Gli effetti dell’aspartame potrebbero essere più insidiosi di quanto le linee guida internazionali suggeriscano. Un nuovo studio spagnolo pubblicato su Biomedicine & Pharmacotherapy ha esposto topi maschi a dosi di dolcificante equivalenti a un sesto della soglia giornaliera considerata sicura dall’OMS. Risultato: dopo un anno, gli animali avevano perso peso e grasso corporeo, ma mostravano segnali preoccupanti di declino cardiaco e cognitivo. Il cuore pompava meno sangue, il cervello assorbiva meno glucosio, la memoria peggiorava.
La ricerca, condotta dal Center for Cooperative Research in Biomaterials, solleva una domanda scomoda: se bastano dosi così basse per danneggiare organi vitali nei topi, cosa succede a chi consuma aspartame tutti i giorni per anni?
Il cuore rallenta, il cervello affonda
I ricercatori hanno somministrato piccole quantità di aspartame tre giorni ogni due settimane. Niente bombardamenti quotidiani, niente dosi estreme. Un regime che sulla carta dovrebbe essere irrilevante. Gli effetti dell’aspartame, invece, si sono manifestati lo stesso. Il cuore dei topi trattati mostrava efficienza ridotta nella pompa, con cambiamenti strutturali e funzionali minori ma misurabili. Stress cardiaco evidente. Come se il muscolo facesse più fatica a fare quello che dovrebbe fare senza pensarci.
Scheda dello Studio
- Ente di ricerca: Center for Cooperative Research in Biomaterials (CIC biomaGUNE), Spagna / Università di Manchester, UK
- Ricercatori principali: Ramiro Saide, Aiestaran-Zelaia et al.
- Anno pubblicazione: 2025
- Rivista: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0753332225010856
- TRL (Technology Readiness Level): 3 – Proof of concept sperimentale su modello animale (topi maschi)
Poi c’è il cervello. L’assorbimento di glucosio, il carburante essenziale per i neuroni, è impazzito: prima un’impennata, poi un crollo significativo entro la fine dell’anno. Gli effetti dell’aspartame sul sistema nervoso centrale si sono tradotti in prestazioni cognitive peggiori. I topi si muovevano più lentamente nei test di memoria, impiegavano più tempo a uscire dai labirinti. Non drammatico, ma misurabile. Un declino sottile ma costante.
Dimagrire non è sempre una vittoria
Gli animali trattati, come detto, pesavano meno. Grasso corporeo ridotto del 10-20%, per essere precisi. Come già raccontato in questo articolo sui dolcificanti, perdere peso con gli edulcoranti può sembrare un affare, ma il prezzo potrebbe essere più alto del previsto. Meno ciccia, certo. Ma anche meno efficienza cardiaca e meno lucidità mentale. Gli effetti dell’aspartame mostrano un paradosso: il corpo cambia forma, ma gli organi vitali soffrono.
“Lo studio dimostra che l’esposizione a lungo termine ai dolcificanti artificiali può avere un impatto negativo sulla funzione degli organi anche a basse dosi,” scrivono i ricercatori.
“Questo suggerisce che le attuali linee guida sul consumo dovrebbero essere criticamente riesaminate.”
E per gli esseri umani?
Qui le cose si complicano. Stiamo parlando di topi, non di persone. E solo topi maschi, per giunta. Le variabili sono tante: dosaggio, durata dello studio, dieta associata. Come discusso a proposito di aspartame e cancro, stabilire nessi causali diretti richiede cautela. Però lo studio si aggiunge a un insieme crescente di evidenze che collegano gli effetti dell’aspartame a cambiamenti biologici associati a demenza, arterie grasse, tumori al fegato. Nessuna pistola fumante, per ora. Ma abbastanza fumo da giustificare un’occhiata più attenta.
I ricercatori notano che i cambiamenti cognitivi erano “relativamente lievi” rispetto a studi precedenti con esposizione quotidiana o più intensa. Forse gli intervalli liberi da aspartame hanno attenuato i danni. Oppure i topi adulti tollerano meglio il dolcificante rispetto agli animali giovani. O ancora, c’è un meccanismo di adattamento a lungo termine che non conosciamo. In ogni caso, concludono:
“Finché le conseguenze neurologiche dell’aspartame non saranno meglio comprese, bambini e adolescenti dovrebbero probabilmente evitarlo il più possibile.”
Gli effetti dell’aspartame continuano a mostrare facce diverse a seconda di come li cerchi. Gomme da masticare, bibite light, dolcificanti da tavolo: sono ovunque. La dose permessa dall’OMS dovrebbe garantire sicurezza. Ma questo studio dice che anche un sesto può bastare per lasciare il segno. Sul cuore. Sul cervello. Sulla memoria.
Una petizione per vietare l’aspartame in Europa
Mentre la scienza accumula evidenze sugli effetti dell’aspartame, cittadini e organizzazioni si muovono. Una petizione europea promossa da Foodwatch, in collaborazione con la Lega francese contro il cancro, chiede il divieto del dolcificante in alimenti e bevande a livello comunitario. L’iniziativa punta a spingere la Commissione Europea a rivalutare le attuali soglie di sicurezza alla luce delle ricerche più recenti. Non è solo attivismo: è la risposta a un gap regolatorio che fatica a tenere il passo con i dati scientifici.
Magari tra dieci anni qualcuno dimostrerà che negli esseri umani non succede nulla. Oppure confermerà che succede eccome, solo che ci mette più tempo a vedersi.
Nel frattempo, quella bustina nel caffè pesa un po’ di più.