La Cina afferma: il nostro lander Chang’e-5 ha rilevato acqua sulla luna

Gianluca Riccio

Spazio

Lander lunare miniere

Se confermata, la scoperta del lander cinese avvicina di molto la presenza a lungo termine di un avamposto umano sul nostro satellite.

Secondo uno studio pubblicato ieri su Science Advances, gli scienziati dell’Accademia cinese delle scienze annunciano di aver scoperto l’acqua sotto la superficie lunare.

La scoperta deriva dall’analisi dei dati della China’s National Space Administration, che ha raccolto le informazioni dal suo lander Chang’e-5. Un sorprendente risultato: è la prima missione a restituire campioni lunari dai tempi dell’Unione Sovietica

Lander
Il lander cinese Chang’e-5

Acqua sulla luna: la dotazione del lander Chang’e-5

Il team cinese ha dotato il lander di una fotocamera panoramica, uno spettrometro mineralogico lunare (LMS) e un radar a penetrazione lunare per cercare prove dell’acqua. Con questo “corredo” importante di tecnologie avanzate, il veicolo lunare ha portato a termine la sua esplorazione (con profitto).

“È stato come un vero e proprio ‘viaggio’ sulla Luna,” dice il principale autore dello studio, il ricercatore Lin Honglei. “La prima opportunità per rilevare segni di acqua a distanza ravvicinata e ad alta risoluzione sulla superficie lunare”.

Lander
Il prospetto ricavato dai dati del lander cinese. Rileva (nei punti dei campioni raccolti) il quantitativo di acqua sotto la superficie lunare.

Acqua sulla luna, come è possibile?

La teoria elaborata dai ricercatori cinesi è che il vento solare abbia gradualmente spinto gli atomi di idrogeno verso la Luna, o almeno è quanto si legge nel rapporto pubblicato.

Spesso gli importanti annunci cinesi hanno richiesto (è un eufemismo) un momento di attenzione maggiore, quando non di necessario scetticismo. Questa ultima scoperta fatta dal lander Chang’e-5 non fa eccezione. L’ipotesi che sulla Luna ci siano ghiaccio e acqua, però, è paventata dagli scienziati da tempo.

Se i risultati di questa ricerca saranno confermati, inutile dire che la possibilità di presenza umana a lungo termine sul nostro satellite sarà ancora più vicina.