File di pannelli galleggiano dritti sull’acqua, distanziati di quattro metri l’uno dall’altro: non sono inclinati secondo la tradizione che conosciamo da un secolo, ma perfettamente verticali. Orientati est-ovest invece che verso sud, catturano il sole quando sorge e quando tramonta, mantenendo una produzione costante durante tutto l’arco della giornata con intensità variabile ma continua. È il fotovoltaico verticale galleggiante che la Germania ha acceso ad agosto 2025 (e avviato ad ottobre, come vi abbiamo raccontato) sul lago Jais, un’ex cava di ghiaia nel comune di Gilching, in Baviera.
Il sistema si chiama SKipp-Float e utilizza pannelli bifacciali ancorati a 1,6 metri sotto la superficie dell’acqua, stabilizzati da chiglie che compensano le oscillazioni causate dal vento e dalle onde.
L’impianto produce 2 gigawattora all’anno pur coprendo meno del 5% della superficie del lago, un dettaglio non da poco in un paese dove le normative idriche limitano al 15% la copertura massima consentita. La cava che ospita il sistema ha già ridotto del 60% i propri consumi dalla rete elettrica nazionale, con prospettive di raggiungere il 70% una volta ottimizzata la gestione dell’energia prodotta.
Come funziona il fotovoltaico verticale
La configurazione verticale ribalta la logica tradizionale del solare. Invece di concentrare la produzione nelle ore centrali della giornata, quando il sole è alto e la domanda energetica spesso più bassa, questo approccio distribuisce la generazione elettrica dal mattino alla sera. I pannelli bifacciali catturano la radiazione solare diretta su un lato e quella riflessa dall’acqua sull’altro, sfruttando l’effetto albedo che in condizioni ottimali può aumentare la resa complessiva fino al 30% rispetto ai sistemi tradizionali su tetto piano.
L’orientamento est-ovest significa che la produzione raggiunge due picchi distinti: uno al mattino e uno nel tardo pomeriggio, esattamente quando le utenze industriali e residenziali registrano i consumi più elevati. Un po’ come spostare l’orario di lavoro per evitare il traffico: produci energia quando serve davvero, non quando abbonda già.
Cave dismesse, nuove centrali
Gottfried Jais, amministratore delegato dell’azienda estrattiva che gestisce la cava, ha espresso gratidudine durante l’inaugurazione ufficiale di ottobre per la rapidità del processo autorizzativo. Un caso quasi anomalo in Germania, paese non esattamente noto per la velocità burocratica. Alla cerimonia ha partecipato anche Markus Söder, governatore della Baviera, che ha definito il progetto un esempio concreto di transizione energetica innovativa.
Le cave dismesse rappresentano un’opportunità spesso ignorata nelle strategie energetiche nazionali. Migliaia di bacini artificiali sparsi per l’Europa potrebbero ospitare impianti simili senza consumare un metro quadro di suolo agricolo o naturale. In Italia il potenziale stimato supera i 25 gigawatt considerando solo i bacini artificiali, secondo alcune analisi di settore.
Scheda tecnica impianto
- Sviluppatore: SINN Power (Germania)
- Sistema: SKipp-Float
- Potenza installata: 1,87 MW
- Produzione annua: 2 GWh
- Superficie occupata: 4,65% del lago
- Riduzione consumi rete: 60-70%
- Operativo da: Agosto 2025
- Tipo pannelli: Bifacciali verticali orientamento est-ovest
Resistenza e benefici ecologici
SINN Power sottolinea un aspetto controintuitivo del sistema: la resistenza alle tempeste. La struttura di montaggio permette ai moduli di deflettere sotto il carico del vento attraverso un sistema di cavi, minimizzando la resistenza aerodinamica e garantendo stabilità significativa anche in presenza di moto ondoso. Le chiglie di zavorra assicurano che i pannelli tornino in posizione verticale dopo l’oscillazione causata da vento o onde, un meccanismo passivo che non richiede interventi meccanici attivi.
I benefici ecologici rilevati nei primi mesi di funzionamento includono il miglioramento dello scambio di ossigeno tra atmosfera e acqua, la penetrazione della luce solare fino alla superficie del lago e la promozione della circolazione naturale degli strati d’acqua. Boe di monitoraggio installate prima della costruzione indicano un miglioramento tendenziale della qualità dell’acqua dall’avvio dell’impianto. Uccelli acquatici nidificanti sono stati osservati sui galleggianti, mentre branchi di pesci si radunano vicino alle strutture di zavorra simili a chiglie.
Fotovoltaico verticale, espansione e prospettive
SINN Power ha già pianificato una seconda fase di espansione che aggiungerà altri 1,7 MW al sito, mantenendo la copertura totale del lago sotto il 10%, ben al di sotto del limite normativo che vi dicevo. L’azienda identifica come potenziali utilizzatori del sistema tutte le realtà con elevato fabbisogno elettrico o strategie di elettrificazione pianificate, in particolare quelle che dispongono di bacini idrici artificiali perenni con profondità minima di 1,6 metri.
Il profilo di generazione favorevole sia per l’autoconsumo che per la commercializzazione in rete rappresenta un vantaggio competitivo significativo rispetto ai sistemi fotovoltaici tradizionali, che saturano la rete nelle ore centrali quando l’energia ha minor valore economico.
Finché la domanda elettrica seguirà ritmi umani e non solari, chi produce energia quando serve avrà sempre un vantaggio.
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