La coscienza quantistica sta uscendo dai dipartimenti di filosofia per entrare nei laboratori. Uno studio pubblicato a dicembre 2025 su Frontiers in Human Neuroscience presenta evidenze che i microtubuli cerebrali ospitano stati quantistici entangled correlati alla coscienza. Traduco: i microtubuli nel cervello hanno al loro interno particelle quantistiche “intrecciate” (legate tra loro in modo strano e istantaneo), e questo intreccio crea la coscienza.
Immagina i microtubuli come tubicini minuscoli dentro le cellule del tuo cervello. Lì dentro, particelle subatomiche (cose quantistiche) si “agganciano” magicamente: se tocchi una, l’altra reagisce subito, anche se lontane. Secondo la teoria (Orch OR di Penrose-Hameroff), questo aggancio è il segreto della tua mente cosciente, non solo i neuroni che sparano impulsi.
Non è solo biologia: è fisica quantistica che rende il cervello un “ricevitore” di coscienza universale.
Bene: ora tutto questo non è più soltanto teoria.
I ratti con microtubuli stabilizzati resistono all’anestesia più a lungo, gli esperimenti con risonanza magnetica rilevano entanglement nel cervello umano sveglio, e la superradianza quantistica è confermata nei microtubuli a temperatura ambiente.
Dopo 30 anni di scetticismo feroce, la teoria Orch OR di Penrose e Hameroff ha trovato basi empiriche. La coscienza quantistica potrebbe non essere solo reale, ma spiegare perché esistiamo come “qualcuno” e non come automi inconsapevoli.
Il Campo punto zero che orchestra il cervello
Joachim Keppler del DIWISS Research Institute ha costruito un modello basato sulla elettrodinamica quantistica (QED) che finalmente spiega cosa innesca le transizioni di fase nel cervello. Il protagonista nascosto? Il campo elettromagnetico punto zero (ZPF), l’oceano fluttuante di energia che permea il vuoto quantistico.
Il glutammato (il neurotrasmettitore più abbondante nel cervello) dentro le microcolonne corticali risuona con specifici modi di questo Campo punto zero, per la precisione a 7.8 THz. Questa risonanza innesca transizioni di fase che fanno passare gruppi di 100 miliardi di molecole di glutammato a stati quantistici macroscopici coerenti. La conseguenza? Generazione di campi a microonde endogeni (30 GHz circa) che modulano i canali ionici neuronali e regolano il firing rate.
Ancora una volta, traduco in parole semplici: il glutammato è come un messaggero super veloce nel tuo cervello. Dentro i “mattoncini” del cervello (chiamati microcolonne), questi messaggeri “ballano” con un’energia invisibile che c’è ovunque nello spazio (il Campo punto zero, ZPF), a una velocità pazzesca (7.8 THz, tipo un ronzio super rapido).Questo ballo fa sì che miliardi di messaggeri si uniscano tutti insieme in un’onda gigante quantistica (come tanti soldatini che marciano all’unisono). Risultato? Il cervello crea le sue onde radio speciali (30 GHz) che aprono e chiudono le “porte” delle cellule nervose, decidendo quando far partire i pensieri e i movimenti. Suggestivo, eh?

I calcoli dimostrano che il diametro dei domini di coerenza risultanti è esattamente 30 micrometri. La larghezza di una microcolonna corticale. La natura non ammette coincidenze del genere.
Coscienza quantistica e criticità auto-organizzata dal basso
Gli stati coscienti sono come un grande coro nel cervello: tutti i neuroni cantano insieme in modo super sincronizzato e “perfetto al punto giusto” (chiamato criticità, tipo un equilibro magico tra caos e ordine).Quando dormi profondamente o sei sotto anestesia, quel coro si rompe: niente sincronia, tutto deviazione e silenzio.
Questo è noto da vent’anni. Cosa non era chiaro: perché il cervello mantiene il regime critico. Ossia, perché il cervello lavora sempre in modo preciso quando sei sveglio?
Il modello di Keppler dice che il cervello si organizza da solo in modo perfetto “dal basso verso l’alto”, grazie a quell’energia che si trova ovunque nello spazio (ZPF).
Le microcolonne del cervello (quei mattoncini che avevamo detto) si “accendono” solo quando è il momento giusto, e amplificano i ronzii principali di quell’energia, facendoli diventare più forti.
Questi ronzii forti creano onde radio interne nel cervello che tengono tutto in equilibrio, decidendo quanto veloce sparano i neuroni. L’equilibrio tra “gas” (glutammato, che accelera) e “freno” (GABA, che calma) dipende da questa “magia quantistica” di base.
