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Foxtail Supper Club, nelle cene virtuali si cucina e si mangia ‘insieme’

Ritrovarsi insieme, darsi appuntamenti, cucinare e mangiare del buon cibo. La pandemia fa emergere il format del ristorante "a distanza" aperto per cene virtuali.

LA Tasting Collective
LA Tasting Collective

Un altro format sperimentale nato per affrontare il crollo della socialità e del settore ristorazione è un mix di antico e moderno che ha qualcosa di poetico.

Foxtail Supper Club: il circolo delle cene virtuali della coda di volpe. Non so voi, ma già il nome mi sa di Pickwick e di setta dei poeti estinti. Però a tavola. In sostanza, è un ristorante distribuito e a numero limitato, aperto per cene virtuali.

Come funziona Foxtail Supper Club

La pandemia ha influenzato il modo in cui milioni di ristoranti operano. Sono tante le aziende che stanno lottando per rimanere a galla, con molte nuove iniziative di carattere innovativo e sperimentale (ne parlo qui). Un po’ come questo “tele ristorante”, il Foxtail Supper Club.

foxtail Supper Club, ristorante a distanza per cene virtuali
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Lo chef Page Pressley intendeva aprirlo davvero, il Foxtail Supper Club. Un ristorante fisico, a tutti gli effetti. E c’era quasi, anche. I piani a volte cambiano rapidamente, e Pressley ha deciso di adattarsi creando un concept di ristorante aperto per cene virtuali.

Anche qui il modello di attività in era pandemica inizia a mostrare dei caratteri comuni. Il mix tra fisico e virtuale, la compartecipazione degli utenti, la “sintetizzazione” del senso di intimità.

Due volte alla settimana, il Foxtail Supper Club apre 11 “posti” per fare in modo che i commensali possano riunirsi in un luogo e ad un orario specifico (usando la piattaforma Zoom).

Le cene virtuali diventano reali

In collaborazione con Assembly Kitchen, una piattaforma online locale per le consegne di kit pasto, gli ospiti ricevono le cene virtuali già preparate direttamente a casa loro. Potranno aggiungere un tocco personale, però: insieme ai cibi riceveranno istruzioni di cottura per completare i preparativi necessari. E scambiarsi poi dritte e impressioni di carattere culinario.

Le cene virtuali (nel frattempo sono diventate reali nei piatti degli ospiti) sono composte da cinque portate e includono due antipasti principali e dessert.

Un modo per valorizzare tutti gli elementi possibili, a parte la presenza fisica. Che ne pensate?

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn