A Gladsaxe, comune alla periferia nord-ovest di Copenaghen, potreste guidare di notte lungo la Frederiksborgvej e trovarvi immersi in una luce cremisi così densa da farvi sentire in Stranger Things. Succede perché da qualche mese un tratto di strada di 700 metri è illuminato da lampioni rossi: trenta pali LED alti un metro, distanziati trenta metri l’uno dall’altro, che proiettano un bagliore rosso lungo la carreggiata e la pista ciclabile Farumruten.
La scena ricorda un film distopico, ma la ragione è tutt’altro che narrativa: qui vivono sette specie di pipistrelli, e la luce bianca li stava cacciando via.
Perché i lampioni rossi non disturbano i pipistrelli
Il motivo è nelle lunghezze d’onda. Le luci bianche dei lampioni tradizionali (e soprattutto quelle ricche di componenti blu e verdi) alterano profondamente il comportamento dei chirotteri: li costringono ad abbandonare corridoi di volo consolidati e soprattutto riducono la loro capacità di caccia. Due specie in particolare, il pipistrello nano (Pipistrellus pygmaeus) e l’orecchione bruno (Plecotus auritus), risultano estremamente sensibili a queste frequenze. Per loro, un lampione bianco acceso lungo il percorso verso le zone di foraggiamento equivale a un muro invisibile.
La soluzione è arrivata da una ricerca olandese condotta dal Netherlands Institute of Ecology (NIOO-KNAW) insieme alla Wageningen University, in collaborazione con Philips Lighting (oggi Signify): i pipistrelli esposti a luce rossa mantengono livelli di attività identici a quelli registrati nel buio completo. Luce bianca e verde, al contrario, riducono sostanzialmente il loro comportamento naturale. In sintesi: i lampioni rossi non sono un vezzo estetico, ma un compromesso calibrato su dati scientifici che hanno richiesto oltre un decennio di studio.
Il progetto: 5.000 lampioni rossi e un programma europeo
Il progetto di Gladsaxe è firmato dallo studio danese Light Bureau e rientra nel programma europeo Lighting Metropolis – Green Mobility, un’iniziativa finanziata dall’UE che coinvolge città in Danimarca e Svezia. I numeri danno la misura dell’ambizione: 5.000 lampioni rossi da sostituire nel solo comune di Gladsaxe, oltre 50.000 in tutto il programma.
I numeri del progetto
- 700 metri di strada illuminata a luce rossa lungo Frederiksborgvej
- 30 bollard LED alti 1 metro, distanziati 30 metri
- 7 specie di pipistrelli censite nella zona
- 5.000 lampioni da sostituire nel comune
- 50.000+ lampioni nel programma EU complessivo
- 12 pali a luce bianca calda mantenuti agli incroci pedonali e ciclabili
Il design non è casuale. I trenta metri tra un bollard e l’altro creano corridoi di buio completo: zone di oscurità che permettono ai pipistrelli (e agli insetti di cui si nutrono) di attraversare la strada senza esposizione. Agli incroci pedonali e ciclabili, invece, restano pali più alti con luce bianca calda: la sicurezza umana non viene sacrificata, viene ridistribuita.
Gladsaxe è anche il primo “SDG Municipality” della Danimarca: ha integrato formalmente gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU nella sua strategia comunale. I lampioni rossi rientrano negli obiettivi 11 (città sostenibili), 13 (azione climatica) e 15 (vita sulla terraferma). La burocrazia al servizio dei pipistrelli: raro, ma possibile.
Non sono i primi (ma sono i più ambiziosi)
Gladsaxe non ha inventato l’idea. Il primato spetta a Zuidhoek-Nieuwkoop, un piccolo centro nei Paesi Bassi che nel 2018 installò i primi lampioni rossi al mondo per proteggere una colonia di chirotteri vicina a un’area protetta. L’anno successivo, il Worcestershire nel Regno Unito ha creato il primo “bat crossing” con 60 metri di illuminazione rossa lungo l’autostrada A4440, nei pressi della riserva naturale di Warndon Woodlands.
In Florida e in Australia, la stessa logica è stata applicata alle tartarughe marine: i piccoli appena nati, che si orientano verso l’orizzonte luminoso dell’oceano, vengono tragicamente deviati dalle luci bianche costiere verso l’entroterra. La luce rossa riduce questo effetto. Ma il progetto danese resta il più esteso mai realizzato: 5.000 lampioni in un singolo comune, con monitoraggio scientifico continuo e un framework europeo alle spalle.
I danni dell’inquinamento luminoso
L’inquinamento luminoso aumenta del 10% ogni anno secondo le stime più recenti, e l’83% della popolazione mondiale vive sotto cieli artificialmente illuminati. Ma quando si parla di inquinamento, le luci urbane restano il convitato di pietra: non si vedono di giorno e non finiscono nei titoli dei giornali eppure alterano i cicli ormonali degli animali, disorientano gli uccelli migratori, decimano gli insetti impollinatori e riducono i livelli di melatonina in tutte le specie studiate, esseri umani compresi.
I pipistrelli, in questo scenario, sono indicatori perfetti: sono sensibili e presenti nelle città. Se un lampione rosso basta a restituire loro un corridoio di volo, la domanda diventa: perché non lo stiamo facendo ovunque? La risposta, prevedibilmente, è che cambiare il colore di un lampione è semplice, cambiare l’idea “più luce uguale più sicurezza” è un’altra storia, anche perché in parte è vera.
Lampioni rossi, cosa succede adesso
I ricercatori stanno monitorando l’attività dei pipistrelli e le condizioni del traffico lungo il corridoio rosso di Gladsaxe. I dati post-installazione non sono ancora stati pubblicati, ma il precedente olandese è incoraggiante: a Zuidhoek-Nieuwkoop, i pipistrelli hanno ripreso a frequentare le aree illuminate senza alterazioni comportamentali misurabili. Se i risultati danesi confermeranno il modello, altre città europee potrebbero seguire.
Philip Jelvard di Light Bureau ha descritto il bagliore rosso come un segnale visivo per i passanti: un promemoria che stanno attraversando un’area ecologicamente sensibile. I lampioni rossi, in questo senso, non illuminano soltanto: comunicano. Dicono che quella strada appartiene anche a qualcun altro, qualcuno che vola a due metri d’altezza e caccia falene usando ultrasuoni a 45 kHz.
Il vero esperimento, forse, non è sulla luce. È su di noi: sulla nostra capacità di accettare che un lampione possa essere meno luminoso, meno bianco, meno “sicuro” secondo i parametri a cui siamo abituati, e funzionare meglio proprio per questo.
Scheda studio
Titolo: Effects of Artificial Light on Bat Activity
Autori: Kamiel Spoelstra et al.
Istituzione: Netherlands Institute of Ecology (NIOO-KNAW), Wageningen University
Collaborazione: Philips Lighting / Signify (dal 2012)
Risultato chiave: i pipistrelli mostrano livelli di attività identici sotto luce rossa e nel buio completo; luce bianca e verde riducono sostanzialmente l’attività
Approfondisci
L’impatto della luce artificiale sugli ecosistemi è un tema che su Futuro Prossimo abbiamo esplorato da angolazioni diverse. Se ti interessa capire come i LED stiano ridisegnando l’illuminazione globale, leggi come è cambiato il mondo con i LED. Per un caso simile di infrastruttura urbana ripensata per la biodiversità, c’è la storia delle fermate di autobus per le api a Leicester. E se il rapporto tra umani e natura ti sembra sempre più complicato, forse il problema è più profondo: ne abbiamo parlato raccontando la crescita della biofobia.