Geoff Bruder ha passato anni a progettare sistemi per la NASA. Batterie capaci di resistere su Venere per 243 giorni invece di 10 ore, telecamere che riproducono l’inferno atmosferico del pianeta, roba che funziona dove la temperatura scioglierebbe il piombo. Poi un giorno, nel vialetto di casa sua, ha preso un subwoofer, qualche pezzo preso in ferramenta, e ha spento un incendio a due metri di distanza. Zero acqua. Solo suono. La prova che serviva: gli infrasuoni (onde sotto i 20 Hz, inudibili) interferiscono con le particelle d’ossigeno intorno al fuoco e lo soffocano prima che divampi. Ora quella tecnologia è diventata Sonic Fire Tech, una startup californiana che ha raccolto 3,5 milioni di dollari per portare l’estintore acustico (per ora) nelle case americane.
Perché se gli incendi boschivi aumentano e l’acqua scarseggia, forse è il caso di usare qualcosa che non bagna.
Come funziona un estintore acustico che non fa rumore
Il contrasto è quasi divertente: un estintore acustico che non emette suoni percepibili. Come detto, il sistema usa infrasuoni, vibrazioni sotto i 20 Hz che l’orecchio umano non può sentire. La tecnologia non è nuova (studenti universitari ci provarono già 10 anni fa con subwoofer rumorosi che avrebbero danneggiato l’udito), ma Bruder l’ha resa silenziosa e scalabile. Il meccanismo ricorda un motore a pistoni: un alternatore elettrico genera onde a bassa frequenza che vengono convogliate attraverso condotti rigidi installati sui tetti e sotto le grondaie. Quando i sensori infrarossi rilevano calore anomalo, il sistema si attiva automaticamente e spara infrasuoni verso il punto critico.
Le particelle di ossigeno vengono “spostate via” dalle fiamme più velocemente di quanto il fuoco riesca a consumarle come combustibile. Il risultato è semplice: senza ossigeno a portata, le fiamme si spengono. Non c’è acqua che allaga i pavimenti, non ci sono prodotti chimici che lasciano residui tossici, non c’è schiuma da pulire. Il prototipo attuale funziona fino a 7 metri di distanza, ma versioni più grandi potrebbero arrivare a 100 metri.
Negli Stati Uniti, gli incendi boschivi causano danni per oltre 400 miliardi di dollari all’anno. Nel 90% dei casi, le case bruciano per braci trasportate dal vento, non per il fuoco diretto.
L’installazione domestica dell’estintore acustico Sonic Fire Tech costa circa il 2% del valore dell’immobile e consuma 500 watt (meno di un asciugacapelli). Il sistema include batterie di backup al piombo per continuare a funzionare durante i blackout, che spesso coincidono con gli eventi di incendio quando le utilities spegnono le linee elettriche per prevenire nuovi focolai.

Da NASA a startup: 3,5 milioni per scalare
Il round di finanziamento seed, chiuso nel secondo trimestre 2025, è stato co-guidato da Khosla Ventures, Third Sphere e AirAngels. I fondi serviranno per ottenere certificazioni FM Global e UL, avviare la produzione di 500 unità entro il Q2 2026 e installare 50 sistemi pilota entro il Q1 2026. Tra i partner interessati ci sono PG&E, Southern California Edison e diverse agenzie antincendio.
L’obiettivo dichiarato non è solo proteggere case private: Sonic Fire Tech sta sviluppando tre linee di prodotto distinte: un Home Defense System per abitazioni a rischio, il Sonic Backpack, uno zaino portatile per vigili del fuoco che combattono incendi boschivi, e l’High-Value Asset Protection per data center, utilities e infrastrutture critiche.
La logica è quella di chi ha visto fallire troppi sistemi tradizionali: richiedono tanta acqua, causano danni secondari enormi e si attivano solo quando il fuoco è già avanzato. Un po’ come quando il MIT scoprì per sbaglio un tessuto che blocca i suoni: a volte le soluzioni migliori nascono ribaltando il problema.
Il mercato cui nessuno pensava (ma che serve)
Rajesh Swaminathan di Khosla Ventures ha detto una cosa semplice: “I sistemi antincendio tradizionali non erano costruiti per la realtà degli incendi boschivi che affrontiamo oggi”. Ha ragione. In California le compagnie assicurative stanno rifiutando nuove polizze perché i rischi sono diventati insostenibili. Le stagioni degli incendi si allungano, le temperature salgono, l’acqua disponibile diminuisce.
L’estintore acustico interviene prima. I sensori infrarossi monitorano costantemente il perimetro. Quando rilevano calore anomalo (una brace che cade sulla grondaia, un rametto acceso che rotola contro il muro), il sistema emette infrasuoni mirati per soffocare l’innesco prima che diventi fiamma. Bruder lo descrive come “protezione pre-incendio”: bloccare il fuoco nel momento in cui sta per nascere, non quando è già cresciuto. Se funziona come promesso, potrebbe cambiare le regole del gioco. Se fallisce, sarà ricordato come l’ennesimo tentativo ingegnoso ma impraticabile di sostituire l’acqua con qualcosa di più sofisticato.
Per ora, la scommessa è sul campo. 50 installazioni pilota diranno se gli infrasuoni funzionano meglio dei pompieri. O se, alla fine, continueremo a preferire il vecchio estintore rosso che pesa 5 chili e spruzza polvere ovunque.
