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Dogen, città galleggiante per 40.000 persone: “resiste a un’apocalisse”

In giappone progettano una città galleggiante autonoma chiamata Dogen City: una sorta di "Arca" capace di ospitare 40.000 persone.

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Gli inventori visionari del Sol Levante stanno lavorando ad un progetto che sembra uscito da un film di fantascienza. Si chiama Dogen City, e non è un nuovo grattacielo, né un parco tecnologico. È un intero habitat, una città galleggiante progettata per ospitare fino a 40.000 persone e diventare una sorta di “Arca di Noè” del futuro.

Un rifugio autosufficiente

La società dietro a tutto questo, N-Ark, afferma non senza enfasi che questa città galleggiante potrebbe resistere perfino a un’apocalisse. Dogen City, che misurerà 4 chilometri di circonferenza, avrà una organizzazione interna tale da consentire agli abitanti di raggiungere qualsiasi punto dell’area entro un’ora.

Ma cosa conterrebbe esattamente questa città galleggiante? Beh, pensate a un mix tra un villaggio e una metropoli futuristica: Dogen City avrà di tutto, dai campi sportivi alle strutture abitative. Una mega struttura in grado, se necessario, di spostarsi navigando fino a un’altra posizione.

Un design che sfida la natura

La progettazione di Dogen City si basa su una struttura circolare pensata per resistere a condizioni meteorologiche estreme. La città galleggiante sarà composta da tre tipi di strutture. Quali?

Un anello abitabile che crea una baia e protegge la città dagli tsunami. L’anello è stratificato, con cibo e infrastrutture collocate al di sotto delle zone abitabili. All’interno dell’anello, l’architettura galleggiante permette la riconfigurazione dello spazio secondo le funzioni urbane.

Città galleggiante

Sotto il livello del mare si trova un centro dati ad alta tecnologia raffreddato dall’oceano. Il centro ospita il sistema operativo della città, così come gran parte dei suoi servizi medici. Una città sanitaria nella città, una banca del DNA, un centro di ricerca medica, strutture chirurgiche e di test: tutto sott’acqua. Questo manterrà i costi energetici bassi, permettendo un uso efficiente dello spazio

Città galleggiante
Serre ed altri edifici ‘modulari’.

Completa il quadro tutta una serie di strutture flessibili che potranno muoversi liberamente nella baia interna a seconda delle esigenze della popolazione.

Città galleggiante, quando sarà pronta?

Secondo il piano di sviluppo di N-Ark, la città dovrebbe essere completata entro il 2030. Per allora, gli ideatori progettano di realizzare sei elementi essenziali (medico, alimentare, abitativo, informazioni, servizi elettrici) da ampliare progressivamente.

Città galleggiante

Ci sono ancora molte incognite su come una tale città galleggiante potrebbe essere realizzata e mantenuta nel tempo. Ciononostante, progetti come Dogen City rappresentano tentativi importanti di pensare a come le società potrebbero adattarsi ai cambiamenti climatici in corso e alle relative sfide, prima fra tutte l’innalzamento del livello del mare.

Banzai!

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn