Elezioni in Israele: chi arriva primo non è detto che governi
Alle elezioni in Israele di martedì 27 ottobre conta arrivare a 61 seggi, e per ora nessuno dei due blocchi sembra in grado di farlo.
Leggi l’articoloSpeciale HOT POT Aggiornato alle 11:35
Le elezioni in Israele di martedì 27 ottobre si decidono su un numero solo, il 61, che nei sondaggi del 23 ottobre non raggiunge nessuno dei due blocchi: il cambiamento si ferma fra 52 e 56 seggi, la coalizione di Netanyahu a 50. Il nostro speciale mette in fila chi può davvero governare e cosa cambierebbe sulla questione palestinese, poi guarda a soglia di sbarramento e partiti arabi, senza dimenticare i conti dell’economia. In mezzo ci sono i numeri che non tornano: 66-70 seggi contrari a Netanyahu sulla carta, e nessuna alleanza disposta a firmarli.
Alle elezioni in Israele di martedì 27 ottobre conta arrivare a 61 seggi, e per ora nessuno dei due blocchi sembra in grado di farlo.
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Con la soglia di sbarramento al 3,25% bastano pochi voti in meno per sparire dalla Knesset, e nel 2022 ne andarono persi circa 300.000.
I partiti arabi rappresentano il 20% degli israeliani e possono spostare i 61 seggi, ma nessun blocco li vuole al governo.
L'economia israeliana arriva al voto con un debito salito del 31% dal 2023 e 90.922 partenze nel 2025, ma nei comizi se ne parla poco.