A Las Vegas migliaia di ingegneri, investitori e giornalisti stanno invadendo la città per il CES 2026. Tra gli stand, dal prossimo 6 gennaio, sono attese cuffie che monitorano l’attività cerebrale, spazzolini intelligenti che fiutano malattie dal respiro, e smartphone minimalisti progettati per essere ignorati. Tanta roba, per dirla in breve.
Un po’ come ogni anno, peraltro: promesse, prototipi, prezzi da capogiro. Ma questa volta qualcosa cambia. I dispositivi indossabili stanno per saltare dal polso alla testa, penetrando letteralmente nel cervello. È una buona idea o no? Fate vobis. Io vi dico come butta, intanto.
1 – Cuffie che leggono le onde cerebrali
L’elettroencefalografia esiste da decenni negli ospedali. Un casco pieno di elettrodi, fili ovunque, e ovviamente personale specializzato. Al CES 2026 arriva la versione casalinga: cuffie EEG che promettono di monitorare l’attività neurale mentre ascolti musica o lavori al computer. Neurable presenta le sue cuffie over-ear che aiutano a mantenere la concentrazione: sono già disponibili in preordine. Naox fa lo stesso con auricolari in-ear. Elemind, invece, punta sul sonno con una fascia che dovrebbe addormentarti più velocemente.
Il problema? Nessuno sa ancora se questi affari funzionano davvero fuori dai laboratori. E soprattutto: chi si fida di un’azienda tech che legge le tue onde cerebrali 24 ore su 24? La privacy del cervello non è esattamente un tema risolto. Ma il mercato sembra non porsi la domanda. Se gli smartwatch hanno conquistato i polsi monitorando battiti e passi, le neurotecnologie puntano dritte alla testa. Il CES 2026 potrebbe essere l’anno in cui i biosegnali cerebrali diventano dati di consumo quotidiano.
2 – Spazzolini che “fiutano” il diabete
La startup francese Y-Brush ha deciso che lo spazzolino può fare molto più che pulire i denti. Il loro modello Halo integra un sensore chiamato SmartNose che analizza i biomarcatori presenti nell’alito. Secondo l’azienda, il dispositivo può rilevare oltre 300 condizioni di salute. Diabete in fase iniziale, disturbi epatici, persino alcuni tumori.
Funziona così: ti lavi i denti (la forma a Y copre tutti i denti contemporaneamente), e mentre lo fai il sensore analizza i gas emessi dal respiro. I dati vengono inviati a un’app: se qualcosa non torna, l’app ti avvisa. In teoria. Certo, in questo CES 2026 si parla ancora di promesse, non di dispositivi medici certificati. Ma l’idea è affascinante: trasformare un gesto quotidiano in screening sanitario passivo. Un po’ come se il tuo rasoio ti dicesse che hai la pressione alta. Non bastava tua suocera.
3 – Massaggiatore automatico per la schiena
Il RheoFit A1 sembra l’incrocio tra un dissuasore stradale e una piattaforma massaggiante. Si appoggia a terra, ti ci sdrai sopra, e il rullo motorizzato scorre lungo la colonna vertebrale. Due superfici intercambiabili: una dura che imita le nocche di un massaggiatore, una morbida che simula il palmo aperto. Costa 449 dollari. È la seconda volta che appare al CES 2026 (era presente anche l’anno scorso), segno che qualcuno ci crede abbastanza da continuare a investirci.
Funziona? Impossibile dirlo senza provarlo. Ma l’idea risponde a un bisogno reale: sempre più persone lavorano da casa, passano ore sedute, sviluppano dolori cronici. Un dispositivo che automatizza il massaggio senza richiedere un abbonamento mensile in palestra potrebbe trovare mercato. Ammesso che non finisca come tanti gadget del CES: applaudito a gennaio, dimenticato a marzo.
4 – Smartphone e-ink: fatto apposta per non usarlo
Mudita presenta il Kompakt, uno smartphone con schermo e-ink (lo stesso della carta elettronica degli e-reader) progettato per ridurre il tempo davanti allo schermo. Bianco e nero, niente notifiche continue, sistema operativo senza Google. L’azienda minimalista tech polacca ha fatto il pieno su Kickstarter puntando su chi vuole disconnettersi pur senza tornare ai telefoni a conchiglia degli anni 2000.
Messaggi, mappe, fotocamera: tutto c’è, aiò. Ma senza l’ossessione della dopamina da notifica. Un po’ come il Light Phone o il Wisephone, altri dispositivi “non-così-smart” che stanno trovando nicchie di utenti stanchi di scrollare. Il Kompakt ha iniziato a essere spedito nel 2025, quindi al CES 2026 non è un prototipo ma un prodotto finito. Vi starete chiedendo: quante persone sono davvero disposte a rinunciare alla comodità degli smartphone tradizionali per recuperare un po’ di attenzione? Più di quanto si pensi, a quanto pare.
