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Tecnologia

Il jet supersonico della NASA non ha lunotto anteriore

Gli ingegneri credono che la giusta forma ridurrà il botto prodotto dal jet supersonico seppure sia difficile eliminarlo del tutto.

Gianluca Riccio 2 minuti di lettura

Ultimo update:

Quando si tratta di un jet supersonico, gli ingegneri non temono di sviluppare strani design se portano a velivoli più veloci.

Nell’ultima versione (ad un anno dall’inizio dei lavori) il prototipo X-59 QueSST della NASA sembra una matita con le ali.

La forma dell’aereo porta con sé conseguenze immediate: per dire, se l’abitacolo è molti metri lontano dal muso, a che serve il lunotto anteriore?

Ecco perché la soluzione trovata per X-59 (e ci giurerei, su molti aerei supersonici del futuro, civili e militari) è uno schermo 4K e due videocamere.

Invece di un “banale” finestrino, l’aereo supersonico X-59 ha un monitor che trasmette le immagini di due videocamere e le combina con i dati sul contesto. Il sistema è chiamato eXternal Visibility System, per gli amici XVS.

L'abitacolo del jet supersonico X-59
L’abitacolo del jet supersonico X-59

X-59 fa parte del progetto Low-Boom Flight, una iniziativa che punta a creare velivoli supersonici che non assordino quando rompono il muro del suono.

Gli ingegneri credono che la giusta forma ridurrà il botto dell’aereo superveloce durante il volo supersonico, seppure sia difficile eliminarlo del tutto.

“L’eXternal Visibility System è una delle soluzioni più innovative per un nuovo velivolo veloce come X-59, che produrrà un suono simile a un tonfo anziché il boom fastidioso,” si legge in un comunicato NASA.

Un'altra visuale del jet supersonico X-59 che mostra la posizione dell'abitacolo
Un’altra visuale del jet supersonico X-59 che mostra la posizione dell’abitacolo

Pur non puntando al trasporto passeggeri, X-59 sarà il terreno di sperimentazione che un giorno porterà una nuova generazione di aerei di linea supersonici silenziosi e sicuri.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn