Honda ha appena mostrato una moto elettrica senza catena, senza albero di trasmissione, senza differenziale. L’EV Outlier Concept presentato al Japan Mobility Show 2025 adotta una soluzione tecnica che sa di futuro: motori elettrici integrati direttamente nei mozzi delle ruote. Entrambe. Il risultato è una trazione integrale gestibile elettronicamente, una linea ribassata da power cruiser e la libertà progettuale che solo l’elettrico permette. Non è la prima moto a sperimentare i motori hub, ma è la prima volta che Honda li usa su entrambe le ruote in un concept destinato a diventare linguaggio di produzione.
Motori nelle ruote, la scelta radicale della moto elettrica Honda
Prendiamo una moto tradizionale. Il motore sta al centro, la potenza passa per un cambio, una catena o una cinghia, e arriva alle ruote. Peso, complessità, tutto come lo conoscete, ok? Honda ha deciso di saltare tutto questo. L’EV Outlier Concept monta due motori elettrici nelle ruote, uno anteriore e uno posteriore. Nessun collegamento meccanico. La potenza viene gestita elettronicamente e distribuita dove serve, quando serve.
Yuya Tsutsumi, il designer che ha guidato il progetto, spiega che l’obiettivo era creare un valore specifico dell’elettrico, diverso da qualsiasi moto esistente. Per questo hanno definito tre concetti: Gliding, Ecstasy e Low. Il primo riguarda la sensazione di planare, sfruttando l’erogazione fluida e silenziosa dell’elettrico. Il secondo è l’emozione che deriva dalla risposta immediata e dalla coppia massiccia dei motori. Il terzo è letteralmente l’altezza: tutto è basso, ribassato, vicino al suolo.
I motori hub di questa moto elettrica Honda eliminano la trasmissione meccanica e permettono un controllo elettronico preciso su ogni ruota. Il vantaggio principale? Trazione diretta, nessuna perdita di potenza, spazio liberato per batterie più grandi. Lo svantaggio? Aggiungere peso alla ruota peggiora la reattività delle sospensioni. Honda lo sa, ma ha scelto comunque questa strada.
Dai, lo dico, tanto si vede: sembra uscito da Akira
Il design dell’EV Outlier Concept è difficile da classificare. È un cruiser? Un dragster urbano? Entrambi, forse. La sella è posizionata così in basso che il pilota quasi sfiora il suolo. Il manubrio è alto, le pedane sono avanzate tipo highway pegs delle Harley, e il passo è lungo come quello di una muscle bike americana.
Ma poi guardi meglio e vedi i pannelli semi-trasparenti fumé, le sospensioni anteriori a doppio braccio oscillante (simili a quelle della vecchia Aprilia RSV4), il disco freno perimetrale che gira all’esterno del cerchio.
Molti (non sono l’unico, fidatevi) hanno notato l’influenza estetica di Akira, il film anime del 1988. Le linee allungate, la posizione di guida ribassata, l’estetica cyberpunk. Non è un caso. Honda ha dichiarato che l’obiettivo era rompere con le proporzioni tradizionali delle moto a combustione. Senza serbatoio, senza motore centrale, i designer hanno avuto libertà totale di reinventare la forma.

Trazione integrale e controllo elettronico
La vera innovazione dell’EV Outlier Concept sta nel sistema di trazione. Honda, come detto, può gestire la distribuzione della coppia tra ruota anteriore e posteriore in tempo reale, a seconda delle condizioni di guida. Sul bagnato, più trazione all’anteriore. In accelerazione brutale, tutto al posteriore. In curva, gestione dinamica per ottimizzare stabilità e velocità.
Il video promozionale mostra l’EV Outlier Concept in azione: sembra andare forte, almeno “alla pari” con altre moto tradizionali. Honda non ha rilasciato dati di potenza, coppia o autonomia. Ma dal modo in cui si muove nel video, è chiaro che non si tratta solo di un esercizio stilistico.
