Una casa, quando brucia, brucia soprattutto dall’interno. E non per le fiamme (quelle arrivano dopo), ma per una tempesta di braci incandescenti che volano nel vento, si infilano nelle fessure, attraversano le bocchette d’aria. Quando il fronte del fuoco è ancora a chilometri di distanza, le braci hanno già fatto il loro lavoro: entrano, si posano, accendono. Lo avete visto tante volte in tv, specie nei mega incendi oltreoceano, negli USA. E infatti Nicholai Allen, vigile del fuoco californiano, l’ha visto troppe volte. Così ha sviluppato Safe Soss: tre prodotti che si tengono in garage, si applicano in 10 minuti quando scatta l’allerta rossa, e danno alla casa una possibilità di sopravvivere ad un incendio domestico. Non servono tecnici, solo un tubo da giardino (e un po’ di prontezza, questo si): possono servire ovunque, non solo in California.
Il problema sono le braci, non le fiamme
Quando pensiamo agli incendi domestici devastanti, immaginiamo un muro di fuoco che avanza. Ma il vero nemico viaggia nell’aria, invisibile, portato dal vento anche a due chilometri dal fronte principale. Le braci incandescenti si depositano sui tetti, scivolano nelle bocchette di ventilazione, trovano ogni minuscola fessura attorno a porte e finestre. Dall’interno, dove ci sono tende, mobili imbottiti, legno secco, fanno molto più danno delle fiamme esterne. Un po’ come se il castello venisse espugnato non dall’esercito che assedia le mura, ma da infiltrati che aprono le porte dall’interno.
Allen ha passato anni a combattere incendi in California, dove quella degli incendi non è più una fase stagionale ma permanente. Ha visto case con tetti perfetti bruciare perché una brace era entrata dalla griglia di ventilazione del sottotetto. Ha visto proprietari tornare dopo l’evacuazione e trovare solo cenere, mentre la casa del vicino (apparentemente identica) era intatta. La differenza tra un “miracoloso” salvataggio e un disastroso incendio domestico? Spesso pochi centimetri: una fessura sigillata, una bocchetta protetta.
Tre prodotti, uno scopo
Il sistema Safe Soss si compone di tre elementi pensati per essere usati insieme, ma efficaci anche singolarmente. Il primo è un filtro ember-proof in matrice poli-carbonica infusa di ritardante e rivestita di carbone attivo. Si taglia con le forbici, si infila dietro ogni bocchetta d’aria della casa. Assorbe calore radiante, blocca le braci, filtra anche il fumo degli incendi vicini. Costa 40 dollari per blocco (60×28 cm), abbastanza per coprire diverse aperture.
Il secondo componente è un nastro in fibra di vetro con adesivo temporaneo clean-peel. Si applica attorno a porte, finestre, sotto i cornicioni, ovunque ci sia uno spazio che le braci potrebbero attraversare. Regge temperature altissime durante il passaggio del fuoco, poi si stacca senza portare via vernice o lasciare residui di colla. Rotolo da 11 metri: 30 dollari. Durata in magazzino: 10 anni.
Il terzo è forse il più intelligente: uno spray ritardante a base di fosfati che si avvita direttamente al tubo da giardino. Il sistema, chiamato Twice Over, miscela automaticamente il concentrato con l’acqua erogando la concentrazione corretta e il tipo di spruzzo ideale. Si applica su pareti esterne, recinzioni, vegetazione circostante. Il liquido è sicuro per persone, animali e piante (anzi, dopo il passaggio del fuoco funge da fertilizzante), si aggrappa alle superfici con minimo ruscellamento.
Una bottiglia costa poco meno di 150 dollari e copre circa 37 metri quadrati. Durata: 5 anni.
Incendi domestici: l’alternativa esiste già
Non è la prima volta che qualcuno prova a proteggere le case dagli incendi domestici con soluzioni innovative. Alcuni anni fa vi avevo raccontato di una coperta ignifuga per avvolgere l’intera abitazione, sviluppata da ricercatori della NASA e della Case Western University. Materiale termoriflettente in vetroresina e silice, capace di garantire 10 minuti di protezione.
Il problema? Servono squadre, tempo, logistica. Difficile da implementare quando hai solo 30 minuti per evacuare.
Safe Soss ribalta il paradigma. Non protegge dall’esterno (troppo complesso), protegge dall’interno impedendo alle braci di entrare. E soprattutto è pensato per essere installato dal proprietario stesso, senza bisogno di tecnici o attrezzature speciali. Tieni tutto in garage, se vivi in luoghi dove incendi e vento possono metterti a rischio la casa, quando il bollettino meteo emette l’allerta rossa ti prendi un’ora, sigilli le fessure, metti i filtri, spruzzi il perimetro. Poi evacui, se necessario. E quando torni, forse la casa è ancora lì.
Quanto serve davvero
La domanda vera è: funziona? Allen sostiene di sì, ma con l’onestà di chi gli incendi li combatte sul serio. “Non è un sistema per fermare le fiamme dirette”, spiega. “Se il fuoco arriva alla tua casa con tutta la sua potenza, niente di questo ti salverà”. Il punto è un altro: guadagnare tempo, ridurre il rischio di ignizione dall’interno, aumentare le probabilità che la struttura resista alla tempesta di braci. Non è una garanzia. È una possibilità in più.
In Italia il sistema non è ancora distribuito, ma il concetto è replicabile: filtri ignifughi per bocchette, nastri in fibra di vetro ad alta temperatura, spray ritardanti per superfici esterne esistono anche qui. Serve solo qualcuno che li metta insieme in un kit dedicato, come ha fatto Allen in California.
Forse non abbiamo bisogno di soluzioni complicate. A volte basta guardare dove il fuoco entra davvero, e chiudere quella porta. Prima che bussi.