5 – Rilevatore di allergeni portatile
La startup francese Allergen Alert sta sviluppando un sistema portatile per testare gli allergeni alimentari in tempo reale. Per chi ha allergie gravi (glutine, soia, frutta secca), mangiare fuori casa è una roulette russa. Basta una spolverata di farina in una salsa, un filo di olio di arachidi in un dolce, e si rischia il cagotto (scusate, non intendevo banalizzare ma esorcizzare), o guai peggiori. Il dispositivo promette di analizzare il cibo prima che venga ingerito, dando una risposta rapida sulla presenza di allergeni.
Se funziona davvero (e il condizionale è d’obbligo, visto che la tecnologia di rilevamento degli allergeni portatile è ancora in fase di sviluppo), potrebbe cambiare la vita a milioni di persone. Non dovremmo semplicemente fidarci delle dichiarazioni dei ristoranti, e niente più ansia prima di ogni pasto fuori. Ma serve che sia affidabile al 100%. Un falso negativo può uccidere. Per questo al CES 2026 se ne parlerà con interesse, ma anche con cautela. La strada dalla demo alla certificazione medica è (giustamente) lunga.
I numeri del CES 2026
- Date: 6-9 gennaio 2026, Las Vegas
- Espositori: Migliaia di aziende da tutto il mondo
- Superficie: Oltre 750.000 metri quadrati di spazio espositivo
- Focus principale: AI, robotica, salute digitale, mobilità, energia
- Novità 2026: CES Foundry (AI e quantum), espansione Creator Space, Accessibility Stage
CES 2026, la storia si ripete
Ogni anno, lo sapete, il CES promette rivoluzioni. Robot che sostituiranno i lavoratori, TV con più pixel di quanti l’occhio umano possa percepire, gadget che risolveranno problemi che non sapevamo, onestamente, di avere. Poi arriva marzo, e la maggior parte dei prototipi scompare: restano delle tendenze, e da quelle poi arriveranno (magari) i cambiamenti veri.
Quest’anno il tema è chiaro: la tecnologia indossabile si sta spostando verso biosegnali sempre più intimi. Non più solo battiti cardiaci e passi. Onde cerebrali, respiro, allergie.
È l’evoluzione naturale del quantified self (la misurazione di sé), iniziata con i fitness tracker negli anni 2010. Solo che ora i dati diventano clinici, predittivi, invasivi. E le domande etiche, scusate se mi ripeto ma sapete che ci tengo, si moltiplicano più velocemente delle risposte normative. Chi possiede i dati cerebrali registrati dalle cuffie EEG? Possono essere venduti? Usati per profilarti? Al CES 2026 nessuno ne parla. Tutti mostrano funzionalità, nessuno discute implicazioni.
Intanto i robot umanoidi continuano la loro lenta ma inesorabile marcia verso i magazzini, le fabbriche, e forse presto le case. Le aziende come Tesla, Boston Dynamics, e startup cinesi presentano modelli sempre più agili, autonomi, capaci di sostituire mansioni umane. E mentre i robot indossabili coreani aiutano pazienti con distrofia muscolare a recuperare mobilità, il confine tra assistenza e invasione diventa sempre più sfumato.
CES 2026, quando e come ci cambierà la vita
Le cuffie EEG potrebbero arrivare sul mercato consumer entro 12-18 mesi, con prezzi iniziali intorno ai 300-500 dollari. Gli smartphone minimalisti sono già disponibili. I rilevatori di allergeni portatili richiederanno almeno 2-3 anni per ottenere certificazioni mediche affidabili. I robot umanoidi? Nei magazzini già ci sono. Nelle case, in massa, forse entro 5 anni, prezzi permettendo.
Approfondisci
Ti interessano i robot umanoidi? Leggi anche come Agility Robotics ha aperto la prima fabbrica di robot umanoidi al mondo. Oppure scopri se i robot umanoidi sostituiranno davvero il lavoro umano nei prossimi anni. Infine, guarda come la Corea sta sviluppando robot indossabili tessili per assistere pazienti con disturbi muscolari.
Parafrasando il grande Lucio Dalla, il CES 2026 che sta arrivando, tra qualche giorno finirà. Gli stand verranno smontati, i prototipi torneranno nei laboratori, gli investitori torneranno a casa. Alcuni prodotti arriveranno davvero sul mercato. Altri no.
La direzione, però, sembra tracciata: tecnologia sempre più intima, sempre più predittiva, sempre più dentro di noi. Letteralmente. Resta da capire se siamo pronti a farci leggere il cervello da un paio di cuffie. Io mi sto preparando: è questa la novità.