La policy NASA è cambiata per sempre: l’amministrazione Trump ha firmato l’Ordine Esecutivo che trasforma l’agenzia spaziale in agenzia di intelligence. Il documento, lungo diverse pagine, ridefinisce completamente la sua natura: da ente per l’esplorazione spaziale a organizzazione “con funzione primaria di intelligence, controspionaggio e sicurezza nazionale”.
Conseguenza immediata: eliminazione dei diritti sindacali per più di metà dei dipendenti. L’American Federation of Government Employees ha già annunciato battaglia legale, ma l’Ordine è operativo. Fine di un’era per l’agenzia che ci portò sulla Luna.
Policy NASA: cosa cambia davvero nell’agenzia spaziale
L’Ordine Esecutivo 14251 non usa mezzi termini: la NASA “è determinata ad avere come funzione primaria intelligence, controspionaggio, lavoro investigativo o di sicurezza nazionale”. Il Capitolo 71 del Titolo 5 del Codice statunitense, che garantisce i diritti sindacali federali dal 1978, non può più essere applicato all’agenzia spaziale “in modo coerente con i requisiti di sicurezza nazionale”.
Come sottolinea Keith Cowing di NASA Watch, nel documento non c’è “nessuna menzione di scienza ed esplorazione”. Un dettaglio che suona come una sentenza: l’agenzia che ci ha fatto sognare con Apollo e che promette (ma manterrà?) di riportarci sulla Luna con Artemis è ora classificata ufficialmente al pari della CIA o dell’NSA.

I numeri della trasformazione: Circa 18.000 dipendenti NASA (il 53% della forza lavoro totale) perdono i diritti sindacali. L’agenzia si unisce ad un elenco che include già Dipartimento della Difesa, Sicurezza Nazionale, Tesoro e altre agenzie “sensibili”. Secondo le ultime notizie, anche il National Weather Service e l’Agenzia per i Media Globali sono stati aggiunti alla lista.
Da Kennedy a Trump: l’evoluzione della policy NASA verso il controllo
La policy NASA ha subito molte trasformazioni dal 1958, ma mai così radicali. John F. Kennedy la immaginò come simbolo di leadership americana nello spazio. Barack Obama puntò su partnership commerciali. Donald Trump, nel primo mandato, lanciò Artemis per tornare sulla Luna. Ora, al secondo mandato, la ridefinisce come “braccio spaziale” dell’intelligence nazionale.
Con i sindacati è battaglia legale
La reazione sindacale è stata immediata. Everett Kelley, presidente nazionale dell’American Federation of Government Employees, ha definito la decisione “un chiaro esempio di ritorsione contro i membri sindacali federali”. Un giudice federale californiano ha già bloccato temporaneamente parti dell’ordine, rilevando “prove convincenti” di violazione dei diritti del Primo Emendamento. Le sue parole sono eloquenti:
Diverse agenzie, inclusa la NASA e il National Weather Service, sono già state svuotate da notevoli tagli: svalutare ulteriormente i lavoratori rimasti nel nome dell’efficienza è immorale e orrendo.

Il vero significato della policy NASA verso l’intelligence
Dietro la retorica della sicurezza nazionale si nasconde una tendenza più ampia. Come riporta IEEE Spectrum, migliaia di scienziati NASA stanno già lasciando l’agenzia attraverso programmi di prepensionamento. Jennifer Mason, manager tecnologico per 36 anni, ha dichiarato: “Ho deciso di andare in pensione dopo che è diventato chiaro che l’attuale amministrazione non valorizza la scienza o i dipendenti federali”.
La policy NASA riflette una visione in cui il controllo prevale sulla scoperta. Mentre il budget per l’esplorazione viene tagliato del 24%, le funzioni di intelligence e sicurezza acquistano priorità assoluta. Un segnale inquietante per chi credeva che lo spazio fosse l’ultima frontiera della curiosità umana, non del controllo governativo.
L’ironia della situazione: mentre la NASA ufficiale diventa agenzia di sorveglianza, le missioni spaziali continuano grazie a contractor privati come SpaceX. Il futuro dell’esplorazione spaziale americana sembra sempre più nelle mani di Elon Musk che di Washington.
La policy NASA di oggi racconta una storia più ampia: l’America sta militarizzando anche i suoi sogni. L’agenzia nata per esplorare l’universo ora ha il compito di sorvegliarlo. Non è evoluzione, è involuzione. E forse, proprio per questo, le stelle non sono mai sembrate così lontane.