L’accordo UE manda KO il Just Transition Fund: che futuro verde in Europa?

Dopo quattro Notti insonni alla fine il Recovery Fund c'è. Tutti soddisfatti, ma una vittima eccellente: il Just Transition Fund. E speriamo non l'ambiente.

I capi di governo dei 27 Stati membri dell’UE hanno ridimensionato in modo massiccio i fondi previsti per il “Just Transition Fund” in una maratona di quattro giorni che il presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha descritto come “un ottovolante emotivo”.

Il fondo per aiutare gli Stati membri ad accelerare la transizione verso la neutralità climatica sembra essere la vera vittima del compromesso raggiunto. Il Financial Times riferisce che il fondo avrà solo 10 miliardi di euro.

Le proposte precedenti erano su un ordine di idee ben diverso. Ben 30-40 miliardi di euro, una somma più accettabile per i ritardatari della transizione energetica dell’Europa orientale come la Polonia che affermano di aver bisogno di maggiore assistenza dell’UE a causa della sua elevata dipendenza dal carbone e dalla lignite.

I principali leader europei in una fase dei vertici di questi giorni

Il Just Transition Fund fa parte del Green Deal pianificato dall’UE per raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2050.

Solo i paesi che hanno aderito all’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 potranno beneficiare di finanziamenti che, per ora, escluderebbero la Polonia.

L’UE sottolinea l’eolico, il solare e l’idrogeno nel piano di recupero di 750 miliardi di euro.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ad aprile aveva insistito sul fatto che il massiccio fondo di ripresa dell’UE dovesse essere collegato alla protezione del clima, una clausola ora molto indebolita vista la nuova entità del Just Transition Fund.

Il vertice sul pacchetto di stimolo post Covid-19 da 750 miliardi di euro dell’UE e il bilancio di oltre 1 trilione di euro 2021-2027 sono stati più volte sull’orlo del fallimento. Lo stallo era determinato dalle richieste dei “quattro paesi frugali” Austria, Olanda, Svezia e Danimarca di respingere la quantità di danaro da destinare in sussidi a fondo perduto, in rapporto a quella da destinare in prestiti.

Montagne russe

“Siamo consapevoli che questo è un momento storico in Europa”, ha detto von der Leyen dopo quasi 100 ore di negoziati tesi. “Questa è una montagna russa di emozioni”, ha detto, aggiungendo che il momento del successo è stato mozzafiato.

In attesa che l’accordo venga approvato dal Parlamento europeo, mi auguro che non sia stata la transizione energetica a finire col fiato corto.