Il prossimo 16 marzo succederà qualcosa di grande vicino a Giove, ma non aspettatevi fuochi d’artificio. L’oggetto interstellare 3I/Atlas (passato agli onori della cronaca per ottimi e meno ottimi motivi) farà il suo passaggio ravvicinato al gigante gassoso. I dati sono chiari, e un po’ deludenti per chi sogna invasioni o contatti: viaggia a 66 chilometri al secondo. Una velocità tale che la gravità gioviana, solitamente una trappola infallibile, non riuscirà nemmeno a scalfirne la traiettoria. Niente cattura, niente deviazione verso la Terra. Solo un saluto frettoloso.
Eppure, c’è chi ancora ci spera. C’è quel momento preciso, la notte, tra la luce fioca del salotto e lo scrolling compulsivo, in cui in tanti leggono “fionda gravitazionale”, e il cervello traduce “astronave in manovra”. È un errore familiare, per certi versi poetico, e vecchio come il mondo. Un errore che però nel caso di 3I/ATLAS stiamo tirando davvero troppo per le lunghe: va messo il punto una buona volta, numeri alla mano, prima che la fantasia corra troppo lontano dalla fisica.
La dittatura dei numeri (che non mentono mai)
Partiamo dalla “noiosa” realtà. Questo oggetto interstellare è veloce in modo matematicamente scomodo. Le attuali soluzioni orbitali posizionano la sua velocità in eccesso iperbolico a circa 58 km al secondo. Quando arriverà alla distanza di Giove dal Sole, accelererà fino a 65-66 km/s.
Per capirci (e per spegnere subito gli entusiasmi ufologici): la velocità di fuga dal Sole all’altezza dell’orbita di Giove è di circa 18,5 km/s. La presa gravitazionale di Giove stesso, valutata ai confini della sua sfera di Hill, corrisponde a una velocità di fuga di appena 2 km/s. Mettete questi numeri vicini. Fate il confronto.
Scheda dello Studio
- Fonte analisi: Predict (Medium)
- Autore: Rudi Widiyanto
- Anno pubblicazione: 2026
- Oggetto: Analisi orbitale 3I/ATLAS
- Dato chiave: Velocità al perielio gioviano ~66 km/s
- Conclusione: Impossibilità di cattura gravitazionale naturale
- Link fonte: Analisi completa su Predict
La conclusione è ferma, quasi antipatica: in condizioni naturali, la cattura non è disponibile. Né da parte di Giove, né da parte del Sole. L’oggetto interstellare passerà, saluterà (si fa per dire) e proseguirà per la sua strada verso l’uscita dal sistema solare.
Nessuna frenata, e soprattutto nessuna inversione a U verso la Casa Bianca (non c’entra, ma mi è venuta così, quasi sovrapensiero, e ce la lascio. Non riflette necessariamente le opinioni dello scrivente, forse).
I 30 giorni della verità (o della noia)
Allora perché ne parliamo? Non noi, che dopo aver informati e aver predicato un po’ di serietà abbiamo deciso di tacere per non unirci ai bla bla dei siti “autorevoli” ma a caccia di click: dico “perché ne parlano ancora tutti”?
Perché i prossimi 30 giorni sono cruciali.
Non per preparare l’accoglienza agli alieni, ma per raffinare l’orbita. È in questo mese che capiremo esattamente da dove arriva e dove va questo sasso vagabondo. Gli astronomi useranno ogni telescopio disponibile per tracciare la sua linea nel buio.
È un lavoro di fino, di pazienza. Serve a fugare gli ultimi dubbi di chi vuole capire davvero la meccanica celeste. E serve anche a chi cerca appigli per sognare. Perché finché c’è un margine di incertezza nei dati, c’è sempre spazio per qualcuno che sventola l’ipotesi “artificiale”. Avi Loeb, per dire, starà già scaldando i motori della prossima speculazione furbetta (e non sarebbe la prima volta).
Ma il fatto è questo: l’oggetto interstellare 3I/Atlas sembra comportarsi esattamente come ci si aspetta da un pezzo di roccia o ghiaccio sparato fuori da un altro sistema stellare per puro caso gravitazionale. Nessuna manovra non gravitazionale, nessuna accelerazione sospetta. Quindi? Quindi…
Basta astronavi, per favore
Siamo onesti. Dopo Oumuamua (il sigaro), dopo Borisov (la cometa), e ora con Atlas, stiamo sviluppando una sorta di nevrosi cosmica. Siamo come cani nevrotici e un po’ ottusi: ogni volta che qualcosa entra nel nostro cortile, scatta la sirena dell’invasione. È comprensibile: vogliamo non essere soli. Vogliamo che qualcuno venga a trovarci, anche solo per distruggerci, pur di rompere il silenzio e passare una settimana diversa dal solito.
Ma forse, dopo che questo oggetto interstellare sarà sfrecciato via ignorando la possente gravità di Giove come se fosse un dosso rallentatore, potremo prenderci una pausa. Mettiamo da parte le astronavi per un po’, ok? Accettiamo che l’universo è pieno di sassi che viaggiano molto, molto veloci. E che il fatto che ci ignorino non è una strategia militare: è semplice, totale, giusta indifferenza. Prendiamoci il buono, su.
Quando e come ci cambierà la vita
Marzo 2026. Non cambierà nulla nella vostra routine. Non atterreranno dischi volanti. Ma avremo la conferma che il traffico interstellare è più intenso del previsto, e che i nostri modelli orbitali non funzionano poi così me. Una piccola vittoria silenziosa della “noiosa” scienza sulla “brillante” fantascienza.
Approfondisci
Ti affascina la caccia agli oggetti spaziali? Scopri come volevamo inseguire il primo visitatore con il progetto Lyra. Oppure leggi perché, secondo alcuni, l’universo stesso potrebbe essere un esperimento alieno.
Quindi, godiamoci questi 30 giorni di grafici, traiettorie e calcoli. Osserviamo Giove che prova invano ad afferrare questo proiettile cosmico.
E quando sarà passato, torniamo a guardare le stelle senza aspettarci che ricambino lo sguardo.