Un ventiquattrenne ha posto su Reddit una domanda sul tema della finanza personale che, nella sua apparente ingenuità, nasconde una delle questioni più profonde del nostro tempo: se l’AGI (intelligenza artificiale generale) arriva davvero, che senso ha pianificare il futuro finanziario come abbiamo sempre fatto?
Il post, apparso su r/Futurology (a proposito: se vi interessano questi temi, metteteci le tende) ha scatenato un dibattito che secondo me vale la pena di raccontare ed estendere. Non tanto per le risposte (prevedibilmente contraddittorie) degli utenti, quanto per ciò che rivela sulla nostra incapacità collettiva di pensare il futuro quando il futuro stesso minaccia di riscrivere le regole.
Quello che nessun consulente finanziario sa come affrontare
Come potrete immaginare, da tempo seguo previsioni come quelle di Ray Kurzweil, che prevede una intelligenza artificiale di livello umano entro il 2029. Magari non così presto, magari negli anni Trenta o Quaranta. Ma se succede, che faccio? Ha senso un piano pensionistico se il mondo del lavoro potrebbe essere irriconoscibile prima che io arrivi a ritirare i miei soldi?
È una domanda che mi fa oscillare tra il cinismo totale e il tecno-ottimismo più sfrenato, ma non rendo bene l’idea. Perciò provo a fare ordine.
Finanza personale e AGI: i miei tre sentimenti
Il primo, istintivo, è il mio “cervello rettile” che parla: l’AGI è fantascienza, non abbiamo nemmeno abbastanza energia per l’IA attuale, figuriamoci per un’intelligenza artificiale generale. C’è del vero, soprattutto sulla questione energetica. Ma metterla su questo piano significa ignorare che ogni tecnologia trasformativa è stata “impossibile” fino a cinque minuti prima di diventare inevitabile. E quindi oscillo.
Il secondo sentimento mi fa propendere per investire nei mercati azionari. La logica: se l’AGI arriva, sarà il più grande boom economico della storia, e chi ha investito prima ne beneficerà. Non è un ragionamento folle, in realtà. Ma presuppone che le strutture economiche attuali sopravvivano alla transizione, il che è tutt’altro che scontato. E allora c’è il terzo sentimento, quello che in fondo mi somiglia di più.
Il terzo sentimento, forse il più lucido, mi suggerisce di puntare su beni tangibili: terra, proprietà, cibo. La vecchia saggezza del “se tutto crolla, almeno mangi”. Ve lo dico con un’onestà disarmante: se i soldi non significano più nulla, la quantità che ne possiedi sarà irrilevante rispetto al cibo che puoi produrre.
Finanza personale, il paradosso dell’investitore pre-singolarità
C’è un commento che mi sono appuntato, per me merita attenzione. Un utente ha scritto: “Sei nella posizione rara, invidiata da tutti i potenziali viaggiatori nel tempo, di avere l’opportunità di investire prima della singolarità”. È un pensiero seducente, quasi poetico. Ma nasconde un paradosso: se la singolarità cambia davvero tutto, per definizione non possiamo sapere cosa significherà “investire bene” dopo.
È il problema fondamentale di ogni previsione sulla singolarità tecnologica. Non è un evento che possiamo anticipare con gli strumenti del mondo pre-singolarità, esattamente come un contadino medievale non avrebbe potuto “prepararsi” alla rivoluzione industriale “comprando le azioni giuste”
Allora cosa possiamo davvero fare?
Se proprio volete tradurre l’incertezza in azione (perché pensate che restare fermi non è mai stata una strategia) ecco cosa ha senso:
Diversificare radicalmente. Non solo tra azioni e obbligazioni, ma tra tipologie di asset: competenze umane, relazioni, beni fisici, investimenti finanziari. Se un tipo di capitale diventa obsoleto, gli altri reggono.
Investire in adattabilità. Il vero asset in un mondo che cambia velocemente non è un portafoglio azionario, è la capacità di reimparare, riorientarsi, reinventarsi. Nessuna IA può toglierti quello.
Non rinunciare ai fondamentali. Risparmiare, investire con disciplina, costruire un cuscinetto di sicurezza: queste cose hanno senso indipendentemente da cosa fa l’IA. Se la singolarità arriva, al massimo avrai fatto una scelta irrilevante. Se non arriva, sarai in una posizione solida.
Restare informati senza farsi paralizzare. Seguire lo sviluppo dell’IA è sensato. Riorganizzare la propria vita intorno a previsioni speculative lo è molto meno.
Il vero punto della questione
Quello che il ventiquattrenne di Reddit sta davvero chiedendo non è un consiglio finanziario. Sta chiedendo: ha senso costruire qualcosa in un mondo che potrebbe essere completamente diverso tra vent’anni?
La risposta è sì. È sempre stata sì. Ogni generazione ha vissuto con l’incertezza radicale (guerre, pandemie, rivoluzioni tecnologiche) e ogni generazione ha scoperto che costruire qualcosa di solido, anche nell’incertezza, è sempre stato meglio che restare immobili ad aspettare la fine del mondo. O l’inizio di uno nuovo.
L’AGI potrebbe arrivare domani o tra cent’anni. Nel frattempo, la bolletta del prossimo mese arriva sicuramente.