Le riprese segrete fatte con gli smartglasses stanno diventando un fenomeno globale: su Instagram, TikTok e X circolano milioni di video registrati senza consenso tramite dispositivi come i Ray-Ban Meta.
Il problema sta diventando serio: la BBC ha documentato casi concreti in cui vittime hanno denunciato alla polizia britannica, ricevendo come risposta che filmare persone in spazi pubblici non costituisce reato. In Italia la situazione è identica. Non esiste legislazione specifica e i casi registrati nei templi di Ayodhya e Jagannath in India dimostrano che il fenomeno ha già superato i confini delle democrazie occidentali.
I numeri sono chiari: Meta ha venduto ormai circa 2 milioni di unità, e circolano kit da pochi euro che possono disattivare il LED di sicurezza. Ci ragioniamo insieme?
Una telecamera che non si vede
I Ray-Ban Meta sembrano normalissimi occhiali da sole. La fotocamera da 12 megapixel è integrata nella montatura, praticamente invisibile. Il LED bianco dovrebbe accendersi durante le registrazioni, ma risulta poco visibile alla luce del sole. E poi c’è il problema più grave: 404 Media ha pubblicato un’inchiesta che mostra come un kit di modifica economico possa disattivare completamente il LED: a quel punto diventa impossibile sapere chi ti sta filmando.
La funzione primaria degli smartglasses non è semplicemente registrare, ma condividere immediatamente il materiale su internet. I video caricati su TikTok da utenti che si definiscono “life documenters” raggiungono già milioni di visualizzazioni. Donne filmate in metropolitana, al supermercato, per strada. Spesso i volti non sono oscurati. I commenti sotto questi video sono prevedibili: richieste di contatti, battute volgari, tentativi di identificazione.
Quando la denuncia non basta
Sussex, gennaio 2026. Una donna si presenta alla polizia locale con una denuncia di riprese segrete tramite occhiali intelligenti. Ha riconosciuto se stessa in un video su TikTok, registrato senza il suo consenso. La risposta degli agenti è stata chiara: “Filmare persone in spazi pubblici non è illegale”. Il caso non è isolato. La BBC ha raccolto diverse testimonianze simili nel Regno Unito, tutte archiviate per lo stesso motivo.
In Italia la situazione giuridica è identica. Il Garante per la Privacy ha avviato istruttorie dopo il caso Boccia-Sangiuliano, richiedendo chiarimenti all’Autorità Garante irlandese sugli smartglasses Ray-Ban Meta. Ma non esistono ancora divieti specifici o sanzioni concrete. L’utilizzo di questi dispositivi è regolamentato dalle stesse norme che proteggono la privacy con smartphone e computer: perfettamente legali, ma potenzialmente invasivi in contesti sensibili.
Harvard dimostra: doxing in tempo reale
Ottobre 2024. Due studenti di Harvard creano I-Xray, un progetto che combina Ray-Ban Meta con intelligenza artificiale e riconoscimento facciale. Il sistema funziona così: gli occhiali inquadrano una persona, l’AI elabora il volto tramite PimEyes, estrae nome, numero di telefono e indirizzo. Tutto in pochi secondi. Il progetto è stato presentato come dimostrazione educativa dei rischi per la privacy, ma ha confermato quello che molti temevano: la tecnologia esiste ed è accessibile.
Meta ha risposto sostenendo che PimEyes “potrebbe essere usato con qualsiasi telecamera”. Vero. Ma c’è un punto cruciale: gli studenti hanno scelto proprio i Ray-Ban Meta perché “sembrano normalissimi occhiali”. Nessuno sospetta. Nessuno si accorge di essere filmato.
I numeri della sorveglianza distribuita
Meta ha venduto oltre 1 milione di unità nel 2024. L’obiettivo per il 2025 è stato 2 milioni di smartglasses in circolazione. EssilorLuxottica ha registrato un aumento del 210% nel mercato degli occhiali intelligenti, trainato quasi interamente dal successo dei Ray-Ban Meta. A settembre 2025 è stata lanciata la nuova generazione con display integrato e Meta Neural Band, un braccialetto che legge i segnali muscolari del polso per controllare gli occhiali con gesti invisibili.
La produzione annuale è destinata a raggiungere 10 milioni di unità entro fine 2026. Parallelamente, Oakley Meta ha lanciato versioni sportive, Samsung e Google stanno sviluppando modelli basati su Android XR, Apple prepara prototipi per il lancio commerciale nel 2026. Il mercato degli smartglasses non è più un esperimento: è un’industria consolidata. Cosa rimane da fare?
Già: cosa rimane da fare
In India alcuni templi hanno vietato gli smartglasses dopo casi di riprese segrete durante i riti religiosi. MSC Crociere ha introdotto il divieto a bordo delle navi per tutelare la privacy dei passeggeri. Sono risposte locali a un problema globale che richiede legislazione specifica. Il Garante italiano ha evidenziato la necessità di rispettare le tutele previste dalla normativa privacy vigente, ma senza poteri reali di intervento preventivo.
Quello che manca è una legge che regoli esplicitamente l’uso di dispositivi indossabili con telecamere in spazi pubblici e privati. Finché filmare sarà considerato lecito in qualsiasi contesto pubblico, le riprese segrete continueranno ad aumentare. E con 2 milioni di smartglasses già in circolazione, il fenomeno è destinato solo a crescere.