Sarco Suicide Pod: la Svizzera legalizza il suicidio assistito on demand

Gianluca Riccio

Medicina, Società, Tecnologia

Il "Sarco Suicide Pod", una sorta di 'bara a vetri' stampata in 3D, può essere portata ovunque per l'ultimo viaggio: il suicidio assistito.

La Svizzera ha appena legalizzato Sarco Suicide Pod, la capsula tecnologica per il suicidio assistito sviluppata nel 2017.

Il Sarco Suicide Pod è un sarcofago stampato in 3D che assomiglia ad un feretro provvisto di ampia vetrata: può essere portato via in un luogo tranquillo per gli ultimi momenti della vita di una persona. Questa tecnologia per il suicidio assistito è stata originariamente rivelata quattro anni orsono ed è a metà strada tra una bara e una capsula ermetica. La morte è causata da ipossia e ipocapnia. Philip Nitschke di Exit International, l’azienda sviluppatrice, dice che questa “capsula della morte” offre una nuova prospettiva.

Quale?

Quella di poter decidere autonomamente e in totale libertà di procedere a un suicidio assistito, a quanto sembra. Un giorno qualunque, per i propri motivi, entrare in questa piccola cabina, tirarsi dietro la porta e salutare il mondo. Un gesto che fino ad oggi, per quanto ammesso in una certa misura, in Svizzera richiedeva un colloquio psicologico. Nitschke vuole eliminare anche quello. Da suicidio assistito a suicidio consumato, con la stessa facilità di un servizio on-demand.

suicidio assistito

“Vogliamo sbarazzarci di qualsiasi tipo di valutazione psichiatrica durante il processo e lasciare che l’individuo scelga da solo come farlo”, ha detto il creatore di Sarco Suicide Pod. “Il nostro obiettivo è quello di utilizzare la tecnologia dell’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza dell’utente. Naturalmente, c’è molto scetticismo, soprattutto da parte degli psichiatri”. Chissà come mai.

Come funziona il Suicidio assistito “in cabina”?

Quando è pronto, l’utente entra nel Sarco Suicide Pod e poi spinge un pulsante. Fine. Non c’è altro. Il sistema introduce gradualmente una quantità crescente di azoto, aspirando contemporaneamente l’ossigeno.

La procedura è progettata per addormentare la persona all’interno, portandola al suicidio assistito senza sensazioni di panico o soffocamento, ed evitando l’uso di farmaci come il pentobarbital. Per poter utilizzare la capsula, oggi l’individuo che vuole procedere al suicidio deve completare un sondaggio online per dimostrare che la sua decisione è stata presa in modo indipendente.

Se il test viene superato, l’utente verrà informato della posizione della capsula e riceverà un codice per entrarci. Come si dice? Arrivederci, e grazie. Ma resta molta, molta tristezza.