Una pisside d’avorio del VI secolo è stata trovata sotto l’altare di una chiesa paleocristiana in Austria, nel comune di Irschen. Ne esistono una quarantina al mondo, e l’ultima volta che ne era stata dissotterrata una in uno scavo era circa un secolo fa. C’è un dettaglio che la rende unica: tra le scene bibliche incise sull’avorio compare un’Ascensione di Cristo su una biga trainata da due cavalli, una rappresentazione mai documentata prima. La pisside era in frammenti, deformata dall’umidità di quattordici secoli. Ma le immagini si leggono ancora.
Con un piccolo mistero: le pissidi erano la parte più sacra di una chiesa. Quando un luogo di culto veniva abbandonato, il clero o la comunità le portava via. Sempre. Questa no. E la domanda (ancora senza risposta) è proprio questa: perché l’hanno lasciata lì?
Una pisside sotto l’altare, dal 610 dopo Cristo
Il 4 agosto 2022, il team guidato dall’archeologo Gerald Grabherr dell’Università di Innsbruck ha trovato un reliquiario di marmo (venti centimetri per trenta) nascosto sotto l’altare di una cappella laterale, sul colle del Burgbichl. Dentro, come vi anticipavo, i frammenti di una pisside d’avorio decorata con scene cristiane. L’insediamento era stato abbandonato intorno al 610, l’anno della Battaglia di Aguntum, quando un esercito slavo sconfisse le popolazioni germaniche locali e il cristianesimo della regione si dissolse nel giro di una generazione.
In sintesi: un intero mondo culturale si è spento, e la pisside è rimasta lì sotto, al buio, per millequattrocento anni. Gli archeologi di Innsbruck scavano sulla collina dal 2016. Finora hanno documentato abitazioni, due chiese, una cisterna e un fonte battesimale a stella. Ma la pisside è il ritrovamento che ha cambiato la scala dell’intero progetto.
L’avorio, spiega la restauratrice Ulrike Töchterle, aveva assorbito l’umidità del reliquiario di marmo: era morbido, fragile, deformato. Il processo di essiccazione è durato due anni (con un’umidità iniziale del 90%, il rischio di muffe e crepe irreversibili era altissimo). Ricomporre fisicamente la pisside non è più possibile, ma il team sta lavorando a una ricostruzione 3D.
La pisside di Irschen in numeri:
- Circa 40 pissidi d’avorio conosciute nel mondo
- 100 anni dall’ultimo ritrovamento di una pisside in contesto di scavo
- 610 d.C. data stimata dell’abbandono dell’insediamento
- 2022 anno della scoperta sotto l’altare della cappella laterale
Cristo su una biga: la pisside che riscrive l’iconografia
Ecco, qui si entra nel territorio davvero inedito. Su un lato della pisside compare Mosè ai piedi del Sinai: una mano scende dal cielo e gli consegna le tavole della Legge. Iconografia classica, niente di strano. Sull’altro lato, però, un uomo sale al cielo su un carro trainato da due cavalli, e una mano divina lo tira verso l’alto. Secondo Grabherr, si tratta dell’Ascensione di Cristo rappresentata come una scena di biga (il carro romano a due cavalli): un’immagine mai vista prima su nessun reperto al mondo.
Il collegamento tra Antico e Nuovo Testamento è tipico della tarda antichità. Ma questa versione dell’Ascensione non ha precedenti noti. Un’altra ipotesi è che si tratti del profeta Elia rapito in cielo, ma mancano elementi chiave di quella scena (il mantello ceduto a Eliseo, per esempio) e la mano di Dio non compare nelle rappresentazioni tradizionali di Elia.
Le analisi sulla pisside sono ancora in corso: isotopi stabili per risalire all’origine dell’avorio (e all’elefante da cui proviene), esami sui componenti metallici delle cerniere e sulla colla utilizzata. Ci sono anche frammenti di legno dentro il reliquiario di marmo: probabilmente parti della chiusura della pisside, ma non si può escludere del tutto che quel legno fosse la reliquia stessa. Un po’ come quei frammenti della “Vera Croce” che ancora circolano in ambito religioso (uno fu regalato da papa Francesco a Re Carlo III per l’incoronazione).
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Della pisside di Irschen colpisce soprattutto questo: qualcuno l’ha lasciata sotto un altare mentre fuggiva da un esercito. Forse non c’era tempo. Forse la pisside era già rotta e la reliquia al suo interno già persa. O forse chi l’ha abbandonata pensava di tornare.
Non è tornato nessuno. E quattordici secoli dopo, un’immagine di Cristo su un carro a due cavalli è riemersa dalla terra come un messaggio spedito a un destinatario che non esiste più.