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Domani debutta la Pepsi blocca-grassi, e io non mi sento molto bene.

la confezione della pepsi special ‘antigrasso’

La diffusione mondiale dei soft drinks ha raggiunto cifre capillari: una intera parte del mondo ‘occidentale’ sembra bere più intrugli colorati che non acqua. I risultati sono allarmanti, molti centri ricerche del pianeta hanno già tirato fuori risultati di studi diversi, tutti concordi nell’attribuire effetti negativi sull’organismo.

Il motivo? Anidride carbonica che tartassa lo stomaco. Un botto di zuccheri (9 cucchiaini circa per lattina) o di dolcificanti (l’aspartame e l’acesulfame sospettati di essere cancerogeni). I coloranti. Un disastro, insomma.

E’ per questo che mi affascina molto l’idea che il futuro potrà coinvolgere la diffusione di ‘vettori’ come questi (o come i chewing-gum ad esempio, parimenti diffusi e parimenti ‘sospetti’) per trasformarli in un veicolo di benessere o di ‘nutrimento’: in questo senso ha catturato la mia attenzione la notizia di questa Pepsi brucia grassi, che debutterà domani 13 Novembre 2012 in Giappone.

[highlight]Avete letto bene: una Pepsi in grado di non farci ingrassare. Una cuccagna, ne berremmo tutti a litri se fosse così. Vale la pena di capire come funziona per farsi un’idea, non trovate?[/highlight]

A naso, pensavo si trattasse di una sorta di ‘lavanda gastrica’ in lattina:in effetti, il segreto di questa bibita è nella Destrina, una fibra solubile. La Pepsi ‘antigrasso’ ne contiene a iosa, e promette di ridurre l’assorbimento adiposo ed aumentare il senso di sazietà, oltre a movimentare il transito intestinale. La press release di Pepsi evita di menzionare (sicuramente si tratterà di una coincidenza) quanto zucchero o sciroppo di mais è contenuto in questo drink per poter produrre il suo caratte

ristico (traduco) “retrogusto fresco ed unico”

Siamo certi che le calorie non superino i benefici? La domanda sarebbe retorica se questa bibita (ed una sua consimile, la Kirin Mets Cola) non avesse ricevuto l’approvazione dell’organismo preposto a fornire pareri sulla qualità dei cibi, la FDA Giapponese che si chiama Japan Health Food & Nutrition Association.

Almeno sul piano concettuale, l’idea di diffondere benefici attraverso i cibi non è nuova, e rappresenta l’embrione dello ‘human enhancement’ che ci si aspetta per il futuro: gomme da masticare che abbattano carie e tartaro e ci facciano dire addio allo spazzolino, succhi di frutta iperproteici, bibite antigrasso e magari cosmetici anti-cancro della pelle.

Da domani, ad ogni modo, per circa 1,60€ i cittadini del Sol Levante potranno iniziare a dimagrire con questa nuova pozione (permettetemi un po’ di scetticismo). Cosa berrà la gente in realtà? Lo scopriremo con il tempo.