Un fisico del MIT ucciso davanti casa a Brookline. Un generale in pensione dell’Air Force svanito una mattina di febbraio dalla sua abitazione di Albuquerque, senza telefono e senza dispositivi indossabili. Un’ingegnera della NASA scomparsa durante un’escursione nell’Angeles National Forest, a pochi metri dai compagni che si sono voltati un attimo. Almeno dieci persone, tutte con accesso a informazioni sensibili su programmi nucleari o aerospaziali americani, sono morte o scomparse tra il 2022 e l’aprile 2026. L’FBI adesso indaga formalmente per capire se i casi di questi scienziati scomparsi siano collegati: il Congresso ha chiesto briefing a 4 agenzie federali entro il 27 aprile, il presidente Trump ha parlato di “cose piuttosto serie”. Gli investigatori sul campo, intervistati dai media americani, dicono di non vedere nessun filo rosso. Ma nessuno ne sembra convinto fino in fondo.
Scienziati scomparsi: il conto dei casi che non quadrano
La lista la tiene aggiornata la CNN, che ha ricostruito i singoli episodi, e la House Oversight Committee, che ha formalizzato la richiesta di chiarimenti a FBI, Dipartimento dell’Energia, Difesa e NASA. Ecco come è composta:
- Tre dipendenti del Los Alamos National Laboratory: Melissa Casias (53 anni, ultima volta vista camminare da sola su una statale del New Mexico, telefono lasciato a casa con reset di fabbrica), Anthony Chavez (78 anni, in pensione), Steven Garcia (48 anni, lavorava al Kansas City National Security Campus, componenti per armi nucleari).
- Quattro persone legate al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena: Michael David Hicks e Frank Maiwald morti tra 2024 e 2025, Monica Jacinto Reza scomparsa in escursione, Carl Grillmair (astrofisico del Caltech, collaborava con la NASA al monitoraggio degli asteroidi) ucciso a colpi di arma da fuoco davanti casa nel febbraio 2026.
- Nuno Loureiro, direttore del Plasma Science and Fusion Center del MIT, ucciso a Brookline nel dicembre 2025 (qui l’autore è stato identificato: un ex compagno di studi portoghese che il giorno prima aveva compiuto una strage nel campus della Brown University). E Amy Eskridge, ricercatrice di tecnologie antigravitazionali in Alabama, trovata morta nel 2022 a 34 anni. La famiglia ha detto alla CNN che soffriva di dolore cronico e che “la gente dovrebbe capire che anche gli scienziati muoiono, senza farci troppa letteratura“.
Il dettaglio che non torna
Ecco, il punto è che i funzionari che conoscono i singoli casi continuano a ripetere che non ci sono collegamenti. Nessun segno di “foul play” per McCasland, archiviazione probabile per Loureiro, nessun nesso tra un suicidio apparente in Alabama e un astrofisico ucciso in California. E tuttavia Joe Masiero, ricercatore del Caltech intervistato da Newsweek, ha detto una cosa precisa: in un campo così piccolo e specializzato, una concentrazione simile di morti e sparizioni “sfida la probabilità ordinaria”.
Joseph Rodgers del CSIS ha osservato che l’allarme sarebbe ben più alto se tutti avessero lavorato allo stesso progetto, il che è vero. Ma è anche vero che ci sono tre persone scomparse dallo stesso laboratorio nucleare del New Mexico nello stesso periodo: Casias e Chavez da Los Alamos, Garcia dalla filiera nucleare di Albuquerque. Due di loro hanno lasciato tutto a casa e sono usciti a piedi. È la statistica, o è qualcos’altro?
Dove finisce l’allarme e dove comincia la paranoia
Da un lato Chris Swecker, ex vicedirettore FBI, ha dichiarato al Daily Mail che il pattern degli scienziati scomparsi è coerente con il modo in cui diversi servizi stranieri (Cina, Russia, ma anche Pakistan, India, Iran) storicamente colpiscono i depositari di tecnologie strategiche americane. Il rappresentante democratico James Walkinshaw, della Oversight Committee, ha fatto l’obiezione speculare: gli Stati Uniti hanno migliaia di esperti nucleari, un avversario straniero difficilmente sposterebbe qualcosa colpendo solo dieci persone.
Dall’altro lato, però, c’è l’ombra lunga del dossier UAP: almeno due dei casi citati (Eskridge e l’ex ufficiale dell’intelligence Matthew Sullivan, morto nel 2024 prima di poter testimoniare in un caso federale di whistleblowing sugli UFO) vengono regolarmente tirati in ballo dai parlamentari più vicini al fronte della declassificazione dei documenti sui fenomeni aerei non identificati.
Tim Burchett ed Eric Burlison, entrambi repubblicani, sono stati tra i primi a chiedere l’intervento dell’FBI. McCasland, tra l’altro, aveva collaborato brevemente con “To the Stars”, l’organizzazione sugli UFO di Tom DeLonge dei Blink-182: la moglie ha pubblicamente smentito qualsiasi legame tra questa circostanza e la sua scomparsa, ma come abbiamo scritto in passato, è una storia che si ripete a cadenza regolare dal 1947.
Scienziati scomparsi, su cosa c’è davvero da imbarazzarsi
La cosa interessante non è tanto se ci sia o meno un disegno. È che l’amministrazione ha deciso di aprire un’indagine formale anche sapendo che probabilmente non troverà nulla di coordinato. Il direttore dell’FBI Kash Patel ha detto a Fox News che si cercheranno “collegamenti con accessi classificati o attori stranieri“, e che in caso di prove di condotta nefasta partiranno gli arresti. Io la vedo così: è un’indagine che politicamente non può non essere fatta, perché la pressione social e parlamentare è troppo forte, ma che realisticamente rischia di concludersi con la stessa formula che usano già adesso i singoli dipartimenti locali, ovvero “nessun segno di collegamento”.
Nel frattempo, ci sono famiglie che stanno ancora cercando i loro cari in un bosco californiano, o su una statale del New Mexico, in un lago del Massachusetts o altrove. E c’è un mestiere, quello di chi lavora ai confini tra fisica avanzata e sicurezza nazionale, che in America è improvvisamente diventato un mestiere con la targa sulla schiena.
Perchè se è vero che dieci su migliaia di scienziati è statistica, è anche vero che ciascuno di quei dieci aveva un nome.
