La saliva è il guardiano silenzioso dei nostri denti: neutralizza gli acidi, tiene a bada i batteri, rimineralizza lo smalto. Quando smette di funzionare (succede a chi affronta radioterapia alla testa e al collo), i denti restano esposti come una città senza mura. Un team dell’Università di San Paolo in Brasile ha sviluppato una saliva artificiale a base di CANECPI-5, una proteina ricombinante della canna da zucchero che si lega direttamente allo smalto formando un film protettivo.
I primi test in vitro, pubblicati sul Journal of Dentistry, mostrano che in combinazione con fluoro e xilitolo riduce la demineralizzazione e l’attività batterica.
Come funziona la saliva artificiale vegetale
Ecco, partiamo da un concetto che l’odontoiatria conosce bene: la pellicola acquisita. È quello strato sottilissimo di proteine che si forma naturalmente sulla superficie del dente pochi secondi dopo la pulizia, una specie di primo presidio biologico contro l’erosione. Quando la saliva viene a mancare, la pellicola non si forma più. I denti perdono il loro scudo e gli acidi (quelli dei succhi gastrici, delle bevande, dei batteri) lavorano indisturbati sullo smalto.
La saliva artificiale sviluppata dal team brasiliano è la prima a sfruttare proprio questo meccanismo. CANECPI-5 non si limita a lubrificare la bocca: si lega allo smalto dei denti e ricrea quella pellicola protettiva che il corpo non riesce più a produrre. Una differenza sostanziale rispetto ai sostituti salivari oggi in commercio, che nella maggior parte dei casi funzionano come semplici idratanti senza interagire davvero con la superficie dentale.
Una proteina nata per caso (dalla canna da zucchero)
La storia di CANECPI-5 ha radici lontane dalla bocca. Flávio Henrique Silva, professore di Genetica all’Università Federale di São Carlos, lavorava sulle cistatine della canna da zucchero. Il suo gruppo aveva identificato e prodotto in forma ricombinante diverse proteine della famiglia, battezzandole CANECPI-1, 2, 3 e così via.
Fu durante le misurazioni di laboratorio che qualcosa di inatteso emerse: CANECPI-5 si attaccava con ostinazione alle superfici lisce delle cuvette di quarzo usate per gli esperimenti. Un comportamento anomalo che spinse il team a chiedersi: se aderisce al quarzo, potrebbe aderire anche allo smalto? La collaborazione con la professoressa Marília Buzalaf alla Scuola di Odontoiatria di Bauru (FOB-USP) partì da lì.
Saliva artificiale, i risultati dei test
I test condotti durante il dottorato di Natara Dias Gomes da Silva hanno confermato l’intuizione. Il protocollo prevedeva l’applicazione della saliva artificiale su piccoli campioni di denti animali, una volta al giorno per un minuto. I risultati, ottenuti anche con la collaborazione dell’Università della California a San Francisco e della Yonsei University in Corea del Sud, indicano che CANECPI-5 funziona meglio in combinazione con fluoro e xilitolo: lo spray riduce l’attività batterica e rallenta la demineralizzazione, il processo con cui lo smalto perde calcio e fosfato diventando vulnerabile alla carie.
Scheda studio
Titolo: A novel artificial saliva enriched with CaneCPI-5 for irradiated head and neck cancer (HNC) patients: in vitro antimicrobial and anticaries effect
Autori: Natara Dias Gomes Da Silva, Paulo Sérgio da Silva Santos, Flávio Henrique-Silva, Ana Carolina Magalhães, Marcos Roberto Chiaratti, Elbert de Josselin de Jong, Pamela K DenBesten, Marília Afonso Rabelo Buzalaf
Istituzione: Bauru School of Dentistry, Università di San Paolo (FOB-USP)
Rivista: Journal of Dentistry, 2025; 163: 106176
DOI: 10.1016/j.jdent.2025.106176
Per chi ha perso la saliva, non esisteva nulla
Il punto è questo: per i pazienti sottoposti a radioterapia per tumori della testa e del collo, oggi non esiste un prodotto dedicato contro le carie severe post-trattamento. Le salive artificiali disponibili migliorano la sensazione di bocca secca e lubrificano le mucose, ma non proteggono attivamente lo smalto. Per alcuni pazienti il trattamento è temporaneo, per altri è permanente: la capacità di produrre saliva non torna più.
La proteina CANECPI-5 è già brevettata. Il prossimo passo è trovare partner industriali per la produzione su scala. Il team l’ha testata come collutorio, gel e film orodispersibile (una pellicola che si scioglie sulla lingua rilasciando la proteina), e in tutti i formati ha funzionato. C’è anche un filone parallelo che riguarda la parodontite e la guarigione dei tessuti: in modelli animali, CANECPI-5 ha mostrato proprietà antinfiammatorie e capacità di promuovere la formazione di nuovi vasi sanguigni.
Insomma: una proteina scoperta quasi per caso, in un laboratorio che studiava tutt’altro. E che adesso potrebbe restituire ai denti quella protezione invisibile che milioni di persone hanno perso. A patto che qualcuno decida di produrla.
Approfondisci
La ricerca sulla protezione e rigenerazione dello smalto dentale sta vivendo una stagione intensa. Un team cinese ha sviluppato un rivestimento peptidico che modifica la saliva per eliminare le carie, mentre ricercatori britannici hanno creato un dentifricio alla cheratina (ricavata dai capelli) che ripara lo smalto in 48 ore. E già nel 2019 un gel al fosfato aveva dimostrato di poter rigenerare lo smalto dei denti in laboratorio.