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Tecnologia

8 ragioni pratiche per aiutare i popoli africani con lanterne solari

Se vi sembra poco, eccovi come le lanterne solari possono fare bene in Africa: l'esempio di una piccola, grande onlus.

Gianluca Riccio 3 minuti di lettura

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Jezuba significa “grazie” in birmano, ed è il nome di una onlus che ha obiettivi semplici e legati all’innovazione: aiutare i piccoli artigiani birmani a vendere le loro creazioni attraverso l’e-commerce, ad esempio, o donare lanterne solari alle popolazioni dell’Africa su sahariana.

I capisaldi di un’azione immediata, semplice e concreta: educazione ed energia fotovoltaica per abbandonare il cherosene.

Un lento assassino

Il cherosene è una sostanza pericolosa che fa anche poca luce: l’energia fotovoltaica può durare più a lungo e non inquina l’aria. Milioni di bambini ogni anno subiscono serie ustioni a causa delle lampade a cherosene, il cui meccanismo non permette alla fiamma di spegnersi subito in seguito a un contatto accidentale.

Se vi sembra poco, eccovi come le lanterne solari possono fare bene in Africa. Con una lanterna solare, molto semplicemente, le persone possono:

Leggere di notte

Perché oggi è economicamente insostenibile, lo so che sembra assurdo.

Tornare sani e salvi a casa dopo il tramonto.

Nessuno ama percorrere una strada buia e insicura: gli abitanti dei villaggi sono vulnerabili agli attacchi di predatori o malintenzionati, o vengono travolti da auto di passaggio. Le lanterne solari aumentano la sicurezza personale illuminando le strade e aiutando a distinguere i pedoni.

Tenere lontani i predatori dalle scorte

Nell’Africa subsahariana molti contadini ed allevatori hanno tenuto lontani animali affamati e minimizzato le perdite. Uno studio mostra come il 63% di loro abbia tratto beneficio dall’utilizzo delle lanterne solari per illuminare scorte di cibo e mandrie.

Andare in bagno di notte

Diversamente, l’alternativa è provare nel buio a trovare dei fiammiferi e accendere una lampada a cherosene, con tutti i rischi di incidenti (tanti ogni anno) che comporta.

Andare a pesca di notte

Molti pescatori del Lago Vittoria in Uganda oggi portano con sé lanterne solari, che utilizzano al posto delle lampade a cherosene. Più luce, più sicurezza.

Giocare con gli amici dopo il buio

I bimbi amano parlare e giocare intorno ad una lanterna solare senza subire i fumi venefici del cherosene, e nessuno rischia di bruciarsi.

Ricaricare il cellulare o diffondere musica

La maggior parte dei modelli di lanterna solare è equipaggiata con porte USB che lo permettono: un altro modo di restare connessi, quando si può, al resto del mondo.

Destinare il già poco denaro a cose migliori

Molti governi africani spendono milioni di euro in sussidi per permettere alla popolazione di acquistare cherosene, sprecando risorse economiche ed esponendo comunque la gente delle aree rurali a rischi e scarsa illuminazione notturna. Nonostante il sussidio, la spesa media per il cherosene talvolta sfiora la metà del budget quotidiano di intere popolazioni.

Per questo quello di Jezuba è un modello che va seguito: servono organizzazioni che si dedichino non solo ad avere un impatto economico e sociale sulle loro comunità, ma che insegnino loro a cambiare paradigma.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn