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Ambiente

In Giappone ricavati oli sintetici dai sassi

Un team giapponese ha ricavato oli sintetici a temperatura ambiente da reazioni a base di boro. Si apre la strada a un petrolio più verde?

david clode rhwx3dpg8i0 unsplash scaled
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Un team di ricercatori in Giappone ha sviluppato un modo per creare oli sintetici senza l’uso di metalli pesanti. Gli scienziati hanno pubblicato tutti i loro risultati sull’ultimo numero del Journal of the American Chemical Society.

Quando si tratta di applicazioni ad alte prestazioni come lubrificanti per motori o carburanti per jet, gli oli sintetici sono preferiti ai prodotti a base di petrolio greggio raffinato. Negli ultimi cento anni, la produzione degli oli sintetici ha sfruttato il processo Fischer-Tropsch, che utilizza idrogeno e monossido di carbonio o anidride carbonica. Tuttavia, questo processo utilizza metalli pesanti come ferro e cobalto per mediare la reazione e richiede ambienti ad alta pressione e temperature superiori a 200 gradi Celsius per funzionare, il che consuma una grande quantità di energia.

Se applicato in ambienti industriali, prevediamo che potrebbe ridurre notevolmente il consumo di energia.

Kyoko Nozaki , Università di Tokyo

Oli sintetici estratti a temperatura ambiente

oli sintetici ottenuti a freddo da reazioni chimiche: lo studio di un team giapponese

“Abbiamo riscontrato una reazione simile a quella del processo Fischer-Tropsch, ma che procede senza l’utilizzo di metalli pesanti”, ha affermato la professoressa Kyoko Nozaki dell’Università di Tokyo, in Giappone. “Usiamo invece reagenti contenenti boro, che è un componente di alcuni minerali; questo può far funzionare tutto il processo anche a temperatura ambiente”

Oli sintetici ottenuti in Giappone: come funziona la reazione

La reazione funziona combinando molecole di carbonio da monossido di carbonio o anidride carbonica. Questo può accadere solo quando le molecole di ossigeno vengono rimosse da una sostanza detta “agente riducente”. Nel processo Fischer-Tropsch viene utilizzato l’idrogeno ordinario, ma questo sistema di boro richiede una sostanza più potente a base di litio e idrogeno.

“Anche se abbiamo bisogno di un ulteriore passo avanti per utilizzare l’idrogeno ordinario, speriamo di vedere la ricerca in questo settore accelerare poiché il nostro reagente fornisce una direzione completamente nuova per la progettazione della reazione”, ha detto Nozaki.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn