Hot Pot Proteste in Italia: perché tir e studenti sono in piazza adesso

Medicina

Sclerosi multipla, nuova immunoterapia in studi di fase 1 l’ha fermata

Una promettente immunoterapia basata su Cellule T ferma la sclerosi multipla: sembra anche invertirne i danni, ma su questo servono conferme.

POST FP 700X500 2022 04 15T110521.299
POST FP 700X500 2022 04 15T110521.299

In un piccolo studio di fase 1, una nuova immunoterapia che prende di mira le cellule infettate dal virus di Epstein-Barr (EBV) è riuscita ad arrestare la progressione della sclerosi multipla (SM). Non è tutto, c’è qualcosa di ancor più sorprendente. In alcuni pazienti la terapia sarebbe riuscita ad ottenere addirittura la remissione dei sintomi, anche se questo non appare pienamente confermato nella presentazione dei più recenti risultat. Vi allego un documento in PDF, il report è stato pubblicato su IFL Science.

Caccia grossa alla sclerosi multipla

Negli scorsi mesi le tante ricerche collegate a questa malattia hanno portato ad una svolta. In diversi studi è emersa in modo ormai evidente una correlazione tra l’infezione da virus di Epstein-Barr (EBV) e il possibile sviluppo della sclerosi multipla.

La Atara Biotherapeutics ha provato a trasformare questi risultati in un approccio terapeutico, per migliorare il trattamento della malattia. Ed ha sviluppato una immunoterapia basata su Cellule T e chiamata ATA188.

immunoterapia sclerosi multipla

Come funziona l’immunoterapia contro la sclerosi multipla?

L’idea è semplice. Quando le cellule infettate dall’EBV mostrano piccole proteine sulla superficie note come antigeni, l’immunoterapia provvede a fornire e rinforzare le cellule immunitarie che le prendono di mira e le distruggono.

In uno studio su 24 pazienti che hanno ricevuto la terapia, 20 hanno riscontrato miglioramenti o arresto dei sintomi. Ancora, non è stato segnalato alcun effetto avverso fatale né grave. 

Alcune prime scansioni del cervello mostrano che la terapia potrebbe addirittura avere “rimielinizzato” le cellule nervose: e questo potrebbe indicare un’inversione del danno causato dalla sclerosi multipla nel sistema nervoso. Come detto, però, servono ulteriori conferme a questa ipotesi.

Ancora, doveroso dirlo: i risultati sono estremamente promettenti. Si tratta però di uno studio iniziale di Fase 1 con un campione abbastanza piccolo (24 pazienti) e senza placebo o gruppo di controllo. Va preso con le molle.

Certo, c’è da dire che è improbabile che questa riparazione avvenga naturalmente, per cui ci sono ottime speranze che la terapia abbia davvero effetti importanti, e ne sapremo di più nelle prossime fasi di studio.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn