Hot Pot Midterm USA 2026: Camera, Senato e cosa cambia dopo il voto

Tecnologia

Microsoft ritirerà (senza fretta) la sua tecnologia che legge le emozioni

Dopo Facebook, anche Microsoft si allinea su un uso più etico dell'AI: ritirerà gradualmente quella in grado di leggere emozioni (e non solo)

POST FP 700X500 2022 06 22T202701.970
POST FP 700X500 2022 06 22T202701.970

Lo scorso novembre Meta ha annunciato che avrebbe eliminato la sua tecnologia di tagging di riconoscimento facciale. Oggi anche Microsoft si pone sullo stesso piano, puntando a rassicurare i clienti. Ritirerà gradualmente la sua AI di riconoscimento facciale in grado di rilevare le emozioni (e non solo).

Secondo il portale Engadget questa tecnologia non è solo in grado di dire se sei triste, felice o arrabbiato. Con la sua capacità di identificare perfettamente caratteristiche come età, sesso e capelli, il software di intelligenza artificiale del gigante di Redmond ha sollevato immancabili (quanto legittime) polemiche sulla privacy.

emozioni
Il riconoscimento facciale di emozioni e parametri sensibili può aprire ad una lunga serie di abusi.

Il lungo addio

In un post sul blog di Microsoft, leggo che i nuovi utenti del framework di programmazione Microsoft Face non potranno più accedere alle sue funzionalità. E i clienti già esistenti? Con calma: potranno attingere alla tecnologia “solo” fino al 30 giugno 2023.

La decisione rientra nel piano Microsoft per lo sviluppo e la diffusione della tecnologia di intelligenza artificiale. Una nuova strategia “più etica” che disporrà l’accesso ai software di riconoscimento facciale solo attraverso le piattaforme proprietarie Azure Face API, Computer Vision e Video Indexer.

Cesseremo le funzionalità di analisi facciale che pretendono di determinare emozioni e tratti dell’identità come il sesso, l’età, il sorriso, i peli del viso, i capelli e il trucco

Dal comunicato Microsoft

Tu chiamale, se vuoi, emozioni

Inutile ribadirlo, lo immaginerete: l’accesso a funzioni con attributi sensibili apre ad un’ampia gamma di possibilità di abuso. Selezionare le persone sulla base di questi parametri rischia di sottoporle a pregiudizi, discriminazioni o ingiuste negazioni di servizi.

Via via che l’intelligenza artificiale diventa più potente, e prima che diventi senziente (checché se ne dica non è ancora così) serve attenzione. È ora che le grandi aziende prendano provvedimenti per garantire che la privacy e le informazioni dei consumatori non vengano compromesse, e che questa tecnologia non venga utilizzata per scopi dannosi.