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Una AI in Cina può impedire un suicidio, anzi tutti

Un professore universitario sviluppa una AI che contribuisce a impedire un suicidio. Ecco come procede la sua introduzione tra successi e insidie culturali.

Suicide Rates Among Chinese College Students And Gospel Hope 03
Suicide Rates Among Chinese College Students And Gospel Hope 03

Li Fan, uno studente ventunenne, ha tentato il suicidio dopo aver pubblicato un breve messaggio sulla piattaforma cinese simile a Twitter Weibo subito dopo San Valentino.

“Non posso più andare avanti. Sto per arrendermi”, ha scritto. È in questi momenti che parte la corsa contro il tempo di chi vuole impedire un suicidio. Poco dopo Li Fan ha perso conoscenza.

Era pieno di debiti, aveva appena perso sua madre e soffriva di grave depressione.

A circa 8.000 km (5.000 miglia) dalla sua università di Nanchino, il suo post è stato rilevato da un programma in esecuzione su un computer ad Amsterdam. Il programma ha valutato attendibile il messaggio e ha inviato una segnalazione ai volontari di diverse parti della Cina per farli entrare in azione.

In caso di insuccesso nel contatto diretto, i volontari riferiscono le loro preoccupazioni alla polizia locale: e così alla fine il team Tree Hole Rescue è riuscito ad impedire un suicidio. Ed è solo uno dei tanti casi.

Il fondatore dell’iniziativa è Huang Zhisheng, ricercatore senior di intelligenza artificiale in Cina presso la Free University di Amsterdam.

Impedire un suicidio
Huang Zhisheng, il creatore di Tree Hole Rescue

Negli ultimi 18 mesi, il suo programma è stato utilizzato da 600 volontari in tutta la Cina, che a loro volta affermano di aver salvato quasi 700 persone.

“Se esiti per un secondo, molte vite andranno perse”, ha dichiarato Huang. “Ogni settimana possiamo impedire un suicidio molte volte, e salvare circa 10 persone.”

La prima operazione di salvataggio è datata 29 aprile 2018. Una studentessa universitaria di 22 anni, Tao Yue, nella provincia di Shandong, nel nord della Cina, ha espresso sui social l’intenzione di togliersi la vita due giorni dopo.

Peng Ling, un volontario dell’Accademia cinese delle scienze, e molti altri hanno reagito. “Ho provato a mandarle un messaggio prima di dormire e le ho detto che avrei potuto passare a prenderla”, ha detto.

“Mi ha aggiunto come amica su WeChat (uno dei social cinesi più popolari) e gradualmente si è calmata. Da allora, ho continuato a controllarla per vedere se stava mangiando. Le compriamo anche un mazzo di fiori su Internet una volta alla settimana.”

Dopo questo successo, la squadra ha salvato un uomo che aveva tentato di saltare da un ponte e una donna che aveva tentato di uccidersi dopo un abuso sessuale.

Come funziona il sistema?

Il programma monitora diverse conversazioni sui social cinesi e analizza i relativi messaggi.

Didascalia immagine Huang Zhisheng
Il software di Huang Zhisheng cerca in modo proattivo Weibo per determinate parole chiave

L’intelligenza artificiale classifica automaticamente i post che trova da 1 a 10.

Se il risultato è inferiore a 6 (il che significa che sono state rilevate solo parole negative) i volontari di solito non intervengono.

Un 9 significa indica una forte convinzione che un tentativo di suicidio verrà fatto a breve. Un 10 significa che è probabile sia già in corso.

In questi casi, i volontari cercano di chiamare direttamente la polizia e / o contattare i parenti e gli amici della persona coinvolta.

Gli ostacoli

Il principale impedimento alla completa riuscita dell’iniziativa è prettamente culturale: i membri più anziani della società cinese sottovalutano la depressione e non sanno riconoscerla né gestirla.

In uno dei casi, l’AI ha scovato un post di una giovane donna che diceva: “Mi ucciderò quando arriverà il nuovo anno”. Quando i volontari hanno contattato sua madre, lei ha riso ed aggiunto: “Mia figlia non è mai stata così felice: come osi dire che sta pianificando il suicidio?”.

Solo dopo un tentativo sventato in extremis dalla polizia la madre ha cambiato idea.

Sarà un lungo viaggio

Nonostante i successi, Huang riconosce i limiti del suo progetto.

“Poiché Weibo limita l’uso dei web crawler, possiamo raccogliere solo circa 3.000 conversazioni al giorno per impedire un suicidio”, ha detto.

“Quindi possiamo isolare solo uno o due casi al giorno, e scegliamo di concentrarci su quelli più urgenti.”

Un impegno pesante

Un altro problema è che alcuni dei soccorsi richiedono un impegno a lungo termine.

“La maggior parte della mia vita ora è occupata dal tentativo di impedire un suicidio al giorno, a volte di più”, ha detto Li. “Ed è molto faticoso”.

Atualmente è in contatto con 8 persone salvate, e conversa con loro da mesi tenendole sempre d’occhio. Occorrerebbe strutturare, dice, una vasta rete di aiuto sociale.

Non posso dargli torto: è un caso tipico di come le attività umane “emotive” possano essere valorizzate dall’intelligenza artificiale, e non certo soppiantate.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn