L’instabilità biologica sta per diventare una regola ufficiale della biologia. John Tower, biologo molecolare dell’Università della California del Sud, ha pubblicato su Frontiers in Aging uno studio che ribalta l’assunto base: la vita non ama solo la stabilità. Anzi. Le cellule più semplici contengono enzimi che degradano e sostituiscono proteine e RNA ogni minuto, creando un caos controllato. Questo meccanismo, chiamato SAI (Selectively Advantageous Instability), favorisce diversità genetica e adattamento rapido. Certo, ha un costo: sostituire componenti instabili brucia energia e materiali, contribuendo all’invecchiamento.
La scoperta collega evoluzione e senescenza in modo inedito, e potrebbe spiegare fenomeni come la teoria del caos e persino la “coscienza cellulare”.
Quando distruggere conviene
La natura ama gli esagoni. Alveari, occhi degli insetti, gusci d’uovo: forme stabili che richiedono il minimo materiale per coprire una superficie. Risparmio energetico, conservazione delle risorse. Ce lo siamo detti spesso: “è la regola numero uno della biologia”.
Beh, Tower sembra aver scoperto l’eccezione, o forse la regola che c’è sopra (o sotto) le regole che conosciamo.
A livello cellulare, l’instabilità biologica batte la stabilità. Le cellule degradano proteine funzionanti, e distruggono RNA sano. Il fattore di trascrizione Nrf2 dura venti minuti, poi viene fatto a pezzi. La ciclina proteica che regola il ciclo cellulare si autodistrugge appena finisce il suo lavoro.
Sembra uno spreco, e invece è strategia. “Anche le cellule più semplici contengono proteasi e nucleasi che regolarmente degradano e sostituiscono proteine e RNA”, spiega Tower nel comunicato USC. “Questo indica che la SAI è essenziale per la vita”.
Scheda dello Studio
- Ente di ricerca: University of Southern California, Dornsife College
- Ricercatore principale: John Tower
- Anno pubblicazione: 2024
- Rivista: Frontiers in Aging
- DOI: 10.3389/fragi.2024.1376060
- TRL (Technology Readiness Level): 2 – Proof of concept teorico validato
Il paradosso evolutivo
L’instabilità biologica crea due stati cellulari: uno con la componente presente, uno senza. La selezione naturale agisce diversamente sui due stati. Un gene normale può essere favorevole in un contesto, una mutazione in un altro. Risultato: diversità genetica mantenuta nella stessa popolazione. Adattamento veloce ai cambiamenti ambientali: le cellule con proteine instabili evolvono più rapidamente.
Un po’ come avere due configurazioni software attive contemporaneamente, pronte a switchare in base alle condizioni esterne. Quando arriva lo stress ossidativo, Nrf2 smette di degradarsi, si accumula, attiva geni protettivi. Poi torna instabile.
Il prezzo del caos
ATP è come la “moneta energetica” delle cellule: è una molecola che fornisce l’energia per fare quasi tutto, tipo “carburante” per i lavori biologici.Le cellule fanno proteine (macchine che fanno i lavori) spendendo tanto ATP, come se pagassi benzina per costruire un’auto. Poi le buttano via con enzimi chiamati proteasi, che consumano altra benzina (ATP) per smontarle. E se ne rifanno di nuove? Ancora benzina bruciata. Questo ciclo infinito ruba energia senza sosta.
Con l’età, questo ciclo drena troppe risorse, le cellule si stancano, si riempiono di spazzatura genetica e invecchiano.
La scoperta ha implicazioni oltre la biologia cellulare. La SAI potrebbe essere alla base della stabilità criticità dei sistemi complessi, dei pattern di Turing nello sviluppo embrionale, persino di quella che alcuni ricercatori chiamano “coscienza cellulare”. Come altre leggi universali dell’evoluzione, l’instabilità biologica potrebbe applicarsi a livelli multipli di organizzazione.
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Il caos cellulare funziona. Fino a quando smette di farlo. E quello che ti fa evolvere, alla fine (purtroppo) ti invecchia.