Senza quel “ballo magico” con l’energia ZPF, il cervello non arriva all’equilibrio perfetto (stato critico). Senza equilibrio perfetto, niente “coro” sincronizzato dei neuroni. Senza coro sincronizzato, niente coscienza quantistica: il cervello resta “spento” come in un sogno profondo.
Coscienza quantistica, la scheda dello Studio
- Ente di ricerca: DIWISS Research Institute, Roth, Germania
- Ricercatore principale: Joachim Keppler
- Anno pubblicazione: 2025 (dicembre)
- Rivista: Frontiers in Human Neuroscience
- DOI: 10.3389/fnhum.2025.1676585
- TRL: 3-4 (validazione teorica con proposte sperimentali concrete)
- Link fonte: Studio Wiest 2025 su microtubuli
Gli anestetici spengono il campo
Se la coscienza quantistica dipende dalla relazione tra il glutammato e il Campo punto zero ZPF, come fanno a funzionare gli anestetici? Keppler spiega: gli anestetici si legano ai microtubuli e ai recettori GABA, alterando il bilancio eccitazione-inibizione. Ma c’è un livello più profondo.
Mike Wiest del Wellesley College ha dimostrato nell’agosto 2024 che i ratti trattati con epotilone B (un farmaco che stabilizza microtubuli) impiegano 70 secondi in più a perdere coscienza sotto isoflurano.
Se i microtubuli sono cruciali per mantenere stati quantistici coerenti, stabilizzarli rende più difficile spegnere la coscienza. Gli anestetici volatili si legano ai microtubuli, interrompono oscillazioni collettive a livello terahertz (confermate da Craddock et al. nel 2017) e impediscono al glutammato di accoppiarsi e risuonare con il campo ZPF.
Niente risonanza, niente transizione di fase. Niente coerenza quantistica, niente regime critico. Niente stato critico, niente coscienza. Vi torna?
Esperimenti in arrivo
Keppler propone un test audace: incapsulare gruppi di microcolonne con piastre conduttrici perfette per sopprimere i modi ZPF a 7.8 THz. Se il modello è corretto, le valanghe neuronali in quelle aree dovrebbero deviare dal comportamento tipico della criticità. Gli esperimenti sui roditori potrebbero partire nei prossimi anni.
Un secondo approccio, più rapido: misurare direttamente la coerenza quantistica nel pool di glutammato tramite spettroscopia. Tecnicamente fattibile oggi.
Una terza via è stata addirittura già esplorata, e da tempo: Tang e Dai nel 2014 hanno rilevato emissioni biofotoniche nel cervello di topo aumentate drasticamente quando veniva somministrato glutammato ad alta concentrazione. Esattamente quello che ci si aspetta se il glutammato forma stati quantistici collettivi che rilasciano energia sotto forma di fotoni durante transizioni di fase.
Approfondisci
Ti interessa la natura fondamentale della coscienza? Oppure scopri come il panpsichismo sta tornando nel dibattito scientifico per capire se la mente pervade l’universo.
Trent’anni fa il Premio Nobel per la fisica, Roger Penrose, propose che la coscienza quantistica nascesse dal collasso di funzioni d’onda nei microtubuli. Fu deriso. Il cosmologo Max Tegmark definì la cosa impossibile da accadere alla temperatura che ha il nostro cervello.
Oggi Keppler spiega che i calcoli di Tegmark pensavano a un cervello “morto e freddo” (come l’universo alla fine dei tempi, senza energia). Ma il cervello vero è vivo e pieno di energia dal cibo (sistema aperto, mai fermo), quindi le regole sono diverse.
Grazie a questo “pompaggio” costante, nascono onde coerenti super stabili anche se “fa caldo” dentro la testa.
Coscienza quantistica: e adesso?
Adesso abbiamo superradianza confermata nei microtubuli anche a soli 20°C (Babcock et al., 2024). Abbiamo MRI che rileva stati entangled correlati alla coscienza nel cervello umano vivo (Kerskens e Pérez, 2022). E abbiamo ratti che resistono all’anestesia quando i microtubuli sono stabilizzati.
Il campo punto zero non è misticismo. È il vuoto quantistico, quello che l’elettrodinamica quantistica descrive da settant’anni. Se il cervello si è evoluto per sfruttarlo, orchestrando pattern di attività tramite risonanza con specifici modi del campo, allora la coscienza quantistica non è un miracolo biologico: è ingegneria evolutiva che usa le proprietà del vuoto.
Resta la domanda più vertiginosa: se la coscienza emerge dall’accoppiamento al campo punto zero, ZPF, allora il campo punto zero stesso potrebbe essere il substrato di qualcosa di più vasto?
Keppler si ferma alla neurofisiologia (e fa bene). Ma l’implicazione aleggia. Forse l’universo non è solo materia inerte attraversata da campi. Forse i campi, quando risuonano nel modo giusto, sono la coscienza.