Studio russo: l’universo è parte di un gigantesco computer quantistico

Gianluca Riccio

Spazio

computer quantistico

Una coppia di fisici russi elabora una teoria shock: non solo il nostro universo, ma molti universi farebbero parte di un immenso computer quantistico.

Una coppia di fisici dell’Università Federale Baltica Immanuel Kant (IKBFU) in Russia ha proposto una visione del tutto nuova del cosmo. La loro ricerca combina la stravagante conclusione che stiamo vivendo in una simulazione al computer alla teoria dei “molti mondi”.

L’esito della speculazione sviluppata dai due fisici è che, essenzialmente, il nostro intero universo fa parte di un computer quantistico. Di più, di un computer quantistico incommensurabilmente ampio che abbraccia “innumerevoli” multiversi.

Sistemi quantistici, un po’ come il computer quantistico di Google col quale la società di Mountain View rivendica di aver ottenuto la “supremazia quantistica”. Si tratta di dispositivi progettati per funzionare con particelle subatomiche (i qubit) che eseguono calcoli quantistici.

Oggi questi computer servono più che altro per progettare l’informatica del futuro, ma una volta messi “a regime” potrebbero un giorno eseguire calcoli così avanzati da essere inconcepibili non solo per gli umani, ma anche per gli stessi computer attuali.

computer quantistico
Un prototipo IBM di computer quantistico

Artyam Yurov e Valerian Yurov, i ricercatori dell’IKBFU dietro lo studio di cui sopra, hanno una loro cosmologia quantistica. Sostengono che tutto nell’universo, incluso l’universo stesso, dovrebbe essere visto come un oggetto quantico. Ciò significa che per sperimentare la “realtà quantistica” non abbiamo bisogno di guardare particelle o qubit subatomici: siamo già lì. Tutto è quantico!

Lo studio dei due fisici russi

Yurov e Yurov iniziano il loro paper con un’affermazione già forte. Primo perchè i computer russi sono ben lontani dall’essere computer quantistici. Secondo, perchè dichiarano di aver capovolto le maggiori visioni di fisica teorica:

“Presentiamo una nuova visione quantica della cosmologia, basata sul modello quantistico proposto da Michael e Hall. In base all’idea di quel modello consideriamo finitamente molti universi classici omogenei e isotropi le cui evoluzioni sono determinate dalle equazioni standard di Einstein-Friedmann ma che interagiscono anche tra loro quantomeccanicamente.”

Il documento continua descrivendo matematicamente come il nostro intero universo sia esso stesso un oggetto quantico. Ciò significa che, come una minuscola particella subatomica, esibisce proprietà quantistiche che dovrebbero includere la sovrapposizione. Sul piano teorico il nostro universo può essere contemporaneamente in luoghi diversi e in diversi stati.

Non è tutto: il nostro universo non sarebbe solo in grado di trovarsi in più di un luogo o stato alla volta, ma avrebbe una meccanica tale da poter anche interagire con se stesso in più stati contemporaneamente. E questo comincia a superare le MIE capacità di calcolo.

Infiniti universi, o infiniti stati di un singolo universo, che interagiscono tra loro.

Il problema con l’espansione della meccanica quantistica su oggetti di grandi dimensioni (come dire una singola cellula) è che altre caratteristiche quantistiche teoriche smettono di avere più senso. Ad un certo punto le “possibilità” di trovarsi ovunque e in qualunque modo svaniscono per lasciare spazio a un preciso oggetto, in un preciso stato.

In questo caso la “decorrenza quantistica“, o il modo in cui gli oggetti quantistici “collassano” da più stati allo stato fisico che vediamo nelle nostre osservazioni classiche, non sembra funzionare su scala più grande come quella cosmica.

Yurov e Yurov hanno una soluzione semplice per questo: affermano inequivocabilmente nel loro lavoro che semplicemente “la decoerenza non esiste”.

L’autore principale dello studio Artyom Yurov ha dichiarato: “io stesso ero scettico all’idea. Perché è noto che più grande è un corpo, più velocemente collassa. Anche un batterio collassa molto velocemente, e qui stiamo parlando di qualcosa molto più grande di un batterio. Stiamo parlando di un corpo quantico. Stiamo parlando dell’intero universo“.

Ma più gli Yurov hanno esplorato la teoria dei “molti mondi interagenti” (MIW) secondo cui tutte le funzioni quantistiche si manifestano fisicamente in realtà alternative (il gatto è morto su un mondo, vivo su un altro, su un altro ancora legge Futuroprossimo ecc. ecc.), più si sono resi conto che non solo la teoria ha senso, ma la matematica e la scienza sembrano funzionare meglio se si presume che tutto, incluso l’universo nella sua interezza, abbia caratteristiche quantistiche. Dal mondo quantico all’universo quantistico, per dirla in breve.

Molti universi, tutti connessi in un computer quantistico

I ricercatori hanno quindi utilizzato i loro presupposti per elaborare calcoli che espandessero la teoria dei “molti mondi” per includere più universi. La grande idea alla base di questa cosmologia quantica è che, se l’universo è un oggetto quantico, deve interagire con qualcosa e quel qualcosa sono probabilmente altri universi.

Quello che la ricerca non spiega (o più probabilmente sono io che non ci arrivo) è PERCHÈ il nostro universo e tutto ciò che esiste esisterebbero come qualcosa di analogo a un singolo qubit in un gigantesco computer quantistico che attraversa più universi contemporaneamente. Se gli umani non sono gli osservatori magici che causano il “collasso” dell’universo quantico nella realtà classica tangibile, potremmo essere noi stessi ingranaggi nella macchina.

Forse l’universo è un qubit, forse noi siamo i qubit. Forse siamo solo rumore che gli universi ignorano mentre eseguono i loro calcoli.

Forse dopo tutto è vero, viviamo nella simulazione di un mega computer quantico. Solo che invece di essere giochi preferiti di una creatura avanzata, saremmo solo alcuni aspetti matematici che aiutano il sistema operativo a funzionare.

Puoi leggere il paper completo qui.