Hot Pot Speciale Elezioni in Israele

Tecnologia

Intel testa un nuovo controverso software che “scruta” gli studenti

Un software sviluppato da Intel tiene sotto osservazione gli studenti a distanza per vedere se e quando si distraggono. Che ne pensate?

43943593 6633 4FDC B960 5ADB7CE95CD1
43943593 6633 4FDC B960 5ADB7CE95CD1

Intel collabora con Classroom Technologies, una società di e-learning, per sviluppare un software che traccia le emozioni degli studenti.

Il programma, chiamato Class, è costruito sull’intelligenza artificiale e lavora in tandem con Zoom per analizzare i volti degli alunni in tempo reale. Ci si aspetta che sia in grado di riconoscere tre stati emotivi: annoiato, confuso e distratto. Intel e Classroom Technologies sostengono che il software “aiuterà gli insegnanti a comunicare in modo più efficace fornendo loro gli strumenti per combattere il ‘disimpegno’ durante le lezioni a distanza”.

Un software spione che osserva le emozioni

Software per scrutare studenti
Una schermata tratta dalla demo del software Class.

Alla base di Cass, in sintesi, c’è una tecnologia avanzata di riconoscimento facciale. Il sistema analizza le immagini dei volti degli studenti, confrontandole con i dati psicologici e il contesto della scena prima di classificare le emozioni. A chi fa notare che gli individui spesso esprimono i loro sentimenti in modi diversi (anche in culture diverse), Intel risponde che queste classificazioni sono “blindate” da un doppio filtro tra immagini e dati. Una risposta che, per ora, Intel non supporta con dati ulteriori.

Un’altra cosa poco chiara: cosa accadrà una volta che la classe identificherà uno studente annoiato, disimpegnato o confuso? Il docente gli invierà messaggi in privato? Lo studente dovrà sottoporsi a ulteriori compiti in classe finchè non sarà più ritenuto “confuso” o “disimpegnato” dall’intelligenza artificiale? 

A parte gli scherzi, immaginiamo che questo sia a discrezione del docente. Eppure vale comunque la pena chiedersi se gli studenti saranno esposti o messi a disagio, magari per microespressioni che non possono controllare. 

Ovvie, naturali, giuste perplessità

Molti docenti parte di un panel che testa il software e interpellati dall’azienda hanno detto di essere contrari all’uso di Class, e diffidano di qualsiasi dirigente scolastico che li costringerà a usarlo.

Concordo personalmente. Credo che la maggior parte dei docenti, specialmente a livello universitario, dovrebbe considerare immorale una tecnologia del genere. Io la considero immorale.

Nel mentre, la tecnologia di analisi del discorso di Classroom Technologies è ancora in fase di test. Se tutto va bene (cioè male), non è lontano un futuro nel quale le classi vengono “composte” dopo colloqui e screening fatti da intelligenze artificiali.