Ho scritto di Ÿnsect nel 2023, quando (ahimè, visti i miei gusti) sembrava il futuro inevitabile delle proteine da insetti. Una fabbrica verticale alta 17 metri, investimenti mostruosi, tecnologia avanzatissima. Oggi leggo che è in liquidazione giudiziaria dopo aver bruciato 600 milioni. E la cosa che mi colpisce non è il fallimento in sé (le startup falliscono, capita), ma la traiettoria: hanno costruito una giga-fabbrica prima di capire se il mercato funzionasse o no.
Il mangime animale (primo obiettivo della startup francede) è commodity puro: nessuno paga il 20-30% in più per proteine da insetti sostenibili quando la soia costa un terzo. Ÿnsect lo ha scoperto dopo aver cementato centinaia di milioni ad Amiens. Nel frattempo, tutto il settore sta collassando: Enorm, Aspire, Inseco chiuse nel mondo solo quest’anno 2025.
Mettiamola così: forse le proteine da insetti sono ottime, ve lo concedo anche se io non le mangerei mai, ma l’idea di mangiare grilli, vermi e larve (o darli da mangiare agli animali) non sta funzionando.
Quando Iron Man promuoveva le larve in TV
Weekend del Super Bowl, febbraio 2021. Robert Downey Jr è in tv ospite di un Late Show e parla di vermi della farina. Non sta scherzando: sta promuovendo Ÿnsect, startup francese che promette di produrre proteine da insetti per “rivoluzionare la catena alimentare”. Quattro anni dopo, dicembre 2025, un tribunale commerciale francese mette Ÿnsect in liquidazione giudiziaria per insolvenza.
Oltre 600 milioni di euro raccolti, una giga-fabbrica da primato mondiale (Ÿnfarm ad Amiens, 17 metri di altezza), partnership con Total, endorsement hollywoodiani.
Niente è bastato.
Il mercato dell’animal feed funziona su logiche da commodity: prezzo, prezzo, prezzo. La sostenibilità? Una narrativa che convince gli investitori ma non i compratori di mangimi. Ÿnsect ha scoperto troppo tardi che allevare miliardi di larve Tenebrio molitor costa più di quanto il mercato sia disposto a pagare per proteine alternative. Anche se quelle larve, nutrite con sottoprodotti cerealicoli a 25-27°C e umidità controllata al 60%, tecnicamente funzionano benissimo. Tecnicamente.
Il problema delle proteine da insetti: costa troppo
Ÿnsect ha attirato oltre 600 milioni da investitori impact-focused come Astanor Ventures e dalla banca pubblica Bpifrance vendendo una visione solida: sostituire proteine intensive come farina di pesce e soia con gli insetti. Il pitch era semplice, quasi ovvio: produrre proteine da insetti richiede meno terra, meno acqua, meno emissioni. Meno tutto. In teoria, perfetto.
Ma poi la realtà: nel 2023, Ÿnsect ha generato 5,8 milioni di euro di fatturato contro 104 milioni di debiti. L’anno prima, il picco di revenue era stato 17,8 milioni (gonfiato da trasferimenti interni tra sussidiarie). Le proteine da insetti costano il 20-30% in più della soia.
Nessun allevatore paga premium per la sostenibilità quando i margini sono strettissimi.
Il settore delle proteine da insetti ha un difetto strutturale: nella teoria perfetta, gli insetti mangiano scarti alimentari che andrebbero in discarica. Nella pratica industriale, mangiano sottoprodotti cerealicoli già usabili come mangime. Le proteine da insetti aggiungono solo un passaggio costoso in più. Cosa poteva andare storto? Questo.
La giga-fabbrica che ha affondato tutto
C’è un paradosso nelle proteine da insetti che Ÿnsect ha incarnato perfettamente: più raccogli fondi, più sei costretto a costruire in grande. E più costruisci in grande, meno hai margine per capire se stai facendo la cosa giusta.
Ÿnsect ha DOVUTO costruire Ÿnfarm, la “più costosa fattoria di insetti al mondo”, come un giocatore di poker ha credito e rilancia. Quando hanno scoperto che il mercato dei mangimi non paga, era troppo tardi. La struttura era lì, in cemento e acciaio, che divorava costi operativi.
Nel 2023, Ÿnsect ha provato a pivotare verso il pet food da supermercato, un mercato meno sensibile al prezzo. Troppo tardi. Hanno chiuso lo stabilimento acquisito da Protifarm (Olanda), tagliato posti di lavoro, sostituito il CEO. Come raccontavo nel 2023, la Francia puntava a diventare leader europea nelle proteine da insetti. Oggi quel sogno ha il sapore (pessimo) di una scommessa persa.
Il massacro del 2025: proteine da insetti al collasso
Ÿnsect non è sola. Il 2025 è stato l’anno del massacro per le proteine da insetti. Enorm Biofactory (Danimarca), Aspire Food Group (Canada), Inseco (Sudafrica): tutte chiuse. Innovafeed, competitor diretto di Ÿnsect, ha sospeso per 18 mesi il suo stabilimento USA. Il settore sta vivendo una vera crisi di scala.
Antoine Hubert, ex-CEO di Ÿnsect, ha fondato Start Industrie, associazione per sostenere startup industriali francesi. Un riconoscimento implicito: servono politiche migliori, non solo visioni. Intanto, quei miliardi di larve che dovevano sfamare il pianeta? Sono fermi ad Amiens, in attesa di acquirenti.
Il mercato ha parlato: le proteine da insetti funzionano benissimo, in teoria. Il problema è che la teoria da sola non convince la gente a mangiare, costa milioni e non paga le bollette.
Adieu.