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Hitachi sviluppa supporti di memoria su cristallo

Chopin e i Beatles ci insegnano che cose come la buona musica possono durare molto a lungo: da domani potrebbero conservarsi per sempre grazie a memorie più stabili e durature.

Dall’avvento dell’era informatica in poi, il problema più stringente dell’industria (e delle persone) è stato quello di proteggere una mole sempre più grande di dati, per salvarli dall’usura del tempo e della loro stessa ‘volatilità”. Chiudere delle foto di carta in cassaforte significa garantir loro una lunga durata, ma chiudere un floppy disk, o un hard disk, o una penna usb non offrono esattamente le stesse garanzie. I dati, in altre parole, sono più fragili che mai.

Lo scorso mese la Hitachi ha svelato un metodo di immagazzinamento dati su sottili fogli di cristallo al quarzo, in grado di resistere a temperature estreme e a condizioni ambientali sfavorevoli senza degradare il loro contenuto per milioni di anni. Suona carino per chi ha deciso di mettere insieme tutta la sua collezione di mp3, hein?

“Il volume di dati sviluppati ogni giorno è in esplosione,” dice Kazuyoshi Torii, ricercatore Hitachi. “Tuttavia, a causa della fragilità dei supporti la possibilità di perdere le informazioni è aumentata e non diminuita: lo sviluppo delle tecnologie costringe gli utenti a cambiare diverse volte il supporto di conservazione dei dati, con enormi rischi per la loro conservazione”.

Con questa tecnologia, i dati vengono ‘salvati’ incidendo’ codice binario microscopico su fogli molto sottili di cristallo, dati osservabili con un microscopio qualsiasi. Il prototipo (che vedete in foto) è un quadratino di 2cm per lato e sottile appena due millimetri. Resiste all’aggressione di agenti chimici, onde radio, calore oltre i 1000 gradi senza essere danneggiato. E’ impermeabile, e costituito da 4 strati da mezzo millimetro l’uno. Ciascuno strato può contenere 20 Megabytes per centimetro quadro. L’aggiunta di molti strati non è un problema.

[highlight]Quando: Hitachi non ha deciso come e quando procedere ad uno sviluppo pratico di questa tecnologia, ma entro 3 anni i ricercatori dell’azienda dichiarano di essere perfettamente in grado di iniziare a fornire un servizio di storaggio dati a favore di agenzie governative, musei ed organizzazioni religiose.[/highlight]

 

Superman aveva dunque ragione? Questa storia mi ricorda un film: