L’oceano di Europa potrebbe essere abitato. Ma c’è un problema: sta sotto 15-25 chilometri di ghiaccio, e il Sole non arriva. Servono nutrienti alternativi, e la superficie ne produce molti grazie alle radiazioni di Giove: ma come fanno ad arrivare laggiù?
Due geofisici di Washington State University e Virginia Tech pensano di aver trovato il meccanismo: il ghiaccio salato affonda, portando con sé il cibo. Un processo chiamato delaminazione crostale, già noto sulla Terra. Applicato a Europa, potrebbe spiegare come un oceano alieno si alimenta.
Il problema del menù
Europa contiene più acqua liquida di tutti gli oceani terrestri messi insieme. Ma è acqua cieca, senza fotosintesi. La vita, se esiste, deve arrangiarsi con quello che trova. Però, va detto, sulla superficie c’è parecchio: la radiazione di Giove spacca molecole di ghiaccio e sali, creando composti organici, ossigeno, perossidi. Ingredienti utili per microbi che non hanno mai visto una stella.
Il guaio è che quella roba resta in superficie. L’oceano di Europa è geologicamente attivo, ma il ghiaccio si muove soprattutto lateralmente. Le placche slittano, si comprimono, formano creste. Però non affondano. O meglio: non affondavano, finché qualcuno non ha pensato di applicare un trucco terrestre.
Scheda dello Studio
- Ente di ricerca: Washington State University + Virginia Tech
- Ricercatori principali: Dr. Austin P. Green, Dr. Catherine M. Cooper
- Anno pubblicazione: 2026
- Rivista: Planetary Science Journal
- DOI: 10.3847/PSJ/ae2b6f
- TRL: 2 – Modello teorico validato con simulazioni computazionali
Delaminazione: dal mantello al ghiaccio
Sulla Terra, quando una zona di crosta diventa troppo densa (per esempio carica di minerali pesanti), si stacca e affonda nel mantello. Si chiama delaminazione crostale. Austin Green e Catherine Cooper hanno pensato: e se succedesse anche su Europa? Il ghiaccio puro è leggero. Il ghiaccio pieno di sale, invece, è più denso. E le radiazioni di Giove creano proprio questo: zone di superficie ricche di sali, impurità, composti chimici.
Hanno costruito un modello al computer. Ghiaccio salato circondato da ghiaccio puro. Il risultato: il ghiaccio denso si stacca, affonda nella crosta, continua a scendere fino alla base. Arriva all’oceano. Porta con sé tutto quello che ha raccolto in superficie. Un po’ come un ascensore geologico lentissimo, ma efficace.
Quanto ci mette
Il processo funziona per quasi qualsiasi concentrazione di sale, basta che ci sia un minimo indebolimento nel ghiaccio superficiale. E le simulazioni mostrano che è relativamente rapido: parliamo di scale geologiche, ma non di miliardi di anni. Abbastanza veloce da essere un sistema continuo di riciclo. L’oceano di Europa non riceve nutrienti una tantum, ma costantemente, finché Giove continua a “bombardare” la superficie.
Questo cambia la prospettiva sull’abitabilità. Non serve che il ghiaccio si sciolga. Non serve che l’oceano emerga. Basta che affondi. E continui ad affondare.
Approfondisci
Ti interessa il tema della vita nell’oceano di Europa? Leggi anche come sono state trovate molecole organiche complesse sulla superficie. Oppure scopri cosa farà la missione Europa Clipper per cercare segni di vita sotto il ghiaccio.
La missione NASA Europa Clipper arriverà nel 2030. Analizzerà la superficie, misurerà lo spessore del ghiaccio, cercherà pennacchi di vapore. Ma non bucherà la crosta. Per quello serviranno decenni. Nel frattempo, questo modello ci dice una cosa: l’oceano di Europa non è solo una piscina buia e sterile.
È un ecosistema che si nutre. Lentamente, ma si nutre. E se c’è cibo, forse c’è anche qualcuno che lo mangia.