Tutta l’industria solare usava un numero sbagliato: a rivelarlo è il più ampio studio mai condotto sulla durata dei pannelli fotovoltaici. 16 anni di dati, oltre 1,25 milioni di impianti in Germania, 34 GW di potenza installata e un controllo scrupoloso delle prestazioni. I ricercatori della Brandenburg University of Technology Cottbus-Senftenberg, insieme all’University College London, hanno misurato un degrado annuo medio tra 0,52% e 0,61%: circa la metà di quel famoso 1% che progettisti, investitori e modelli finanziari davano per scontato da decenni. Il risultato non è accademico: cambia i conti a chiunque abbia un tetto con dei pannelli solari sopra.
Il numero che nessuno aveva controllato (abbastanza)
Ecco, il punto è questo: le stime conservative sulla durata dei pannelli si basavano su campioni ridotti e periodi di osservazione brevi, spesso tra 2 e 7 anni. È come se uno volesse giudicare la resistenza di un ponte guardandolo per un pomeriggio, se posso permettermi un’iperbole. Lo studio pubblicato su Energy Economics nel 2026 ha fatto l’opposto: ha incrociato produzione annuale, potenza nominale, inclinazione, orientamento e posizione geografica con i dati di irraggiamento del Copernicus Atmosphere Monitoring Service. Un dataset mostruoso. E il risultato è che un modulo che, secondo i vecchi modelli, avrebbe perso circa il 20% in 20 anni, in realtà ne perde tra il 10 e il 12%.
Scheda studio
- Titolo: From shine to decline: Degradation of over 1 million solar photovoltaic systems in Germany
- Autori: Ricercatori della BTU Cottbus-Senftenberg e University College London
- Rivista: Energy Economics, 2026
- DOI: 10.1016/j.eneco.2026 (ISSN 0140-9883)
La durata dei pannelli non segue una linea retta
C’è un dettaglio che rende la notizia ancora più interessante: la perdita di efficienza non è costante. I dati mostrano che il degrado è più rapido nei primi anni di vita (una fase chiamata “burn-in”), poi rallenta progressivamente. Significa che la curva di invecchiamento dei pannelli solari somiglia più a quella di un buon vino che a quella di un’automobile: i primi chilometri pesano di più, poi il motore gira stabile. La vita utile media “effettiva” di un impianto, di conseguenza, si allunga ben oltre le vecchie proiezioni.
Attenzione, però: lo studio non dice che i pannelli solari dureranno magicamente 50 anni. Dice che perdono potenza a un ritmo circa dimezzato rispetto alle stime usate finora. La differenza è sottile ma decisiva, e spiega perché certi titoli entusiastici (“dureranno il doppio!”) sono ricostruzioni giornalistiche, non scoperte fisiche.
Grandi impianti, grande sorpresa
Un punto spesso travisato nei servizi divulgativi: le grandi farm fotovoltaiche degradano più rapidamente degli impianti residenziali, non il contrario. Inverter più complessi, maggiore esposizione a stress termici e meccanici, logiche di manutenzione meno capillari. Chi ha pannelli solari sul tetto di casa, insomma, sta meglio di chi gestisce un campo da megawatt. Non capita spesso che il piccolo batta il grande nei numeri.
I numeri dello studio
- Degrado medio annuo: 0,52-0,61% (contro il precedente ~1%)
- Riduzione del costo livellato dell’energia (LCOE): circa 4,8%
- Nuovi moduli necessari per compensare il degrado della flotta tedesca al 2040: ~2,3 GW/anno (contro i 4,5 GW/anno stimati in precedenza)
- Risparmio stimato: circa 638 milioni di euro l’anno nel mantenimento della capacità installata
Caldo, gelo, pioggia: alla fine chi fa più danni alla durata dei pannelli?
Il team ha studiato quattro variabili ambientali: giornate sopra i 30 °C, giornate sotto zero, precipitazioni e particolato atmosferico. Il calore è il nemico principale dei moduli più vecchi, perché l’accumulo di stress termico peggiora con l’età. Gelo e inquinamento, al contrario, colpiscono di più nei primi anni e poi si smorzano. La pioggia ha un impatto limitato: in certi casi, anzi, pulisce le superfici migliorando la resa. Un po’ come un autolavaggio gratuito, ma senza la cera.
Approfondisci
Se ti interessa capire meglio come funziona il degrado nel tempo, ne avevamo parlato in un’analisi sulla vera durata dei pannelli solari residenziali. E per chi guarda al futuro del fotovoltaico, vale la pena leggere cosa sta succedendo con i pannelli solari in titanio ad altissima efficienza e con le celle completamente riciclabili con sola acqua.