Questa sera (20:45 ora italiana) due gemelle identiche lasceranno la Terra. E non torneranno indietro. Blue e Gold (i colori dell’Università della California) sono due sonde costruite per fare quello che nessun satellite ha mai fatto: guardare Marte contemporaneamente da due angolazioni diverse, mappare in 3D la sua magnetosfera frammentata, e capire finalmente perché il Pianeta Rosso si è trasformato da mondo potenzialmente abitabile a deserto arido e gelido. La missione ESCAPADE (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers) parte con un budget risicato, una traiettoria mai tentata prima, e una domanda che vale miliardi: dove è finita l’atmosfera di Marte? E soprattutto, può succedere anche alla Terra?
Il furto perfetto del vento solare
Quattro miliardi di anni fa, Marte aveva fiumi. Forse laghi. Forse oceani. Le prove geologiche parlano chiaro: c’era acqua liquida in superficie, e per mantenerla serviva un’atmosfera abbastanza densa da evitare che evaporasse immediatamente. Poi qualcosa è andato storto. Il campo magnetico del pianeta è collassato, lasciandolo senza scudo contro il vento solare. Quel flusso costante di particelle cariche che spara fuori dal Sole a un milione e mezzo di chilometri l’ora ha iniziato a strappare via l’aria, particella dopo particella. Oggi resta meno dell’1% della pressione atmosferica terrestre.
La sonda MAVEN, in orbita attorno a Marte dal 2014, ha dimostrato che il vento solare continua ancora oggi a erodere l’atmosfera marziana. Durante le tempeste solari, il tasso di perdita aumenta di dieci volte. Ma MAVEN può fare solo misurazioni da un punto alla volta. ESCAPADE cambia le regole del gioco.
ESCAPADE: due sonde per una visione stereo
Il lancio è previsto per oggi, domenica 9 novembre da Cape Canaveral, a bordo del razzo New Glenn di Blue Origin. È il secondo volo di questo lanciatore, e il primo con un carico scientifico così prezioso. Le due sonde, grandi quanto una fotocopiatrice e del peso di circa 250 chili ciascuna, sono state costruite da Rocket Lab e gestite dall’Università della California, Berkeley.
La vera innovazione sta nella misurazione stereoscopica. Lo spiega Robert Lillis, principal investigator della missione:
“Un singolo satellite può misurare cosa accade in un punto, ma non può distinguere se un cambiamento è avvenuto nel tempo o se sta semplicemente attraversando una regione diversa. Con due sonde che volano a pochi minuti di distanza, possiamo separare le variazioni temporali da quelle spaziali”.
Blue e Gold arriveranno su Marte nel settembre 2027, dopo un viaggio tutt’altro che convenzionale. Invece di puntare dritte verso il Pianeta Rosso, le sonde raggiungeranno prima un punto lagrangiano (dove la gravità del Sole e della Terra si bilanciano), ci resteranno per circa un anno studiando il meteo spaziale, poi useranno la Terra come fionda gravitazionale per lanciarsi verso Marte. Questa traiettoria flessibile, progettata da Advanced Space, potrebbe diventare lo standard per future flotte di veicoli diretti verso Marte.
Radiazioni, comunicazioni e astronauti
Oltre al mistero scientifico, ESCAPADE ha implicazioni pratiche immediate. Senza un campo magnetico globale come quello terrestre, Marte è costantemente bombardato da radiazioni solari ad alta energia. Nel 2024, il rover Curiosity ha registrato una tempesta solare che ha generato in un solo giorno l’equivalente di 100 giorni di radiazioni cosmiche di fondo. Per chiunque voglia mettere piede su Marte, sapere prevedere queste tempeste è questione di sopravvivenza.
“Stiamo facendo le misurazioni necessarie per comprendere il sistema abbastanza bene da prevedere le tempeste solari la cui radiazione potrebbe danneggiare gli astronauti in superficie o in orbita”, ha spiegato Lillis. La magnetosfera frammentata di Marte crea anche distorsioni nelle onde radio, rendendo difficili comunicazioni e navigazione. Le mappe 3D che ESCAPADE produrrà saranno essenziali per progettare sistemi di comunicazione affidabili per le future missioni umane.
ESCAPADE, missione low-cost che punta in alto
Con un costo totale di circa 80 milioni di dollari, ESCAPADE fa parte del programma SIMPLEx (Small, Innovative Missions for Planetary Exploration) della NASA, che punta su missioni più economiche, più veloci e con maggiore tolleranza al rischio. Per fare un confronto, MAVEN è costata oltre 670 milioni.
La missione scientifica vera e propria durerà 11 mesi, da giugno 2028 a maggio 2029. In questo periodo, le due sonde voleranno in formazione a circa 160 chilometri dalla superficie marziana, raccogliendo dati su plasma, particelle cariche e campi magnetici.
Casey Dreier della Planetary Society sottolinea l’importanza di capire cosa è andato storto su Marte:
“Da tutto quello che sappiamo sulla storia di Marte attraverso l’esplorazione robotica, aveva una chimica molto simile alla Terra. Aveva acqua dolce. Tutte le cose che aveva la Terra. Quindi cosa è andato storto? Questo tipo di conoscenza ci aiuta a mettere la Terra in contesto e ci fa apprezzare il nostro pianeta come risultato di quella comprensione”.
Marte non ha perso la sua atmosfera in un giorno. Ci sono voluti milioni di anni. Ma il processo continua ancora oggi, e studiarlo significa capire i meccanismi che proteggono (o meno) i pianeti rocciosi dall’erosione stellare. La Terra ha un campo magnetico robusto che durerà ancora per almeno un miliardo di anni. Marte no. E quella differenza ha fatto tutta la differenza tra un mondo vivo e uno morto.
Blue e Gold partiranno stasera. Arriveranno tra due anni. E forse, quando torneranno i dati, capiremo finalmente perché un pianeta che poteva assomigliare al nostro si è trasformato in un deserto gelido.