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Spazio

Tempo di pulizie: nel 2025 ClearSpace, rimuoverà i detriti spaziali

I detriti spaziali in orbita sono un problema serio. L'unica soluzione è rimuoverli: ClearSpace, nuova missione ESA, è la prima al mondo ad occuparsene.

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L’Agenzia Spaziale Europea ESA ha commissionato la prima missione al mondo per recuperare frammenti di detriti spaziali in orbita.

Alla fine di novembre, il consorzio del Consiglio dei ministri dell’agenzia spaziale ha assegnato un contratto di servizio per la rimozione di detriti spaziali a un consorzio guidato dalla startup svizzera ClearSpace.

ClearSpace, detriti spaziali in orbita
Questa è una mappa sommaria dei detriti spaziali superiori al millimetro che circolano nell’orbita terrestre.

La missione ClearSpace-1, che dovrebbe essere lanciata nel 2025.

I detriti spaziali sono un grave problema: migliaia di satelliti attivi e inattivi, stadi di missili e immondizia generale di dimensioni anche molto ridotte formano veri e propri “sciami” di rifiuti che circondano la Terra a velocità ipersonica.

Con l’arrivo di mega-costellazioni di nuovi satelliti pianificati per essere collocati in regioni orbitali già affollate, aumenta la minaccia di una catastrofica catena di collisioni.

L’unico modo per ridurre la minaccia è rimuovere attivamente dall’orbita i satelliti defunti e altri detriti.

ClearSpace contro i detriti spaziali
ClearSpace-1 con i suoi bracci robotici mentre “cattura” un pezzo di satellite

Parte del programma di sicurezza spaziale dell’ESA, ClearSpace-1, ha il compito di dimostrare la tecnologia da sviluppare per un programma completo di pulizia dei detriti spaziali.

La prima prova

Per il diritto internazionale, i satelliti sono di proprietà e responsabilità di chi li hanno inviati. Per questo, il primo obiettivo dei test sarà lo stadio superiore di un missile dell’ESA, il VESPA (Vega Secondary Payload Adapter), spedito nello spazio nel 2013.

Il detrito pesa solo 100 kg, ha una forma semplice e una costruzione robusta. Per questo è stato selezionato come modello per la prima operazione di pulizia.

Come funziona ClearSpace

Quando ClearSpace-1 verrà avviato, sarà in un’orbita di 500 km. Dopo il collaudo e la messa in servizio, si incontrerà con il VESPA, utilizzerà quattro bracci robotici per catturare l’obiettivo e tornare nell’atmosfera terrestre. Se la missione avrà successo aprirà la strada a test più ambiziosi con la cattura di più detriti spaziali.

“Anche se domani tutti i lanci spaziali fossero interrotti, le proiezioni mostrano che la popolazione complessiva di detriti spaziali in orbita continuerà a crescere, poiché le collisioni tra oggetti generano spazzatura con un effetto a cascata”, afferma Luisa Innocenti, a capo dell’iniziativa Clean Space dell’ESA.

Il progetto ADRIOS contro i detriti spaziali

“Dobbiamo sviluppare tecnologie per evitare di creare nuovi detriti e rimuovere i detriti già lassù,” dice la Innocenti.

Gli studi della NASA e dell’ESA mostrano che l’unico modo per stabilizzare l’ambiente orbitale è rimuovere attivamente grandi detriti.

“Di conseguenza, continueremo il nostro sviluppo di linee guida essenziali, tecnologie di navigazione e controllo e metodi di incontro e acquisizione con un nuovo progetto chiamato ADRIOS (Active Debris Removal/ In-Orbit Servicing). I risultati saranno applicati a ClearSpace-1. Questa nuova missione, implementata da un team di progetto dell’ESA, ci consentirà di dimostrare queste tecnologie, ottenendo il primato mondiale nel processo “.

Ecco un’anima ione che mostra la tecnica di cattura dei detriti spaziali ClearSpace-1.

Fonte: ESA