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Tecnologia

Reuters studia notiziari automatici in deepfake

Il Deepfake al servizio delle news: Reuters e una startup nel campo dell'AI studiano il sistema per darci notizie automatiche, in tempo reale e... dal volto umano

Gianluca Riccio 3 minuti di lettura

Ultimo update:
Reuters DeepFake 1
Reuters DeepFake 1

L’agenzia media Reuters e una startup AI chiamata Synthesia hanno svelato oggi un nuovo progetto su cui hanno collaborato: fa uso della tecnologia dei deepfakes per generare notizie automatizzate in tempo reale.

Progettato come una proof of concept, il sistema prende in tempo reale i dati dei punteggi delle partite di calcio e genera notiziari in deepfake completi di fotografie e filmati.

Synthesia e Reuters utilizzano una rete neurale che miscela notizie dalla rete ed elementi pre-registrati per sviluppare un anchorman iper realistico che fornisce aggiornamenti sui risultati e notizie.

Una fase del notiziario in deepfake. Crediti: Reuters

A ciascuno il suo TG

La grande idea qui è che si potranno avere, ad esempio, 20 diversi video “live” in streaming che mostrano la stessa “persona” annunciare aggiornamenti di punteggio in tempo reale per ciascuna delle squadre del campionato di calcio.

Reuters ha sottolineato che il prototipo di notiziario deepfake è solo un prototipo e non necessariamente di una funzionalità che intende implementare.

Il responsabile globale dei prodotti e dei servizi di informazione principali dell’azienda, Nick Cohen, ha dichiarato in una nota: “Reuters è stata a lungo in prima linea nell’esplorazione del potenziale delle nuove tecnologie per fornire notizie e informazioni. Questo tipo di prototipazione ci sta aiutando a capire come l’AI e i media sintetici possano essere combinati con i nostri feed di fotografia e report in tempo reale per creare nuovi tipi di prodotti e servizi.”

Notizie in Deepfake: le implicazioni

Le applicazioni di questa tecnologia (supponendo di arrivare a sviluppare un notiziario condotto da una “persona” indistinguibile da quelle in carne e ossa) potrebbero essere tantissime.

A parte la copertura mediatica, è facile immaginare aeroporti pieni di monitor che mostrano lo stesso volto con aggiornamenti per voli di diverse compagnie aeree, o qualsiasi aggiornamento su richiesta per gli argomenti più disparati.

Cosa è vero, cosa è falso?

D’altro canto, potremmo essere diretti verso una distopia in cui l’uso massivo dell’intelligenza artificiale e di un volto di cui le persone possano fidarsi diventano il principale fattore decisivo nel decidere se il pubblico considera qualcosa di falso o meno. Ciò che una volta era “è vero, l’ho letto sul giornale”, e più avanti “è vero, l’ho sentito in tv” potrà essere “è vero, lo ha detto il giornalista dell’AI”. Abbiate orrore per la prospettiva di vivere in un futuro in cui l’umanità e l’AI sono indistinguibili.

Ciò detto, quello di Reuters potrebbe essere un caso d’uso positivo dell’impiego di tecnologia Deepfake. Abbinato ai giusti servizi di traduzione, questo strumento potrebbe essere usato per generare report di emergenza in luoghi in cui le barriere linguistiche nelle comunicazioni sia orali che scritte potrebbero altrimenti complicare la rapida diffusione delle informazioni.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn