Il parco ‘binazionale’ tra USA e Messico: un modello per le città di confine

Gianluca Riccio

Architettura

Parco di confine

Un parco di confine a cavallo di due nazioni, fatto per riunire una comunità divisa in due.

Sono appena stati resi noti i piani per un parco di confine binazionale lungo il Rio Grande, tra Messico e USA. Lo sviluppo comprende 10 chilometri di terreno su 400 ettari su entrambi i lati del Rio Bravo, che collegano le città di Laredo in Texas e Nuevo Laredo in Messico.

A sviluppare il parco sarà un ‘team’ composto dall’agenzia Overland Partners e dallo studio di architettura locale Able City: la selezione? Col più classico dei bandi pubblici, emanato da entrambe le città nel quadro di un programma per facilitare turismo e commercio su entrambi i lati del confine.

Un parco a metà tra due paesi

Parco di confine
La comunità di Laredo, poco dopo la sua ”separazione”.

Le ‘due Laredo’ hanno pianificato più di 40 progetti distinti su entrambi i lati del fiume per ripristinare l’ecologia del sito, celebrare la loro cultura comune e rivitalizzare l’economia. I temi chiave del progetto di confine, oltre all’ambiente? Cultura, sicurezza, economia e comunità binazionale.

Il parco di confine sarà costituito da tre grandi aree.

Più precisamente: la prima punta al ripristino ecologico, si trova 4km circa a nord-est delle città.

La seconda è un tratto di 1,5km di strutture incorniciate da ponti lungo il fiume, e comprenderà anche un anfiteatro.

Infine, la terza sarà un’area ricreativa lunga 5km che terminerà sul versante messicano, con lo zoo di Nuevo Laredo.

Un progetto di confine che abbatte i confini

I progettisti hanno immaginato anche un ponte pedonale binazionale condiviso come estensione del parco, che collegherebbe fisicamente le due sponde del fiume. Prima di passare la dogana, i visitatori di entrambi i paesi potrebbero godere di uno spazio comunitario comune.

Un parco per abbracciare l’idea di due città come una sola comunità. Di questo si trattava, alla fine: Laredo era una sola città che si trovava su entrambe le sponde del Rio Grande, e fu separata solo quando fu stabilito il nuovo confine tra USA e Messico.

Questo progetto punta a far “riabbracciare” la comunità.

Un esempio per gli altri

“Questo dialogo si spera incoraggerà altre comunità nelle città di confine da Tijuana/San Diego a Matamoros/Brownsville e in tutto il mondo ad aprire iniziative come questa”, fanno sapere i promotori.

Il confine tra Stati Uniti e Messico sembra andare in tutt’altra direzione, tra il muro voluto da Trump e l’impiego di cani robot sotto l’amministrazione Biden. Possano progetti come questo aprire gli occhi sull’idea di unire gli esseri umani, non di dividerli.

Per niente al mondo, e senza alcun confine.