Scossa in Etiopia: bando alle auto termiche già nel 2024

Gianluca Riccio

Energia, Trasporti

L'Etiopia annuncia il bando immediato alle auto termiche, diventando il primo paese a privilegiare solo veicoli elettrici fin dal 2024

L’Etiopia si appresta a fare un balzo storico nel futuro della mobilità sostenibile. Con un annuncio sorprendente, il Ministro dei Trasporti Alemu Sime ha annunciato il bando totale delle auto termiche a favore delle elettriche già entro il 2024.

La decisione, che proietta l’Etiopia in una dimensione di avanguardia ecologica, ha radici profonde nelle esigenze economiche e ambientali del Paese. Con un investimento massiccio in energie rinnovabili e un impegno per un futuro più verde, l’Etiopia risparmierà miliardi di dollari in importazioni di combustibili fossili, che semplicemente non può più permettersi.

Alemu Sime. Il ministro etiope forza la mano sulla transizione.

Etiopia, un salto nel futuro

La decisione etiope di adottare una politica di mobilità esclusivamente elettrica è un passo audace, che la posiziona tra i leader mondiali nell’innovazione sostenibile. Il bando delle auto termiche, apparentemente una scelta ecologica, è in realtà una risposta strategica alle sfide economiche del Paese.

Con spese annue per 6 miliardi di dollari in importazioni di petrolio, il passaggio all’elettrico rappresenta una soluzione praticamente obbligata, economicamente sostenibile e a lungo termine per l’Etiopia.

La decisione è stata presa. Le auto non potranno entrare in Etiopia a meno di non essere elettriche

Alemu Sime, ministro dei trasporti etiope

Energia rinnovabile al centro

Il cuore di questa rivoluzione verde in Etiopia è la sua ricchezza in risorse rinnovabili. Il Paese sta facendo passi da gigante nello sviluppo di progetti idroelettrici e solari. In particolare, l’Etiopia può vantare una capacità di generazione elettrica impressionante. Quanta? Tanta. Oltre 1 milione di megawatt derivanti dall’energia eolica e più di 50.000 megawatt dall’idroelettrico. Il tanto discusso impianto idroelettrico GERD, in particolare, è un pilastro di questa strategia. Una volta operativo, l’impianto non solo coprirà il fabbisogno energetico nazionale, ma offrirà anche la possibilità di esportare energia, generando un impatto economico positivo per il Paese.

Questo imponente approvvigionamento energetico permette già oggi di coprire oltre il 95% del fabbisogno elettrico nazionale. Tuttavia, una sfida rimane: quasi la metà della popolazione etiope non è ancora collegata alla rete elettrica, un ostacolo che il governo si impegna a superare nell’ambito della sua strategia di sviluppo sostenibile.

Non di sola energia vive l’auto elettrica, però. L’Etiopia dovrà affrontare sfide significative, soprattutto nella costruzione di un’infrastruttura adeguata per le auto elettriche. Attualmente, la rete di ricarica è limitata, e il governo dovrà lavorare per espanderla rapidamente per soddisfare la domanda futura. Paradossalmente, con il tasso di motorizzazione più basso al mondo, l’Etiopia ha l’opportunità unica di costruire un sistema di mobilità elettrica da zero, evitando gli errori e i problemi ambientali legati all’era del motore a scoppio.

Un esempio per il mondo

Il coraggioso passo dell’Etiopia verso un futuro di mobilità elettrica potrebbe ispirare altri Paesi in via di sviluppo a seguire… A ruota. In un mondo dove la lotta contro il cambiamento climatico diventa sempre più urgente, l’iniziativa etiope dimostra che la transizione verso un’economia più verde è possibile anche per le nazioni che non dispongono delle risorse economiche dei Paesi più sviluppati.

Con la recente adesione ai paesi BRICS e questa scelta “elettrica”, l’Etiopia vuole dimostrare che la volontà politica e l’investimento nelle rinnovabili possono portare un futuro più pulito e sostenibile. Incrociamo le dita!