La strumentazione della moto elettrica Honda è altrettanto radicale: niente specchietti tradizionali, solo telecamere integrate in due display TFT. Quello superiore mostra i dati di guida standard. Quello inferiore, più interessante, visualizza la distribuzione della coppia tra le due ruote, la potenza dei motori e le modalità di guida selezionabili al volo.
Dal concept alla produzione: la moto elettrica Honda del 2030 arriva (“a rate”) nel 2026
L’EV Outlier Concept è una visione del 2030 e oltre. Ma Honda non sta solo sognando. A febbraio 2026 arriverà nelle concessionarie la Honda WN7, la prima moto elettrica di serie della Casa dell’Ala. Basata sul concept EV FUN mostrato a EICMA 2024, la WN7 è più convenzionale: motore da 18 kW (50 kW di picco), batteria fissa da 9,3 kWh, autonomia di 130-140 km, ricarica rapida CCS2. Prezzo: 15.190 euro. Beh, beh.
La WN7 mantiene ancora catena e trasmissione tradizionale, ma introduce il nuovo linguaggio stilistico Honda per le elettriche: linee fluide, batteria come elemento centrale del design, illuminazione full LED. È il primo passo. L’EV Outlier Concept è il secondo, o forse il terzo.
Honda ha dichiarato di voler raggiungere un milione di vendite di moto elettriche entro il 2030. L’EV Outlier Concept non è solo uno studio stilistico: è parte di una strategia più ampia che punta a ripensare completamente la mobilità a due ruote. Dalla micromobilità urbana con progetti come il Fastport alle moto ad alte prestazioni.

Il problema delle masse non sospese
Ogni soluzione tecnica ha i suoi compromessi. I motori hub aumentano la massa non sospesa, cioè il peso delle ruote. Una ruota più pesante è meno reattiva, peggiora il comfort sullo sconnesso, richiede sospensioni più sofisticate. È il motivo per cui poche auto elettriche usano questa soluzione, nonostante i vantaggi teorici.
Honda lo sa. Ma ha scelto comunque di percorrere questa strada. Perché? Perché la libertà progettuale vale il compromesso. Senza trasmissione centrale, il telaio può essere più compatto, la batteria più grande, il baricentro più basso. E il controllo elettronico delle sospensioni può compensare, almeno in parte, l’aumento di peso.
Mercedes sta sperimentando freni integrati nel telaio per ridurre il peso sulle ruote. Renault ha annunciato che la futura R5 Turbo 3E avrà motori hub posteriori da 268 CV ciascuno. Hyundai lavora sul progetto Uni Wheel per veicoli compatti. Honda non è sola in questa ricerca. Ma è l’unica, per ora, a mostrare una moto con trazione integrale elettrica su entrambe le ruote.
Produzione modulare e design senza benchmark
Un dettaglio interessante: Honda ha usato componenti modulari per costruire l’EV Outlier Concept. Telaio, carrozzeria, sospensioni: tutto progettato per essere facilmente modificabile. Perché? Perché non esiste ancora una teoria consolidata delle proporzioni per le moto elettriche.
Le moto a combustione hanno oltre un secolo di evoluzione. Si sa cosa funziona, cosa non funziona, quali proporzioni sono belle e quali no. Con l’elettrico, si riparte da zero. Honda ha testato passo, altezza sella, dimensioni complessive ripetutamente prima di arrivare alla configurazione finale. E la struttura modulare permette di continuare a sperimentare.
Yuya Tsutsumi, il designer capo del progetto, ha dichiarato:
“Quando ho visto il bozzetto finale dell’EV Outlier Concept, ho sentito che incarnava perfettamente la sorpresa e l’emozione che caratterizzano il design Honda. Immaginandolo esposto nei concessionari, potevo già visualizzare la folla radunata attorno”.
Diventerà realtà? Honda non ha ancora annunciato piani di produzione. Ma dato che l’EV FUN Concept è diventato la WN7 in meno di un anno, non sarebbe strano vedere elementi dell’EV Outlier Concept su una moto di serie entro il 2030. Forse non con entrambi i motori hub. Forse con una versione meno estrema delle sospensioni anteriori.
Ma l’idea di base, quella della moto elettrica pensata come tale e non come imitazione del termico, quella resterà.
