90 comments

L’occhio dei droni è copiato dagli insetti

I mini droni, ovvero i droni che hanno la forma di un insetto sono dei dispositivi robotici molto particolari, in quanto riescono ad entrare in luoghi inaccessibili agli esseri umani, fotografando ciò che vedono e quindi offrendo un report in tempo reale della situazione. Si tratta di un settore nel quale la scienza sta investendo moltissimo, e che quindi sta diventando sempre più sofisticato.

Ma come possono vedere i droni insetto in condizione di scarsa luminosità? Per dare vita a un modello interessante e utile, i ricercatori del Politecnico Federale Svizzero si sono per l’appunto ispirati agli insetti, quelli veri, che possiedono un apparato visuale molto speciale. Gli insetti non vedono molto bene in termini di risoluzione, ma compensano questo squilibrio con il fatto di essere molti sensibili alla luce e ai corpi in movimento.

I ricercatori svizzeri hanno quindi dato vita a una vista robotica artificiale che non possiede un’infinita risoluzione, ma che si rivela sensibile ai movimenti e anche alla luce, per permettere che questi gioiellini della robotica non ‘sbattano’ in condizione di buio ma possano ugualmente sfruttare al massimo le condizioni di luce presenti, anche le più minime.

L’occhio sintetico è grande 2 millimetri cubi e pesa appena 2 milligrammi Si tratta di un dispositivo creato con una lente collegata a tre fotosensori disposti in una configurazione triangolare che durante il volo registrano le radiazioni elettromagnetiche. In questo modo il robottino volante viene comandato da un software che calcola le distanze e gli permette di muoversi agilmente anche in condizioni molto estreme per quanto riguarda la luce. Sebbene si tratti di una scoperta scientifica molto importante, lo scopo dei ricercatori è quello di dotare i droni insetto di un sistema di occhi multiplo, che possa in futuro permettere di ottenere una visuale completa del luogo e favorire l’atterraggio e il monitoraggio delle zone più speciali del nostro pianeta.