono malsane a causa della mancanza di reti fognarie.</p>
<p>
	<strong>Ogni 19 Novembre si celebra nel mondo il <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/34540_3930_526200_12377_8925_63252/www.flushtracker.com/" target="_blank">World Toilet Day</a></strong>, un giorno di iniziative informative che perseguono questo scopo. In soccorso alla fondazione &egrave; intervenuto l&#39;aiuto concreto di uno sponsor competente in materia di igiene: si tratta di<strong> <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/34540_3930_526200_12377_8925_63252/www.flushtracker.com/" target="_blank">Domestos</a></strong>, marchio di detergenti e disinfettanti per il wc, tutti presidi medico-chirurgici. <img alt="http://www.ebuzzingvideo.com/it/immagini/Domestos/Wc-Pine-Fresh.jpg" src="http://www.ebuzzingvideo.com/it/immagini/Domestos/Wc-Pine-Fresh.jpg" style="cursor: -moz-zoom-in; width: 105px; height: 329px; margin-left: 5px; margin-right: 5px; float: right;" /></p>
<p>
	Tra le varie iniziative, ce n&#39;&egrave; una che vale la pena di segnalarvi per il carattere curioso e divertente, che pure ci fa riflettere sulla &#39;fortuna&#39; di avere a disposizione una infrastruttura non meno importante di ferrovie, metropolitane ed autostrade. Per conoscere la complessit&agrave; delle nostre fogne senza calarci in discorsi troppo&#8230; compromettenti, vi segnaliamo una cosetta davvero simpatica: si tratta di <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/34540_3930_526200_12377_8925_63252/www.flushtracker.com/" target="_blank">Flushtracker</a>, un&#39;app che traccia i flussi di scarico che partono dal vostro wc e arrivano&#8230; chiss&agrave; dove, e seguendo quale percorso?</p>
<p>
	Potete scoprirlo tirando lo sciacquone (non scherzo) e utilizzando Flushtracker: inserendo l&#39;orario e il luogo in cui avete tirato lo scarico e seguirete in diretta il percorso che il nostro scarico fa attraverso le fogne. Ovviamente c&#39;&egrave; dietro anche lo zampino di Google, che per l&#39;occasione traccia anche la rete fognaria (sono proprio ovunque quei ragazzi l&igrave;&#8230;) Provate anche voi: andate su <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/rd/34540_3930_526200_12377_8925_63252/www.flushtracker.com/" target="_blank">www.flushtracker.com</a>, tracciate il vostro scarico, cliccate su &lsquo;mi piace&rsquo; e &lsquo;twittalo&rsquo; per condividere l&#39;iniziativa con i vostri amici, contribuendo alla sua riuscita: pi&ugrave; persone saranno a conoscenza del problema mondiale sulla scarsit&agrave; di servizi igenici, pi&ugrave; facile sar&agrave; sconfiggerlo.</p>
<p>
	<em>Chi vi parla sta seguendo il percorso del proprio scarico e riflette: quanta strada percorre! Oltre 5 chilometri prima di finire nel depuratore.</em></p>
<p>
	<span style="color: rgb(0, 51, 0);"><strong>Il futuro ci dar&agrave; sistemi diversi, magari biologici per convertire i nostri &#39;contributi&#39; in energia: nell&#39;ottica dell&#39;impatto zero, nulla di noi si butter&agrave; (siamo porci si, ma con le ali). Oggi la priorit&agrave; &egrave; quella di dare a tutti accesso all&#39;igiene, di mettere a disposizione di tutti i terrestri un Wc (magari pulito, grazie a Domestos) e delle fogne funzionanti: il futuro va costruito per intero, partendo (&egrave; il caso di dirlo) dalle fondamenta.</strong></span></p>
<p>
	<a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.it/" target="_blank"><em>Articolo sponsorizzato</em></a></p>
<p><a href="http://www.ebuzzing.it" rel="nofollow" class="wikio-widget-ebmini" >Viral video by ebuzzing</a><script type="text/javascript" src="http://player.ebuzzing.com/player_blog/js/mini_share.php?buzz_id=526200" charset="utf-8"></script>                                </p>
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