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Medicina

Un immunosensore può rilevare rapidamente il cancro, e non solo

Passi avanti nella diagnostica del cancro: l'innovativo immunosensore permetterà il rilevamento precoce di biomarcatori specifici nel sangue.

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C’è un dispositivo in via di sviluppo che potrebbe diventare un’arma preziosa nella lotta contro il cancro. Si tratta di uno speciale immunosensore in grado di rilevare il cosiddetto fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF), una proteina che promuove la formazione di nuovi vasi sanguigni e che può essere indice di cancro se presente in quantità eccessive nel sangue.

La combinazione di nanotecnologia e immunodosaggio sta portando allo sviluppo di tecniche di prossima generazione che ci permetteranno di individuare biomarcatori in modo rapido e preciso, semplificando la diagnosi precoce del cancro. Queste nuove tecniche promettono di essere veloci e convenienti, rendendo possibile effettuare i test direttamente sul posto, senza dover aspettare lunghi tempi di attesa.

Come funziona questo immunosensore?

Il nuovo immunosensore sviluppato dal Professor Devasish Chowdhury e dalla sua studentessa di dottorato Ankita Deb presso l’Institute of Advanced Study in Science and Technology (IASST) a Guwahati, in India, si basa sui quantum dots di carbonio biogenico, una nuova classe di nanomateriali di carbonio.

Questi “punti quantici” di carbonio sono particelle minuscole che possono emettere luce fluorescente quando vengono eccitati da una fonte di energia.

In sintesi, il sensore utilizza la fluorescenza dei quantum dots per rilevare il biomarcatore VEGF e determinare la sua concentrazione nel sangue.

Immunosensore
Una cellula cancerosa

I possibili sviluppi

Ce ne sono tanti, e non solo in campo oncologico. L’immunosensore potrebbe essere utilizzato anche per la diagnosi precoce (e per monitorare i trattamenti) di malattie cardiovascolari: spesso presentano livelli elevati di biomarcatori specifici come il VEGF.

In altri settori, come l’ambiente e l’agricoltura, potrebbe essere usato per la rilevazione di contaminanti o la diagnosi di patologie vegetali.

In sintesi, l’immunosensore a base di punti quantici di carbonio biogenico rappresenta una tecnologia davvero promettente. Resta da vedere come verrà sviluppata e usata in futuro, ma senza dubbio potrebbe portare unnotevoli vantaggi nel campo della salute e della medicina.

Vi linko qui l’abstract della ricerca.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn