Il jet lag sta per incontrare il suo primo vero nemico farmacologico. Un team di ricerca giapponese ha identificato Mic-628, un composto orale che dimezza i tempi di recupero dopo i voli transcontinentali. Nei test su topi, una singola dose ha ridotto l’adattamento al nuovo fuso orario da sette a quattro giorni.
Il meccanismo è inedito: invece di affidarsi a luce o melatonina con timing precisi, Mic-628 attiva direttamente il gene Period1, quello responsabile dei ritmi circadiani. Funziona a qualsiasi ora. Lo studio, pubblicato su PNAS nel gennaio 2026, coinvolge Kanazawa University, Osaka University, Toyohashi University of Technology e Institute of Science Tokyo.
Perché viaggiare verso est è peggio
Non tutti i voli sono uguali per il jet lag. Attraversare fusi orari verso est (da New York a Tokyo, da Roma a Bangkok) costringe il corpo ad anticipare il proprio orologio biologico. È fisiologicamente più difficile che ritardarlo, come accade nei viaggi verso ovest. Il motivo sta nel nucleo soprachiasmatico1 dell’ipotalamo: preferisce giorni più lunghi piuttosto che più corti.
Per questo chi vola verso est impiega mediamente sette giorni per adattarsi a sei ore di fuso orario, contro i quattro giorni necessari andando verso ovest. Melatonina e fototerapia aiutano, ma solo se somministrate al momento giusto del ciclo circadiano. Sbagliare l’orario vanifica l’effetto.
Scheda dello Studio
- Enti di ricerca: Kanazawa University, Osaka University, Toyohashi University of Technology, Institute of Science Tokyo
- Ricercatori principali: Emeritus Prof. Tei H., Assoc. Prof. Takahata Y., Prof. Numano R., Assoc. Prof. Uriu K.
- Anno pubblicazione: Gennaio 2026
- Rivista: Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)
- DOI: 10.1073/pnas.2509943123
- TRL (Technology Readiness Level): 3-4 – Proof of concept validato in modello animale, prossimi step: trial preclinici estesi e studi umani
Come funziona Mic-628
Il composto prende di mira la proteina CRY1, che normalmente frena l’attivazione dei geni dell’orologio biologico. Mic-628 si lega a CRY1 e favorisce la formazione di un complesso molecolare con CLOCK e BMAL1. Questo complesso attiva il gene Period1 attraverso un elemento DNA chiamato “dual E-box”.
Risultato: sia l’orologio centrale del cervello (nel nucleo soprachiasmatico) sia quelli periferici nei tessuti come i polmoni vengono anticipati in sincronia. Il tutto indipendentemente dall’ora di somministrazione. Un po’ come premere il tasto reset su un dispositivo: funziona sempre, non serve aspettare il momento giusto.

I numeri del test sui topi
I ricercatori hanno simulato jet lag nei topi anticipando il ciclo luce-buio di sei ore. I topi trattati con una dose orale di Mic-628 hanno ripreso i ritmi normali in quattro giorni. Quelli di controllo ne hanno impiegati sette. Tre giorni risparmiati, pari a una riduzione del 43% del tempo di adattamento.
L’analisi matematica ha rivelato che l’effetto stabile e unidirezionale deriva da un feedback negativo autoregolatorio della proteina PER1: più si accumula, più stabilizza il nuovo ritmo circadiano.
Prossimi passi: trial umani
Il team giapponese pianifica studi di sicurezza ed efficacia su animali più grandi e poi su umani. Mic-628 potrebbe diventare il prototipo di una nuova classe di farmaci “smart” per il jet lag, ma anche per disturbi del sonno legati a turni di lavoro notturni e altre forme di disallineamento circadiano.
La strada è lunga. Servono anni per passare dai topi alla farmacia. Ma il principio funziona, il meccanismo è chiaro, e soprattutto c’è un vantaggio enorme rispetto alle alternative: non serve calcolare l’orario giusto. Si prende e basta.
Per i 500 milioni di persone che ogni anno affrontano jet lag severo, potrebbe essere la svolta totale.
Approfondisci
Ti interessa il tema del sonno e dei ritmi circadiani? Leggi anche come Qantas usa luci intelligenti per combattere il jet lag in aereo. Oppure scopri i nuovi farmaci per l’insonnia che bloccano la veglia invece di indurre il sonno per capire come la cronobiologia sta rivoluzionando la medicina del sonno.
- Il nucleo soprachiasmatico è una piccola struttura nell’ipotalamo del cervello, nota come l’ “orologio biologico” principale. Regola i ritmi circadiani, sincronizzando funzioni come sonno, veglia, fame e temperatura corporea con il ciclo luce-buio. ↩︎