QBear, ecco il “traduttore” da neonato a genitore

Gianluca Riccio

Tecnologia

Il dispositivo rileva quattro bisogni primari di un neonato e li "traduce" per i genitori, o agisce in autonomia per calmarlo

“Sarà il pancino? Forse ha sonno? O è il freddo? Santi Numi, perché piange?” Chi ha (o ha avuto) figli piccoli conosce bene queste domande: spesso può essere frustrante non capire la causa del pianto di un neonato. Con QBear, i genitori possono finalmente comprendere ciò di cui hanno bisogno i loro piccoli in tempo reale.

Questo dispositivo intelligente appena presentato al CES2023 è dotato di tecnologia AI, ed interpreta il pianto o le grida dei bambini individuandone la causa.

Come è fatto il “traduttore” per il neonato?

Realizzato in morbido silicone e di piccole dimensioni, QBear può essere facilmente adagiato accanto al bambino e offre risposte accurate in soli 10 secondi con una precisione del 95%.

Il dispositivo può riconoscere quattro bisogni di base: fame, pannolino sporco o bagnato, sonnolenza e bisogno di conforto. Può anche percepire il livello di stress o di malessere del bambino, per reagire di conseguenza in modo più veloce e accurato. Un vero e proprio interprete dei bisogni di un neonato, pronto già alla vendita (leggo dal comunicato stampa sul sito ufficiale dell’azienda).

Neonato
C’era una volta il baby monitor. Ora, complice l’intelligenza artificiale, QBear agisce autonomamente per calmare il neonato.

Assistente al pupo

QBear non tiene solo in considerazione le esigenze dei bambini, ma offre anche una serie di funzionalità per calmarli e migliorare la loro qualità del sonno.

È dotato di un sistema brevettato che rileva quando il neonato è stanco e avvia automaticamente la ninna nanna. O un suono che “mima” i rumori all’interno di un utero (non chiedetemi come, ma è stato sviluppato con la collaborazione di medici e scienziati) per aiutarlo a prendere sonno.

In sintesi: un dispositivo interessante, che potrebbe trarre di impaccio dei genitori alle prime armi: per tutti gli altri, l’esperienza non si batte.

A proposito, cos’è questa puzza di popò?