La missione Artemis II non partirà a marzo. La NASA ha confermato che un malfunzionamento nel sistema di elio dello stadio superiore del razzo SLS impone il rientro del vettore nel Vehicle Assembly Building per ispezioni. L’elio serve a pressurizzare i serbatoi di propellente e a ripulire i motori: senza un flusso stabile, il lancio non è sicuro.
La finestra di marzo, che partiva dal 6, è saltata. Si guarda ad aprile, se le riparazioni lo permetteranno. Per i quattro astronauti già in quarantena da venerdì, un altro esercizio di pazienza.
Ventiquattro ore dal trionfo al rinvio
Il tempismo è quasi satirico. Giovedì 20 febbraio la NASA aveva annunciato la data di lancio della missione Artemis II: 6 marzo 2026. Venerdì gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen erano entrati in quarantena a Houston. Sabato mattina, ora americana, l’amministratore Jared Isaacman ha scritto su X che la finestra di marzo era fuori discussione. Il motivo: nella notte tra venerdì e sabato, i tecnici al Kennedy Space Center hanno registrato un’interruzione nel flusso di elio verso l’Interim Cryogenic Propulsion Stage (ICPS), lo stadio superiore del razzo che deve spingere la capsula Orion verso la Luna.
Ecco, l’ICPS è esattamente il pezzo del puzzle che trasforma un razzo in orbita terrestre in un veicolo lunare. L’elio, al suo interno, mantiene la pressione nei serbatoi di idrogeno e ossigeno liquidi e ripulisce i motori da gas infiammabili prima dell’accensione. Se l’elio non fluisce, i serbatoi non restano pressurizzati, il propellente non arriva dove deve arrivare e il motore non si accende in sicurezza. Il sistema aveva funzionato regolarmente durante le due prove generali (i cosiddetti wet dress rehearsal) completate nei giorni precedenti: il guasto è emerso durante le operazioni di riconfigurazione successive.

Il razzo della missione Artemis torna in hangar
La NASA ha deciso di riportare il razzo SLS dalla rampa 39B al Vehicle Assembly Building (VAB), il gigantesco edificio dove il vettore viene assemblato. Tradotto: bisogna smontare parte del razzo per ispezionare filtri, valvole e piastre di connessione nel sistema di elio. Isaacman ha indicato tre possibili colpevoli, tutti nell’interfaccia tra le linee a terra e quelle del razzo. Non esattamente una riparazione da weekend.
La finestra di marzo della missione Artemis prevedeva cinque date utili (dal 6 al 9 marzo, più l’11). Sono saltate tutte. La prossima opportunità è ad aprile: 1, 3-6 e 30 aprile. Le finestre di lancio per la missione Artemis II sono strette per definizione, perché la Luna deve trovarsi nella posizione orbitale giusta e le condizioni di rientro devono garantire la sicurezza dell’equipaggio. Non si può partire quando si vuole: si parte quando la geometria Terra-Luna lo consente.
I numeri della missione Artemis II
- Durata missione: 10 giorni in orbita lunare e ritorno
- Equipaggio: 4 astronauti (3 NASA + 1 canadese CSA)
- Altezza razzo SLS: 98 metri, il più potente mai costruito
- Ultimo volo umano lunare: Apollo 17, dicembre 1972
- Prossima finestra di lancio: aprile 2026
La missione Artemis e un pattern che si ripete
Il fatto è questo: non è la prima volta. Anche la missione Artemis I, quella senza equipaggio del 2022, aveva avuto i suoi problemi di elio e le sue perdite di idrogeno. Il lancio era stato rinviato più volte dopo prove generali fallite. Artemis II ha seguito lo stesso copione: prima lo scudo termico della capsula Orion (che durante il rientro di Artemis I si era crepato in modo imprevisto), poi la perdita di idrogeno durante la prima prova generale di febbraio, e adesso l’elio. C’è un tema ricorrente, e come temevo e ti dicevo non è esattamente rassicurante.
La NASA insiste (e fa bene) che non lancerà finché ogni sistema non sarà verificato al cento per cento. Quando hai quattro esseri umani in cima a un razzo carico di propellente criogenico, il margine per l’improvvisazione è zero. Isaacman lo ha detto chiaramente: la delusione più grande è quella del team NASA, che lavora senza sosta da mesi. Ma la sicurezza non si negozia.
La Luna può attendere (la Cina no)
C’è un sottotesto che nessun comunicato ufficiale menziona, ma che pesa. La Cina ha in programma la missione Chang’e 7 per il 2026: esplorazione del polo sud lunare e test della navicella Mengzhou per missioni con equipaggio. La corsa al ritorno sulla Luna non è più solo americana (questo è un bene per il mondo, secondo me), e ogni rinvio della missione Artemis accorcia la distanza con Pechino. L’amministrazione Trump aveva accelerato le tempistiche proprio per questo motivo.
Insomma: la missione Artemis II potrebbe partire ad aprile, o potrebbe slittare ancora. I quattro astronauti usciranno dalla quarantena e aspetteranno. Il razzo tornerà in hangar, verrà ispezionato, riparato e riportato sulla rampa. Tutto come da copione, verrebbe da dire. Un po’ come un treno ad alta velocità che funziona perfettamente (ma solo in stazione).
La Luna, intanto, continua a orbitare. Non ha fretta. Noi, a quanto pare, nemmeno.
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