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Società

Vegetariani si diventa? Studio svedese: basta abbassare (un po’) i prezzi.

Le alternative alla carne iniziano ad emergere, ma ai prodotti vegetariani serve una spintarella: basta abbassare un po' i prezzi? Nì.

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Nonostante il numero crescente di sostituti della carne, il consumo di quest’ultima è ancora elevato. In una recente ricerca Mitesh Kataria, professore associato di economia presso la School of Business, Economics and Law dell’Università di Göteborg, si è chiesto se non fosse la leva dei prezzi il “tocco magico” per convincere a diventare vegetariani i gruppi più indecisi, ma desiderosi di cambiare.

È cosa buona e giusta

vegetariani si diventa
hamburger vegetali

Lo abbiamo detto e stradetto. Vi abbiamo mostrato i progressi in questo campo, vi abbiamo riportato studi scientifici, abbiamo ospitato opinioni di esperti e ascoltato la voce degli attivisti: il cibo (e in particolare la carne) è una delle principali fonti di emissioni di gas serra. Tre sono le “uscite” inquinanti delle famiglie: cibo, trasporti, alloggi. Non possiamo rinunciare a nessuna delle tre cose, ma dobbiamo migliorare tutte e tre. Se ci sono tanti potenziali vegetariani frenati solo dai prezzi delle alternative alla carne, perchè non lavorarci su?

E torniamo allo studio svedese, pubblicato sulla rivista Ecological Economics. Ve lo metto qui.  I ricercatori hanno iniziato a lavorare su un massiccio sondaggio. Hanno chiesto agli svedesi “carnivori” quanto sarebbero disposti a pagare per un’alternativa agli hamburger di carne in un ristorante.

Le alternative sul piatto (è il caso di dirlo): i classici hamburger vegetali, gli hamburger vegetariani che sembrano carne e gli hamburger di carne coltivata in laboratorio.

vegetariani si diventa
carne coltivata

I risultati

“Quello che abbiamo visto è che sono necessarie ampie differenze di prezzo affinché le persone scelgano hamburger vegetariani”, dice Kataria.

Circa un partecipante su tre al sondaggio prenderebbe in considerazione il passaggio a un hamburger vegetariano se il prezzo fosse inferiore a due terzi del prezzo di un hamburger di carne, ovvero 100 SEK rispetto a 150 SEK. Tuttavia, c’era una differenza sostanziale tra coloro che aveva già provato hamburger vegetariani e quelli che non l’avevano fatto. Tra il 30 e il 40% non conosceva sapore, odore e aspetto dei sostituti della carne: e li ha scelti in misura minore.

In altri termini: prima assaggiare, poi pagare (meno). Questa è la formula magica per ritrovarci un mare di vegetariani, o quantomeno ridurre molto il consumo di carne?

Nì.

Vegetariani si diventa?

Anche se gli individui sono consapevoli della crisi climatica, le norme culturali sono forti. Per molte persone, cambiare le proprie abitudini alimentari è semplicemente una grande seccatura. Ho idea che per ridurre il consumo di carne è necessario molto di più della semplice modifica dei prezzi.

Nuovi prodotti vegetariani emergono continuamente e potrebbero contribuire a ridurre i gas serra, ma non è ancora scontato che le persone ne siano entusiaste.

I più resistenti a questo passaggio? Uomini oltre i 30 anni. Giovani e donne hanno mostrato un’ampia propensione a cambiare abitudini alimentari. E questo mi porta a concludere (qui parla il pubblicitario) che sia una buona idea lavorare anzitutto con i giovani: sono più elastici e possono trainare anche gli adulti.

Magari “forzandoli” a provare cibi vegetariani a buon mercato ordinati con un delivery. Dai, prova, babbo! Molla ‘sta bistecca, maledetto.

Gianluca Riccio

Gianluca Riccio, direttore creativo di Melancia adv, copywriter e giornalista. Fa parte di Italian Institute for the Future, World Future Society e H+. Dal 2006 dirige Futuroprossimo.it , la risorsa italiana di Futurologia. È partner di Forwardto - Studi e competenze per scenari futuri. Seguilo su LinkedIn