Hot Pot Speciale Elezioni in Israele

Robotica

I robot invadono i templi indù: la fede in crisi?

L'uso di robot e automazione nei rituali religiosi sta suscitando preoccupazioni tra gli esperti di religione e i fedeli indù.

file 20230306 18 wqvorn
file 20230306 18 wqvorn

Nei luoghi di culto indù si affacciano sempre più robot chiamati a partecipare a particolari momenti di questa religione. In rituali come l’aarti (la cerimonia di adorazione delle divinità indù) la crescente diffusione di automazione suscita preoccupazioni negli esperti di religione e negli stessi fedeli.

Secondo Holly Waters, antropologa presso l’Università di Oxford, la pratica religiosa è in crisi. Cita un trend come questo. O l’elefante meccanico che sostituisce un elefante sacro in un tempio a Kerala. O ancora il “bonzo robot” nei templi buddisti giapponesi. Tutti, dice la Waters, sono un serio campanello d’allarme e una causa di disaffezione. Specie per i giovani, che si allontanano (lo mostrano studi come questo) a velocità sempre maggiore.

Un rito Indù “officiato” da un braccio robotico

La carne è debole, il metallo è forte

La natura “sistemica” e non contingente di questa crisi si vede nel dibattito scaturito: l’uso dei robot è tutto fuorché una circostanza del momento. Alcuni studiosi evidenziano addirittura che i robot, a differenza degli esseri umani, sono spiritualmente incorruttibili e potrebbero rappresentare una valida alternativa ai sacerdoti, che in molti casi stanno scomparendo.

Considerazioni astratte che non cambiano il nodo delle questioni profonde ancora in piedi: l’incrocio tra uomo, tecnologia e religione ha tantissimi “punti ciechi”.

Indù
Questo elefante “sacro” a Kerala è un animatronic.

Religione indù, che valore ha un sacerdote robot?

Il fatto che intere cerimonie possano essere “officiate” da macchine e non da esseri umani getta nella crisi più nera la capacità riconosciuta alla religione di mettere in contatto l’uomo col divino.

La sfida eterna dell’uomo è quella di trovare sempre un equilibrio tra la fede e la tecnologia, tra il sacro e il profano, tra l’uomo e la macchina. Il futuro ideale, in qualche modo, è spirituale e tecnologico: arrendersi solo alla tecnologia significa perdere l’anima.

E non vale solo per gli Indù.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn